Messa in sicurezza A24-A25, altro che scippo! Delibera di 3 mesi fa ha consentito a Mit di attingere, in anticipo, ai fondi Fsc

Sul tema della messa in sicurezza dell’autostrada A24-A25, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha rispettato in pieno l’indirizzo della delibera della Regione Abruzzo (n. 499 del 9 luglio) e con pragmatico senso di urgenza ha inteso avviare subito gli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza delle arterie autostradali a rischio tellurico. Lo spiega il ministero dei trasporti (Mit) in una nota.

Aggiornamento

“Prima di parlare di scippo e stracciarsi le vesti in Regione Abruzzo dovrebbero rileggersi la loro delibera di appena 3 mesi fa in cui si consentiva al Mit di avvalersi, per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24-A25, in via anticipata, di fondi Fsc (fondi per lo sviluppo e la coesione ndb) assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto di copertura di Sal entro il 31.12.2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio” recita letteralmente l’atto del ministero.

Prosegue il Mit “Questo ministero ha rispettato in pieno l’indirizzo di quella delibera regionale e con pragmatico senso di urgenza ha inteso avviare subito gli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza delle arterie autostradali a rischio tellurico. Questo dicastero aveva già responsabilmente precisato, come richiesto dalla stessa delibera regionale, che i fondi sarebbero stati reintegrati entro i termini temporali dell’esercizio di bilancio 2018. La norma contenuta nel dl Genova, con una copertura dell’intervento fissata dal Mef, ha provveduto a utilizzare momentaneamente le risorse laddove c’è cassa, ossia i Patti territoriali e ha stabilito di rimodulare, attraverso il Cipe, il Piano operativo Fsc 2014-2020, che ha molti fondi in termini di competenza, in modo da rifinanziare con somma analoga il Masterplan Abruzzo. Tuttavia, per dare maggiore chiarezza al dispositivo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Danilo Toninelli  ndb) e il ministro per il Sud (Barbara Lezzi ndb) sono d’accordo nel presentare una modifica in modo da specificare che la copertura sarà individuata sul Fsc 2014-2020 tra le risorse che verranno reperite a valere sulle quote non vincolate del medesimo Fondo – conclude la nota del Mit – Ribadiamo quindi che il nostro intento è sempre stato quello di agire con risolutezza per affrontare un’emergenza lasciata senza risposte, negli ultimi anni, per colpa di incuria e incompetenza a tutti i livelli di governo. Prese di posizione e toni allarmistici di questi giorni, dunque, non possono che suonare come incoerenti rispetto agli stessi atti adottati e soprattutto figli di una strumentalizzazione di chiara impronta elettoralistica”.


Senatrice Di Girolamo risponde al sindaco Casini (Aggiornamento): “Leggo con stupore che la signora Casini (vorrei dire sindaco, ma non vorrei che mentre scrivo si fosse nuovamente dimessa) mi chiama in causa su 2 questioni, ovvero lo “scippo” dei fondi Masterplan Abruzzo in favore della messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25. E sottolineo “anche”, in quanto il mio ruolo, quello di senatrice della Repubblica, mi impone un’attenzione generale e non singolarmente riferita al comprensorio di mia personale provenienza. In primo luogo, prendendo spunto dalle note diffuse dal Mit in questi giorni, ma mai riportate dal sistema di informazione regionale, sul tema della messa in sicurezza dell’autostrada A24-A25, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha rispettato in pieno l’indirizzo della delibera della Regione Abruzzo e, con pragmatico senso di urgenza, ha inteso avviare subito gli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza delle arterie autostradali a rischio tellurico. Prima di parlare di ‘scippo’ e stracciarsi le vesti  in Regione Abruzzo dovrebbero rileggersi la loro delibera di appena tre mesi fa in cui si consentiva al Mit di avvalersi, per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24-A25, in via anticipata, di fondi Fsc assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto di copertura di SAL entro il 31.12.2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio’. Dunque, viene definito “scippo” l’indirizzo di quella delibera regionale che lo stesso Lolli dovrebbe ben conoscere essendo stata emanata dall’ex governatore D’alfonso, con l’avallo e il bene placet della collega di partito Stefania Pezzopane. Il Mit aveva gia’ precisato, come richiesto dalla stessa delibera regionale, che i fondi sarebbero stati reintegrati entro i termini temporali dell’esercizio di bilancio 2018. La norma contenuta nel dl Genova, ha provveduto autilizzare momentaneamente le risorse laddove c’e’ cassa, ossia i Patti territoriali, e ha stabilito di rimodulare, attraverso il Cipe, il Piano operativo FSC 2014-2020 in modo da rifinanziare con somma analoga il Masterplan Abruzzo. Tuttavia, per dare maggiore chiarezza al dispositivo che possano evitare il terrorismo mediatico attualmente messo in atto dalle opposizioni di questo governo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro per il Sud sono d’accordo nel presentare una modifica in modo da specificare che la copertura sara’ individuata sul FSC 2014-2020 tra le risorse che verranno reperite a valere sulle quote non vincolate del medesimo Fondo. Ribadisco quindi che l’intento di questo governo è  sempre stato quello di agire con risolutezza per affrontare un’emergenza lasciata senza risposte, negli ultimi anni, per colpa di incuria e incompetenza a tutti i livelli di governo. Dunque, signora Casini, le chiedo a chi darà la colpa dell’eventuale chiusura del tratto autostradale che va da Cocullo a Pratola Peligna e che ingolferà inevitabilmente il traffico cittadino? Sarà ancora colpa del governo giallo-verde o, verosimilmente, dei governi che non hanno ottemperato ai dovuti controlli?.. Sulla base di ciò, mi permetto di suggerire ad Annamaria Casina di fare altrettanto, si occupi dei problemi che può e deve affrontare direttamente e che stanno riempiendo le cronache dei giornali in questi ultimi mesi. Si occupi di dare servizi ai cittadini, grandi e piccoli, è la smetta di far cadere nel ridicolo la nostra città.


