Approvata la proposta di aggiornamento del Piano Parco Maiella

Con l’approvazione del consiglio direttivo del Parco nazionale della Maiella si passa al parere di competenza del ministero dell’Ambiente, per il  piano parco, vigente dal 2009, da poco adeguato. Il Parco nazionale della Maiella è il primo in Italia ad aggiornare lo strumento di pianificazione dell’area protetta dove i vertici si preparano a disporre un regolamento. Pochi altri parchi italiani si starebbero muovendo su questa linea. 

Il piano vigente, nato 10 anni fa, andava adeguato, sottolinea in una nota l’ente Parco, perché le condizioni ecologiche (basti pensare agli attuali popolamenti di specie protette, sia in termini faunistici che floristici) non erano minimamente essere contemplate nella pianificazione redatta a fine anni ’90. I capisaldi del piano sono Competenza giuridica, profonda conoscenza dei processi ecologici, visione territoriale, comparazione europea e aderenza alle normative internazionali”. Il nuovo Piano è lo strumento di pianificazione principale del territorio della Maiella, custodito in un Parco di 750 km², con 39 territori comunali e con 1 dei più grandi patrimoni di biodiversità d’Europa. Cambia la perimetrazione dell’area protetta per le zone speciali di protezione di alcune specie.

All’esito del parere del ministero, lo strumento sarà depositato per 40 giorni nei Comuni e nella Regione per la necessaria pubblicazione. Entro i successivi 40 giorni chiunque potrà presentare osservazioni scritte sulle quali l’ente parco esprimerà il proprio parere entro 30 giorni.

“Dal punto di vista giuridico e delle procedure amministrative, l’intento è di assicurare certezza nell’agire di un nuovo ente che sul territorio può e deve esprimere le proprie finalità istituzionali e i propri margini operativi nell’obiettivo della conservazione. Occorre chiarire le complessità procedimentali ed escludere le discrezionalità applicative, non ammissibili secondo il limpido dettato della legge quadro, ma determinatesi in particolare nella disciplina degli aspetti urbanistici, oggi ancora in balia delle mutevoli opinioni dei dirigenti, con la conseguenza di numerosi contenziosi che hanno avuto, per la maggior parte, esiti sfavorevoli per l’ente. La legge n. 394 del 1991 assegna al nulla osta la natura di atto di certazione, a discrezionalità zero, di mera verifica dell’intervento richiesto di assenso rispetto alle previsioni del Piano per il parco che per ciò deve essere corredato di tipicità e puntualità, al fine di annullare discrezioni applicative o interpretative e del regolamento che deve contenere ogni specificità al fine di fungere da mero tramaglio insuscettibile di determinazioni soggettive – spiega l’ente – L’aggiornamento del Piano dunque, oltre alla validazione giuridica di una nuova stesura, che recepisce schemi di respiro europeo rappresenta un rinnovato strumento nella gestione del territorio e soprattutto relativamente alle funzioni di conservazione della natura: i cambiamenti ecologici in corso, la presenza di specie faunistiche di pregio, come il lupo, il camoscio appenninico e l’orso marsicano, che nel frattempo hanno raggiunto consistenze e distribuzioni importanti, la presenza delle attività antropiche sui territori, sempre più orientate su processi di chiara sostenibilità ambientale (anche in questo campo le cose sono molto cambiate, basti pensare al decreto del presidente della repubblica 357 dell’8 settembre 1997, regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/Cee relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, e al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Norme in materia ambientale, non ancora vigenti al tempo della redazione del vecchio Piano), le modalità di gestione agro-zootecniche, che in questi ultimi anni hanno subito un significativo decremento numerico, ma una evoluzione nella qualità e nella sostenibilità ambientale, gli sport sostenibili, anche questi nel frattempo con nuove discipline, inimmaginabili vent’anni or sono, le nuove visioni gestionali nel frattempo maturate anche sulla scorta delle Direttive europee, dei progetti Life, dei piani di gestione delle Aree natura 2000. Cambiamenti della natura e delle istituzioni che non potevano essere contemplati vent’anni fa e che necessitavano di aggiornamento e di una nuova fase operativa. Con il vecchio Piano, per altro, affetto da eccessiva sintesi ed indeterminatezza, mancando per conseguenza il Regolamento del Parco, che doveva disciplinare le attività consentite, l’ampia discrezionalità dirigenziale aveva prodotto una mole inconcepibile di ricorsi e di questioni giudiziarie, oltre che un magma informe di burocrazia che appesantiva il rapporto tra Ente e territorio”.

