Risorse per interventi sul reticolo idrografico tutte alla capitale. A secco Abruzzo, Umbria e Marche

Nel Piano stralcio 2018 l’area metropolitana di Roma è beneficiaria di tutte le risorse finanziarie disponibili, 10 milioni di euro, così nella conferenza dell’autorità di bacino distrettuale dell’Appenino centrale per interventi manutentivi del reticolo idrografico.

Foto Nicolò Sambenedetto © Abruzzorotori.it
Foto Nicolò Sambenedetto © Abruzzorotori.it

I rappresentanti di Abruzzo, Marche ed Umbria non sarebbero stati coinvolti in nessuna fase preparatoria e hanno manifestato pieno dissenso dichiarando inaccettabile il metodo di lavoro e i contenuti del Piano stralcio 2018 che ha completamente ignorato le necessità delle regioni ricomprese nel distretto che, come  Roma, presentano urgenze e necessità manutentive. Per l’Abruzzo erano presenti all’incontro l’assessore alle opere pubbliche, Lorenzo Berardinetti, e il direttore regionale ai dissesti idrogeologici, Emidio Primavera. Le 3 regioni hanno manifestato assoluta contrarietà all’approvazione della delibera che nonostante il voto contrario dell’Abruzzo e il dissenso scritto della regione Umbria, è stata approvata. Da una stima effettuata dalle strutture regionali il fabbisogno complessivo sul territorio abruzzese è pari ad almeno 270 milioni di euro, riferito sia al reticolo principale con sviluppo complessivo pari a circa 1.000 km, che a quello secondario con uno sviluppo stimato intorno a 8.500 km delle aste fluviali.

“Sono state ignorate le posizioni regionali – interviene Berardinetti – Il metodo usato ha violato i disposti del Testo unico ambientale che impone forme concertate e condivise con le Regioni sulla ripartizione degli stanziamenti autorizzati da ciascun programma di intervento. Anche la posizione del ministero dell’ambiente, che presiede il comitato istituzionale tramite il ministro, o sottosegretario delegato, è da stigmatizzare poiché nulla ha fatto per sospendere la seduta o reinviarla appena si è accorto del vulnus procedurale venutosi a creare, ma addirittura ha accelerato la procedura, non prendendo in considerazione il parere contrario scritto della regione Umbria per pervenire alla approvazione “.

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