L’amministrazione Casini sarà ricordata anche per questo

Sulmona (Aq), la porta dei parchi, di servizio però con tanti alberi abbattuti, inclusi quelli dei mesi scorsi e degli anni passati, delle villette comunali di viale Roosevelt, di via Mazzini, di via Togliatti, di via Monte Santo, del parco fluviale e dei Pini neri mezzi inceneriti l’Estate 2017 su monte Morrone. Nel loro vocabolario non esiste il termine potare, curare e così oggi hanno raso al suolo altri 2 patriarchi verdi, i Pini D’Aleppo, per rinfrescare il centro storico. Ne riparleremo la prossima Estate, se Dio vuole! 

Una rarità che in via Mazzara, lì non c’è nemmeno un alberello di Natale, non sanno proprio apprezzare. Pini d’Aleppo portati in città da coloro che parteciparono alla Campagna d’Africa insieme ad altri semi che vennero piantati dietro palazzo San Francesco, sede del municipio. Piante cresciute in un’area che dovrebbe avere un clima rigido, cresciute a Sulmona incredibilmente forti e rare per Alberto Colazzilli del Coordinamento nazionale alberi e paesaggio. Trovare in quota dei Pini d’Aleppo è una sorpresa, una singolarità del clima che si fa sempre più mite, un’attrazione e da oggi un ricordo sbiadito nel cuore di qualche povero essere sensibile costretto a sopportare tanta crudeltà per dei lavori di restyling (oltre 300 mila euro). Ogniqualvolta viene in mente di mettere mano a qualcosa o di organizzare  delle iniziative in questa città, sprovveduta, bisogna proprio tremare.

C’è chi è soddisfatto dei tagli eseguiti oggi, non vedeva l’ora, compiaciuto del fatto che ci sarebbero rimasti male alcuni. C’è chi ha ritenuto questo un male necessario, non sapendo che ancora non vengono mostrati gli atti che certificano malattia e pericolosità delle 2 piante. Se anche fossero state un pericolo le si poteva curare per annullare i rischi, non abbatterle. Principio di trasparenza, poi, saltaci addosso e ancora, i cadaveri dei 2 pini come sono stati smaltiti, che fine fanno? Non è dato sapere.

Hanno cominciato dalle ore 7 del mattino oggi a segare i tronchi, un po’ curvi, perché spiegava l’ex direttore tecnico Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale), Giovanni Damiani, la pianta cerca luce e si adegua, sia chiaro, non è per un fusto curvilineo che l’albero va considerato malato o pericoloso. Andavano eseguiti  sopralluoghi e carotaggi di stabilità del terreno per i 2 Pini d’Aleppo. Invece qualcuno si è accontentato del cambio di specie, del fatto che saranno piantati 3 sparuti alberelli, specie diverse, che faranno la fine di quei 4 spettri vegetali della steppa d’ingresso a porta Pacentrana che hanno sostituito una ventina di pini silvestri (Pinus sylvestris L., 1753) e pini marittimi (Pinus pinaster), da non confondere con i pini d’Aleppo e il Pinus nigra, il pino nero. Immaginare come si siano attivati bene per le altre emergenze ambientali dell’area è chiaro ormai.

Tutela dell’Ambiente, ma dove? Alla porta dei parchi? Sì, quelli mezzi bruciati. Complimenti, l’amministrazione Casini sarà ricordata anche per questo, attendiamo le prossime dimissioni. Per chi dice che il taglio era necessario ribadiamo che tra il dire e il fare, di questi tempi, c’è di mezzo un mare d’immaginazione e di grande stupidità. Buona notte Sulmona!

mariatrozzi77@gmail.com