Sopralluogo pentastellato in area privata, incendiata, ma non inquinata. Mazzocca: Regione interviene se inquinamento è certificato

Sopralluogo a colle Sant’Antonio di alcuni pentastellati con Sara Marcozzi a fare d’apripista al confine tra Chieti e Bucchianico dove 3 anni fa un incendio, doloso, ridusse in cenere i rifiuti stoccati risparmiando i costi di trattamento dell’immondizia. Non è una novità lo stato di abbandono del sito, diverse le interrogazioni in merito del Movimento 5 stelle e tante le iniziative delle associazioni ambientaliste per mettere in sicurezza l’area. Ora si aggiunge una frana che ostruisce l’accesso al sito. “Considerando che il governo capeggiato dai 5 stelle ha scippato al Comune di Chieti ben 11 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle periferie e che sempre il governo del cambiamento ha tolto all’Abruzzo 200 milioni di euro di fondi del Masterplan (tra cui quelli destinati alle bonifiche delle discariche presenti nel Siti di interesse regionale Alento-Saline), dalla Marcozzi ci saremmo aspettati una qualche forma di protesta per convincere i suoi compagni di partito in parlamento a restituire i soldi tolti all’Abruzzo. Invece la nostra eroina non solo appoggia le scelte del governo, ma alza una grande quantità di paglia al cielo prendendo a pretesto Colle Sant’Antonio – interviene il sottosegretario regionale Mario Mazzocca – Nel merito, se la signora Marcozzi vivesse in Abruzzo saprebbe che in questa regione ci sono più di mille frane attive e che questa amministrazione regionale è intervenuta con investimenti importanti, pure se non sufficienti, per scongiurare l’isolamento dei paesi in cui vivono migliaia di persone assicurando la percorribilità delle loro strade rispetto a quella che porta al disabitato sito in questione.Dopo l’incendio della piattaforma, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta), eseguì la caratterizzazione del sito non rilevando inquinamento del suolo e delle acque. Non essendo in presenza di un suolo inquinato, la Regione non ha alcun potere di intervento su un’area, peraltro privata, non pericolosa per la salute dei cittadini. La Regione può intervenire dove l’inquinamento del sito è certificato, se ne ha le risorse. Queste cose la Marcozzi dovrebbe saperle benissimo, ma o non ha ascoltato le risposte alle sue interrogazioni o finge di ignorarle – conclude Mazzocca – Se i 5 stelle intendono svolgere in questo modo la campagna elettorale, temiamo che fino al 10 febbraio vedremo librarsi nell’aria grandi quantità di paglia sollevate da veri professionisti di questa antica arte, gli Scingiapaje, termine in uso in molti paesi abruzzesi per definire chi alza grandi quantità di paglia per dare l’impressione di lavorare alacremente, senza concludere niente”.

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