Emergenza rifiuti Roma, campanello dall’allarme in Abruzzo. Mariani: non c’è interesse per altri rifiuti capitolini

Per l’assessore comunale sulmonese Stefano Mariani non c’è intenzione e nessun interesse ad accogliere altri rifiuti di Roma, salvo che non intervenga il governo. E la proroga di altri 2 mesi per aggiungere altre immondizie negli impianti abruzzesi non fa presagire nulla di buono.

Aggiornamento

Se con un governo a firma Pd, l’Abruzzo ha già risposto alle prime richieste di aiuto della giunta Raggi allora è evidente, sin da ora, cosa accadrà a gennaio con un governo (5 stelle – Lega) e una emergenza rifiuti che a Roma sta prendendo davvero una brutta piega e si aggrava  nonostante la si scarichi sui territori di un’altra regione, inclusa Sulmona.

A suonare il campanello d’allarme è Mauro Tirabassi, opposizione, che nel consiglio comunale pomeridiano ha interrogato oggi l’assessore comunale Stefano Mariani. Con una domanda di attualità, Tirabassi ha chiesto quali siano le intenzioni del Cogesa e del Comune per i rifiuti capitolini se continuerà l’emergenza. A detta dell’assessore, la società che si occupa di raccolta, trattamento e chiude il cosiddetto ciclo integrato del rifiuto, avrebbe trovato altri clienti per i servizi degli impianti Peligni di smaltimento e recupero delle immondizie. In ogni caso, la società lavora non più solo con i rifiuti dei comuni che la costituiscono e il fatto che gli impianti Cogesa vengano ospitati a Sulmona non dà alla città alcun vantaggio, nemmeno sulle tariffe, difformemente da quanto annunciato dall’assessore Mariani esattamente dall’arrivo dei rifiuti romani.

A scadenza dei 2 mesi di proroga, dall’accordo per accogliere in Abruzzo le immondizie romane,  il rischio è di avere a che fare con altri rifiuti capitolini, ipotesi quasi concreta visto che il problema si aggrava nella capitale, dalla chiusura della discarica di Malagrotta e anche perché non c’è stata risposta alla gara per realizzare un impianto di smaltimento per 180 milioni di euro a Roma.

Due giorni fa è stata concessa una proroga sino alla fine di dicembre per i rifiuti capitolini ancora scaricati negli impianti abruzzesi, Aciam di Aielli e Cogesa di Sulmona (Aq). Intanto Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, ha proposto al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, un impianto di trattamento del fos e del residuo dei tmb senza nessun elemento di combustione con tutte tecnologie a freddo, un impianto diverso dunque dall’inceneritore da realizzare nel Comune di Colleferro. Si tratta di una tecnologia non ancora del tutto testata, ma la proposta è stata accolta con favore dal ministro e l’impianto, una volta realizzato, fornirebbe lo stesso servizio che ora il Cogesa spa garantisce anche a Roma per il trattamento (Tmb). Purtroppo è andata deserta, il 21 settembre, la seconda gara consecutiva che Ama ha bandito per l’esportazione dei rifiuti prodotti nei suoi 2 Tmb e la situazione peggiora, per tutti.

Domanda d’attualità del consigliere Tirabassi (art. 66 del regolamento del consiglio comunale): “Premesso

– che con l’accordo di programma deliberato con delibera di giunta regionale n. 1 del 11/01/2018 Cogesa spa è stata autorizzata ad accogliere il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati del comune di Roma per un quantitativo pari a 9 mila tonnellate annue per un periodo di 90 giorni;

– che con delibera di giunta regionale n. 279 del 27/04/2018 è stata autorizzata una proroga del conferimento a Cogesa Spa fino al 31/12/2018;

– che con delibera di giunta regionale n. 767 del 9/10/2018 è stata autorizzata una proroga del conferimento (in scadenza il 16/10/2018) al 31/12/2018 anche per quanto riguarda l’impianto Aciam di Aielli (Aq) in considerazione del fatto che l’emergenza rifiuti nel comune di Roma tende ad aggravarsi anche a seguito del fatto che è andata deserta la maxi gara da 188 milioni di euro per il conferimento del rifiuto indifferenziato;

Tanto premesso e visto l’approssimarsi della scadenza del 31/12/2018 chiedo al sindaco e all’amministrazione comunale quale è la situazione al riguardo per quanto attiene a Cogesa spa e in particolare se la quota di 9 mila tonnellate, già autorizzata, è stata raggiunta e se per il futuro Cogesa ha già manifestato il proprio interesse ad accogliere i rifiuti del comune di Roma capitale per il prossimo anno. A tale riguardo vorrei sapere qual è l’indirizzo politico dell’amministrazione comunale di Sulmona vale a dire se è favorevole a un ulteriore ingresso di rifiuti nell’impianto che è localizzato sul suo territorio comunale oppure se è contrario”.

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