Il Tar vieta la caccia nelle fasce esterne del Pnalm del Lazio e nei siti Natura 2000 marchigiani

Due sentenze del Tar Lazio oggi rimarcano la linea di confine per l’attività venatoria vietandola nella fascia esterna laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per febbraio niente caccia con uno stop anche nelle aree Natura 2000 delle Marche. 

Il presidente del Tar Lazio ha accolto (decreto n. 11727 del 23/10/2018) il ricorso delle associazioni Enpa, Lac, Lav e Wwf Italia con cui si chiedeva la sospensione dell’atto, approvato a fine settembre dal presidente della Regione Lazio, che autorizzava in maniera del tutto illegittima e  insensata “il prelievo venatorio  nel versante laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle  zone Speciali di conservazione con presenza di Orso  marsicano”. L’avvocato Valentina Stefutti, che ha curato il ricorso, aveva evidenziato al Giudice amministrativo come la Regione Lazio non avesse nemmeno richiesto l’obbligatorio parere a Ispra (l’istituto che in queste materie è organo di consulenza tecnico-scientifica dello Stato), che si era comunque già espresso in maniera negativa, raccomandando di assicurare il divieto di caccia nell’area di protezione esterna del Pn d’Abruzzo (…) vista l’urgente  necessità di tutelare il nucleo  di esemplari  di orso marsicano presente nella regione Lazio”.

L’attività venatoria nelle aree di protezione esterna dei parchi (nelle aree protette è del tutto vietata) rappresenta infatti una forma di caccia ancora più deleteria di quella svolta in altre aree perché reca gravissimo disturbo alla fauna spesso protetta e comunque in difficoltà. Vittima di questa forma di ossessivo disturbo da fucili e da cani sarebbe stata, tra le altre, anche una specie delicata e rara come l’orso marsicano. Da oggi invece, grazie al Tar Lazio, nelle aree classificate come contigue al Parco d’Abruzzo, nella parte laziale, è vietata qualsiasi forma di caccia.

Grande impegno di vigilanza per Enpa, Lac, Lav e Wwf Italia con le guardie volontarie tengono a bada le doppiette che restano alla larga dal parco e dagli orsi. Queste associazioni hanno anche impugnato il calendario venatorio della regione Lazio con un ricorso che verrà discusso a breve. In discussione sono le scelte della Regione Lazio che farebbe marcia indietro nel campo delle politiche ambientali.

Per il calendario venatorio della Regione Marche, l’ordinanza del consiglio di Stato del 18/10/2018, pubblicata ieri, su ricorso del Wwf Italia contro la precedente decisione del Tar, ha stabilito la sospensione della caccia nei siti Natura 2000 e la sospensione della caccia nel mese di febbraio. “Il Wwf è stato costretto quest’anno, spesso insieme ad altre associazioni, a far ricorso alla giustizia amministrativa in diverse Regioni per ottenere il rispetto delle norme di legge che consentono sì in Italia la caccia, ma come eccezione rispetto alle norme prevalenti di protezione della natura. Le sentenze nella gran parte dei casi ci hanno dato ragione, ma dispiace doversi rivolgere a giudici e avvocati solo perché la politica si mostra incapace di rispettare la normativa vigente e di respingere la pressione di una parte del mondo venatorio”.