Sì Tap del governo: Abruzzo tradito

“Con noi al governo quest’opera la blocchiamo in 15 giorni” tuonava un determinato Di Battista. “Governo delle lobbies e delle banche, vattene a casa e portati via anche quel pagliaccio di Michele Emiliano che non mantiene le promesse fatte al Salento” gridava una agguerrita Barbara Lezzi. “Opera di fantascienza, che non serve all’Italia” sentenziava il leader Beppe Grillo. Promesse da navigati marinai per acquisire consenso, dandola a bere a migliaia di cittadini, per quel pugno di voti in più che fanno la differenza, commenta Mario Mazzocca, sottosegretario d’Abruzzo e capogruppo Art.1 Mdp Abruzzo. 

Al Sì Tap del governo del cambiamento la reazione del già assessore regionale all’ambiente è accompagnata da una riflessione: “Anni di battaglie fianco a fianco con comitati e associazioni buttati a mare dalla piroetta voltagabbana a 5S compiutasi in pochi mesi e nel peggiore dei modi. Consapevolmente incoerenti (ma non lo ammetteranno mai), predicatori di ‘honestà’ e malrazzolatori di dignità” commenta Mazzocca. Per i pentastellati:”Il Tap ci farà risparmiare sulla bolletta del gas!” ma nessuno si è premurato di garabtire, su carta, che i costi fissi in bolletta per le famiglie non lieviteranno a causa dei costi per realizzare la mega condotta che trasporterà il gas azero. Per Mazzocca: “Pontificano oggi i grilli dell’ultima ora, né più né meno di come erano soliti ripetere alcuni yesmen del vecchio lupo cattivo aggiunge – Invece il governo del cambiamento non solo non ha mutato, ma ha rapidamente convalidato quanto i precedenti governi avevano deciso sulla Tap, il gasdotto trans adriatico che attraverserà l’Abruzzo lungo la dorsale appenninica dal noto elevato rischio sismico. Una decisione che mi spinge a continuare la battaglia contro questa decisione implementando l’impegno con cui mi sono battuto contro il precedente governo. Come cittadino e quale delegato regionale all’Ambiente, unitamente all’intero governo regionale, ci si è opposti tanto alla centrale di compressione di Sulmona quanto all’installazione del gasdotto impedendo che si formasse il parere in Conferenza dei servizi e costringendo il Governo nazionale di centro-sinistra a ricorrere alla procedura straordinaria di avocazione della decisione. Insieme al Presidente Vicario Lolli ed all’intera coalizione di maggioranza abruzzese, ho sposato senza indugio alcuno tutte le iniziative istituzionali, politiche e sociali promosse in questi anni da amministratori, associazioni e comitati. 

Di fronte a questa decisione definitiva del Governo giallo-nero-verde, continuerò a battermi in modo particolare a fianco del Comune di Sulmona, delle comunità della Valle Peligna e dei rappresentanti delle amministrazioni dei beni separati degli Usi Civici che hanno ancora residuali strumenti giuridici per bloccare quest’opera. Tuttavia, attendo al varco gli esponenti abruzzesi dei partiti di governo: mi auguro che anch’essi sostengano le ragioni dell’Abruzzo mostrando autonomia e determinazione contro il Governo attuale almeno pari a quella da noi evidenziata in passato. Ieri Giovanni Lolli dichiarava che la coerenza è la condizione minima indispensabile per avere credibilità politica. Sacrosanto, ma ora provo solo rabbia e tristezza, gli stessi stati d’animo di Marco Severo, presidente associazione Noimessidaparte, le cui parole cito testualmente facendole mie: «Ho visto lacrime sui volti di giovani madri di famiglia che hanno rinunciato alle loro attività comprando terreni che dovevano essere espropriati da Tap, ho visto gente che ha dormito per mesi al freddo occupando le aree limitrofe al cantiere, persone partite da Torino per andare a vivere nel presidio #notap pur di non far passare questo scellerato progetto. Per non parlare di chi ha preso botte e manganellate, ha ricevuto sanzioni da decine di migliaia di euro per essersi opposti e per aver difeso la propria terra. E nonostante tutto ho visto in loro la voglia di vivere, di sperare che se si voleva si poteva, di credere in un cambiamento che guardava più al benessere comune … Hanno creduto in voi, vi hanno sostenuto sperando un giorno, grazie a voi, di trovare pace alle loro ragioni. Invece di essere aiutata, quella gente è stata tradita nel peggiore dei modi, da chi non te lo aspetti, da chi reputavano amici e non nemici. Li avete traditi! Prima Ilva, poi il decreto Genova con il condono edilizio e oggi la Tap … a chi toccherà ancora pagare la vostra mai finita campagna elettorale? A i NoTav? A chi si oppone alle esplorazioni di idrocarburi e alle trivelle ? A chi combatte gli inceneritori e il perverso art.35 dello Sblocca Italia? Tutte tematiche di cui vi siete sciacquati la bocca per anni, di cui avete solo approfittato per ottenere un pugno di voti in più. Spero che almeno provate un briciolo di vergogna». 

