Nuovo ospedale: una scatola vuota. Punto nascita, ecco la risposta del ministero alla deroga sulla chiusura

Situazioni sospese al filo di una ragnatela per l’ospedale di Sulmona e, come da profezia, il primo edificio sanitario antisismico della regione sarà una scatola vuota non solo per il Punto nascita, ma perché svilito a presidio di base e con estrema facilità ridotto ai minimi termini per personale e servizi. Chi avrà il coraggio, a gennaio, di partecipare alla inaugurazione della cattedrale nel deserto?

Flash mob punto nascite di Sulmna Report-age.com 4.4.2015A confermare la chiusura del Punto nascita di Sulmona dunque non sarà la realizzazione di un elisoccorso per garantire in emergenza il trasporto delle pazienti, come nel 2015 fissò l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) salvando la struttura neonatale sulmonese. Al primo però si è sovrapposto, nel giro di 3 anni, un secondo parere dell‘Agenas che, per la valle Peligna, di punto in bianco ha deciso che è tutto a posto, non c’è più mal tempo, non ci sono strade dissestate, non ci sono faglie e rischio sismico 1 e dissesto idrogeologico e i monti che circondano la conca, in aggiunta al Morrone e alla Maiella, sono tutti spianati. Come per incanto affrontare il maltempo con un elicottero o un’ambulanza, soprattutto al buio e in mergenza, in valle Peligna è diventato una passeggiata anche se qualche metro di neve, a tradimento, accumula  in 4 minuti dinanzi al mezzo di soccorso.

Cambia completamente opinione il Comitati percorso nascita nazionale (Cpn). Così il ministero fa sapere  dell’esito sfavorevole della recente richiesta di deroga per il Punto nascita Peligno. In breve, l’organismo in cui è ricompresa la stessa Agenas, ci ha ripensato e ribalta il parere, non sappiamo per quale ragione, ma lo scopriremo. Orograficamente la valle Peligna, nel giro di 3 anni, è diventata l’Eden, miracolo, i cambiamenti climatici hanno cancellato tutte le magagne del territorio in un colpo solo hanno ammorbidito le caratteristiche che rendono difficile i collegamenti del comprensorio Peligno-Sangrino con qualsiasi luogo.

In questi ultimi mesi a Roma poi, è così tanta l’attenzione nel compilare gli atti di una così delicata vicenda che nel testo in cui il ministero della salute nega la deroga al Punto nascita di Sulmona la Regione Abruzzo diventa la Regione Molise. Sviste di un dicastero retto da un ministro della salute, Giulia Grillo, che non sa che la senatrice, del suo stesso reggimento, Gabriella Di Girolamo, manifestava in aula consiliare, a Sulmona (Aq), proprio contro il presidente della regione Abruzzo, Luciano d’Alfonso, che da commissario ad acta decretò la  chiusura del presidio e nel suo intervento la onorevole parlava proprio del primogenito partorito nell’ospedale di viale Mazzini.

L’ 11 febbraio 2015 il Commissario ad acta Luciano D’Alfonso, attualmente senatore, ha decretato la chiusura del Punto nascita di Sulmona, la direzione della Asl 1 non ha provveduto allo smantellamento del presidio perché l’Agenas ha vietato il provvedimento sino a quando non fosse pronto il servizio di elisoccorso. Il 17 aprile 2018, l’assessore alla sanità Silvio Paolucci ha annunciato che il Punto nascita di Sulmona può dirsi salvo, merito delle prescrizioni Agenas  le stesse che oggi però sono venute meno con un governo giallo verde. Se risolveranno il problema in tempo per votare, la campagna elettorale si è insinuata, sappiamo a chi imputare l’ennesimo allarme soprattutto quando i problemi da risolvere non mancano anzi ce ne sono tantissimi e crearne altri è davvero di pessimo gusto.

Intanto è convocata per domani a Sulmona la Commissione Politiche sanitarie con ordine dell giorno il Punto nascita di Sulmona e  sono chiamati a parteciparvi i capigruppo consiliari.

Pezzopane (Pd), parlamentari,Regione e sindaci tutti insieme dal Ministro: “Il governo del ‘cambiamento in peggio’ ha deciso di chiudere il punto nascita di Sulmona, smentendo anche quanto M5s e Lega avevano promesso in campagna elettorale. Si tratta di una scelta grave, ingiusta, arbitraria, irragionevole, illegittima, che rigetta la richiesta presentata dalla Regione Abruzzo di proroga del decreto Lorenzin, approvato nella scorsa legislatura dal governo di centrosinistra. In questi anni ci siamo battuti per difendere il presidio in tutti i modi. Ancor più sconcertante è poi la superficialità con cui il ministero della Salute ha bocciato questa richiesta, dimostrata dallo sconcertante errore contenuto nella lettera di risposta a firma del ministero in cui la Regione Abruzzo viene scambiata con il Molise. Nel merito, viene da chiedersi: come fa il governo a ritenere che il territorio di Sulmona non abbia una particolare asperità geografica e sia attualmente privo di coperture alternative come l’elisoccorso? Ma non si rendono conto che stanno dando l’ennesimo colpo ad un’area già in grave difficoltà? Come Partito democratico, insieme agli enti locali, le associazioni e i cittadini, ci batteremo in tutti i modi per scongiurare questa ennesima decisione che tradisce Sulmona e l’Abruzzo. Ma i parlamentari eletti a Sulmona, Valle Peligna ed Alto Sangro espressione del governo non si vergognano per niente? Non bastava aver chiuso la sperimentazione di Casa Italia a Sulmona? Ora tutti i parlamentari d’Abruzzo si uniscano, andiamo tutti insieme con la Regione ed i sindaci dal ministro e blocchiamo questa ingiusta decisione”.

Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale. “La decisione del Ministero della Salute di respingere la nostra richiesta di mantenere il punto nascita a Sulmona è inconcepibile, e contiene tra l’altro motivazioni assolutamente slegate dalla realtà. Come si fa a sostenere che Sulmona non rientra nelle aree disagiate? Non conoscono il territorio. Con un tratto di penna vengono cancellati anni di battaglie sul territorio. Io stesso non esitai ad alzare barricate, convinto che una battaglia per il punto nascita di Sulmona, una battaglia per i diritti delle aree interne, valesse più della ragione politica e di quella che inizialmente era la posizione della mia maggioranza. Ne pagai anche le conseguenze. Ora mi aspetto che i rappresentanti del territorio, consiglieri regionali e parlamentari, soprattutto dei partiti che governano, Lega e Movimento Cinque Stelle, facciano altrettanto, inducendo i loro riferimenti nazionali a invertire la rotta, e a confermare la nostra scelta. Facciano scelte di campo. Dimostrino attaccamento all’Abruzzo interno. E’ questa l’occasione per dimostrare coerenza e attaccamento alla propria terra come ho fatto io in questi anni andando spesso contro scelte dei governi amici o di appartenenza”.

“Dopo il Punto nascita toccherà al Tribunale – non è una domanda per Massimo Carugno della segreteria nazionale del Partito socialista italiano – I roboanti proclami lanciati, dai 5stelle, al paese intero (ed anche a questo territorio) vengono puntualmente smentiti. “No Tav”, “No Tap”  “No Tubo” si trasformano tutti in un “Si” mentre i “Si Punto Nascite” e “Si Tribunale” stanno diventando un patetico “No”. Le forze politiche che hanno stravinto le elezioni stanno tradendo non solo alcuni punti programmatici del loro cartello elettorale ma soprattuttola loro filosofia etica che era quella di difendere i deboli, tra le popolazioni e tra i territori. Ma la colpa non è loro. La colpa è di chi lo ha permesso e di chi non ha saputo contrastarne sul piano dei contenuti l’avanzata. Oggi Sulmona si ritrova con un “Tubo” in arrivo, un Ospedale zoppo, un Tribunale già sulla banchina della stazione per prendere il treno per l’Aquila. E mentre tutto ciò accade a Sulmona che si fà ? Si fa traballare la maggioranza (non si sa perchè) in pieno agosto; si discute per un mese abbondante sulle dimissioni del Sindaco; poi si passa un altro mese a discutere se in Consiglio Comunale sono, o meno, presenti roditori anzi roditrici; infine ci si accapiglia, con tanto di girotondi, intorno ad un paio di pini. Un tragico balletto al quale si uniscono, senza attenuanti, le forze politiche di governo della città, quelle di opposizione e la opinione pubblica. E dire che qualcuno lo aveva detto che l’autunno/inverno 18-19 sarebbe stato cruciale. E tante altre sono le cose che bollono in pentola e che andrebbero scongiurate o andrebbero progettate per garantire a questa città, ma anche al suo comprensorio, il futuro che meriterebbe. In primis ci sarebbe da costruire un dialogo ed un coordinamento con i comuni del territorio per darsi forza ed autorevolezza poltica. Un comprensorio, tanti comuni, che pensino, ragionino, progettino e decidano come se fossero un solo comune. Sembra una sciocchezza ma è la pietra miliare per il rilancio del centro abruzzo”.

Giovanni Bartolomucci (Casapound). “Ancora una volta, la miopia di burocrati che sanno splo guardare alle cifre mette a rischio il punto nascita di Sulmona, un servizio fondamentale per il nostro territorio”. Questo il commento di Giovanni Bartolomucci, responsabile di CasaPound Italia per la Valle Peligna, alla relazione della Comitato percorso nascite nazionale del ministero della salute che chiede la chiusura del punto nascite di Sulmona. “Ancora una volta – prosegue Bartolomucci – ci troviamo a dover combattere con le conseguenze del disastroso decreto Lorenzin, che impone la chiusura dei punti nascite che registrino meno di 500 parti annuì. Il decreto non prende minimamente in considerazione il caso di realtà quali Sulmona, dove la conformazione del territorio impedisce di raggiungere altre strutture ospedaliere in tempi brevi, e dove la chiusura del punto nascite costringerebbe di fatto le coppie desiderose di avere un figlio ad emigrare, aggravando in maniera irreversibile lo spopolamento della Valle peligna”. “Ancora una volta- conclude Bartolomucci, CasaPound Italia scenderà in piazza assieme ai cittadini per difendere il futuro della nostra terra, dopo che le innumerevoli promesse degli amministratori di questo territorio, come le iniziative per il potenziamento del reparto con l’installazione di una vasca per il parto in acqua, si sono rivelate solo parole vuote. Non permetteremo che la millenaria storia di Sulmona finisca per la miopia dei burocrati romani”.

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