La stesura del lavoro ha fatto seguito ad una dettagliata attività ricognitiva di vaglio e comparazione della pianificazione adottata nella maggior parte dei parchi nazionali italiani e ad un confronto con gli strumenti di gestione di alcuni rappresentativi parchi europei di Cat. II Iucn, spiega il Parco: “La cognizione degli elementi di criticità apparsi nelle diverse realtà o prassi applicative ha costituito la base per una piattaforma di miglioramento ed ammodernamento; sono stati acquisiti spunti utili dall’evoluzione anche internazionale dei principi cardine dell’environmental law e dei suoi strumenti applicativi. In questi termini, per esempio, vanno evidenziate l’ingerenza propositiva del parco nella gestione dei rifiuti, nella tutela dall’inquinamento luminoso od anche l’azione attiva nella eliminazione dei detrattori ambientali. Sono stati, inoltre, aggiunti importanti passaggi e chiarimenti relativi alle misure previste per la gestione e la conservazione delle aree Natura 2000, ad indirizzi di gestione attiva della wilderness, alle misure di prevenzione degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, alla semplificazione procedimentale recata per le attività edilizie nelle zone D, all’impiego di meccanismi pattizi tra Parco e stakeholders, ed altri strumenti che corrispondono un adeguamento strutturale che tende ad avvicinare la realtà italiana all’esperienza europea. La proposta di nuova zonizzazione, per altro, è stata interessata da importanti cambiamenti (vedasi allegata tabella riassuntiva di raffronto): tra le scelte più significative e coraggiose, certamente quella di ampliare la zona A di riserva integrale di circa il 16%. La zona wilderness del Parco dunque passa da circa 36 mila ettari a quasi 42 mila ettari, una delle più grandi riserve integrali d’Europa. La zona D, di promozione economica e sociale, è stata riperimetrata per la dovuta effettuazione di alcuni adeguamenti cartografici al fine di ristabilire la necessaria e indispensabile coerenza fra Piano del Parco e strumenti locali. Purtuttavia, in ragione della sovraordinazione del Piano per il parco rispetto ad ogni altro strumento di pianificazione, la stessa è stata meglio ripartita in diverse sottozone, con la conseguenza che le sottozone D2 che comprendono le zone A, B,C,D dei piani urbanistici comunali, soggette a potenzialità edificabili, diminuiscono in percentuale, rispetto al precedente Piano, del 20% circa; mentre,  si meglio definiscono, nella pianificazione e nella cartografia, le sottozone D3, che comprendono le altre zone dei piani urbanistici comunali, non soggette ad edificazione diretta ed incidente, quali: le zone di interesse generale, destinate alla valorizzazione dei beni culturali, dello sport e delle attività ricreative; parchi e zone di salvaguardia, per aree che rivestono un particolare pregio ambientale, naturalistico, geomorfologico, speleologico, archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la collettività; zone cimiteriali e relative fasce di rispetto”.

Tabella riassuntiva di raffronto“Classificazione del territorio 

PIANO DEL PARCO – ANALISI STATISTICA DELLE ZONE DI PIANO
ZONA PROGETTO 2018 VIGENTE 2009 VARIAZIONE
AREA [HA] AREA [HA] AREA [HA] AREA [%]
Riserva integrale 41664,27 35940,76 5723,51 15,92%
Riserva generale orientata 16174,77 21567,19 -5392,42 -25,00%
Area di protezione 15529,59 15948,24 -418,65 -2,63%
Area di promozione economica e sociale 665,01 618,65 46,36 7,49%
Tolleranza riscontrata nei sistemi di riferimento cartografici 61,36 20,17 41,19
TOTALE 74095,00 74095,00
PIANO DEL PARCO – ANALISI STATISTICA DELLE ZONE D (Area di promozione economica e sociale)
SOTTOZONE D PROGETTO 2018 VIGENTE 2009 VARIAZIONE
AREA [HA] AREA [HA] AREA [HA] AREA [%]
Zona D1 Insediamenti turistici extraurbani 34,57 90,55 -55,98 -61,82%
Zona D2 Zone A, B, C, D di piano urbanistico comunale 376,24 475,23 -99,00 -20,83%
Zona D3 Altre zone di piani urbanistici comunali 254,21 52,87 201,34 – – –
TOTALE 665,01 618,65 46,36 7,49%