Dall’ufficio di gabinetto del sindaco di Sulmona: “Per il Governo del cambiamento la Tap (Trans adriatic pipeline – gasdotto trans adriatico) si farà, costa troppo rinunciare al progetto Snam: la maggioranza pentaleghista tradisce elettori e cittadini, nonostante abbia affiancato associazioni ambientaliste, istituzioni e cittadini nella battaglia contro la realizzazione del Metanodotto anche nel nostro territorio. Attendo ancora una risposta dal Ministro Sergio Costa per un incontro, richiesto oltre un mese fa, e mi aspetto onestà intellettuale da chi oggi deve giustificare queste scelte incoerenti con quanto promesso in campagna elettorale e dannose per un territorio come il nostro a forte rischio sismico, che da anni ne manifesta contrarietà su tutti i fronti attraverso atti e documenti”. E’ quanto afferma il sindaco Annamaria Casini. “A dicembre scorso mi dimisi in segno di protesta contro il vile Decreto del Governo Gentiloni, che, alla vigilia di Natale, autorizzò la realizzazione a Sulmona della Centrale di compressione gas. Fu un gesto estremo il mio, per urlare l’indignazione di un’intera comunità che rappresento, al quale seguì la mobilitazione dei sindaci dell’area interna abruzzese,  il ricorso al Tar presentato dal Comune di Sulmona, un altro ad adiuvandum dai sindaci del territorio, poi dalla Regione Abruzzo e uno dei Comitati e  associazioni ambientaliste. Il fronte del no scese in piazza ad Aprile, marciando in una grande manifestazione partecipata. Successivamente sono state inviate al Ministero richieste di approfondimenti scientifici sul rischio sismico, si è  tenuto un incontro con il Presidente dell’Ingv e il Mise, per effettuare nuove verifiche sulle aree interessate dall’opera della Snam, alla luce degli ultimi terremoti nella nostra zona, dato che dalla Valutazione di Impatto Ambientale è passato troppo tempo. Sono state avviate, poi, le procedute per far partire il monitoraggio dell’aria, in sinergia con Arta Abruzzo. Abbiamo continuato a chiedere al nuovo Governo di esprimersi politicamente su questo progetto, esplicitando una posizione netta in merito ad una politica energetica sostenibile che salvaguardi le aree interne fragili, da preservare dal punto di vista ambientale. Ora apprendiamo la sconcertante notizia che la Tap si farà perché costa troppo rinunciare al progetto” prosegue il sindaco Annamaria Casini.  “A questo punto ritengo sia urgente definire una piattaforma complessiva di confronto tra le istituzioni locali e le attuali forze di maggioranza al Governo non solo in merito al progetto Snam, ma anche  al Tribunale di Sulmona, alla sicurezza delle nostre autostrade, al punto nascita nell’ospedale peligno, alla sanità, allo sviluppo della nostra area montana, per conoscere quale sia la loro reale idea per il futuro del nostro territorio e chiedere azioni coerenti e conseguenti”.