Bocciata la discarica di amianto a Rocca San Giovanni a ridosso della riserva naturale

La Commissione regionale di Valutazione d’impatto ambientale (Via) ha bocciato la discarica di amianto a Rocca San Giovanni (Ch). Fortemente osteggiato dalle associazioni ambientaliste perché il progetto prevedeva che la discarica di matrici cementizie, contenenti amianto, fosse piazzata a ridosso della riserva regionale fosso delle Farfalle che, oltretutto è  Sito di interesse comunitario (Sic).

In sintesi, la discarica progettata si sarebbe risolta in una messa in sicurezza di un altra discarica ed è assurdo anche solo immaginarla se si chiarisce che la fibra d’asbesto è eterna. Dunque questo sarebbe stato un intervento tampone, di fatto inutile che avrebbe contaminato e inquinato un’altra area rispetto a quella già compromessa perché il sito per accumulare l’amianto è stato localizzato a 2 passi d un’area protetta.

É pienamente soddisfatta e d’accordo con la decisione della Commissione Via, Fabrizia Arduini, coordinatrice del  Wwf Zona frentana Parco della costa teatina: “Dal dicembre 2017 con la pubblicazione del progetto, tra rigetto e revoche, ora è stata detta la parola fine, almeno per quanto riguarda il giudizio della Commissione di Via. Un sospiro di sollievo per quanti si sono spesi al fine di fermare questo insediamento, tra associazioni e Comuni interessati, come Rocca San Giovanni e Treglio – spiega Arduini – Si consideri che la realizzazione di discariche di rifiuti di amianto sono una soluzione provvisoria del problema che così viene lasciato alle future generazioni, essendo la fibra di amianto indistruttibile nel tempo. Da anni l’associazione Wwf Zona Frentana e costa Teatina sottolinea come la localizzazione di questo genere di discariche non debba mai ricadere in mezzo alle campagne, men che meno a ridosso di aree naturali protette, ma prediligere i siti industriali. Molteplici sono le motivazioni che giustificano la preoccupazione per la corretta gestione di questo minerale eterno, a struttura microcristallina e di aspetto fibroso. Basti pensare che anche le protezioni più sicure per evitare la dispersione di queste fibre, non sono eterne come l’amianto”.

Gocce di memoria.  La società Rcg propone il progetto con l’obiettivo di sanare un detrattore ambientale con un altro detrattore ambientale in un area che è Zona recupero detrattori ambientali così come indicato dal Piano regolatore generale del Comune di Rocca San Giovanni. In attesa del ripristino ambientale della vecchia discarica della Smi dove sono smaltiti 160 mila m³ di rifiuti speciali.

Italia e Abruzzo: problema amianto. In Italia i dati Inail segnalano, dal dopoguerra, produzioni per 5 milioni di tonnellate di amianto grezzo. “Ed è assurdo continuare a pensare che un privato possa risolvere una priorità d’interesse pubblico, basta vedere cosa succede nel nostro territorio – spiega Arduini pensando al fatto che in passato la pericolosità della fibra non era nota e artigiani e imprenditori venivano incentivati a costruire i capannoni con questo materiale. “Ad Ortona (Ch) insiste una discarica di matrici cementizie contenenti amianto. Secondo il Piano rifiuti della Regione Abruzzo del 2018, delle 20 mila tonnellate smaltite in tale discarica, l’81% proviene da fuori regione e solo il 19% è abruzzese. Discarica nasceva nel 2000 per svuotare le tante micro discariche, disseminate per Ortona, contenenti il micidiale composto. Non solo è continuato il conferimento illegale nei campi di eternit e consimili, ma nel patrimonio edilizio di Ortona l’amianto è ancora presente in maniera preoccupante”.