Comunicato M5S Abruzzo. Lolli smascherato, nessuno scippo, ad autorizzare il ministero all’anticipazione dei fondi Masterplan per A24-A25è stata la giunta d’Alfonso con delibera 499 del 9 luglio. Marcozzi, Smargiassi, Pettinari, Ranieri e  Mercante: sindrome bipolare o solo bugie? La propaganda elettorale finisce oggi. Le dichiarazioni alla stampa locale del 10 luglio confermano la versione del ministro Toninelli e dei consiglieri regionali M5s.

“Termina oggi la pantomima montata dal PD, capofila il presidente reggente Lolli. Una fake news portata avanti per 5 giorni, complice parte della stampa locale, da tutti gli esponenti del PD abruzzese di ogni ordine e grado, compresi quelli presenti alla Giunta regionale che il 9 luglio scorso ha autorizzato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a prendere in prestito – e non a scippare, come propagandato ipocritamente dal PD – i fondi destinati agli interventi ricompresi nel Masterplan” così i consiglieri regionali M5S Sara Marcozzi, Pietro Smargiassi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante nella conferenza stampa “verità” tenuta oggi a Pescara. “La delibera 499 del 9 luglio scorso a firma Luciano D’Alfonso e alla presenza di Lolli, Pepe, Paolucci, e Berardinetti prevedeva esattamente quanto riportato del Decreto Genova e cioè di consentire, per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24-A25, in via anticipata, l’impiego di fondi FSC ‘assegnati – recita letteralmente l’atto – e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto di copertura di SAL entro il 31.12.2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio’” svelano i 5 stelle. Lo aveva ben spiegato il MIT nella nota di lunedì scorso nella quale si precisava: “Come richiesto dalla stessa delibera regionale, i fondi sarebbero stati reintegrati entro i termini temporali dell’esercizio di bilancio 2018. La norma contenuta nel dl Genova, con una copertura dell’intervento fissata dal MEF, ha provveduto ad utilizzare momentaneamente i fondi laddove c’è cassa, ossia i Patti territoriali, e ha stabilito di rimodulare, attraverso il Cipe, il Piano operativo FSC 2014-2020, che ha molte risorse in termini di competenza, in modo da rifinanziare con somma analoga il Masterplan Abruzzo”. Solo una anticipazione di cassa, dunque, NESSUNO SCIPPO, nessun furto, nessuna sottrazione e neanche alcun ritardo! Il Governo del M5S ha stanziato 192 milioni di euro in favore della messa in sicurezza di A24/A25!A testimonianza di ciò le dichiarazioni rese dall’allora presidente D’Alfonso al quotidiano Il Centro il 10 luglio scorso. Dice D’Alfonso: “Il Ministro dei lavori pubblici e oggi il capo di gabinetto ci hanno chiesto di autorizzare spazi finanziari dei nostri finanziamenti per completare i lavori a settembre ottobre. Il Ministero si è impegnato a restituirci la somma nell’arco di 3-4 mesi o al più tardi dopo la legge di bilancio e la legge finanziaria” dunque i fondi sarebbero rientrati nelle disponibilità della Regione a partire dal 2 gennaio 2019, esattamente come dichiarato pochi giorni fa dal Ministro Toninelli. L’operazione era possibile, precisava D’Alfonso “perchè i fondi non sono riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio e quindi non sono destinati a copertura Sal cioè al pagamento di stati di avanzamento dei lavori”. Già questo potrebbe bastare a far luce sulla becera e ipocrita propaganda portata avanti negli ultimi 4 giorni, ma vi è di più. Il 10 luglio, la senatrice PD Stefania Pezzopane, oggi in prima linea contro il Governo, dichiarava all’ANSA: “Una soluzione fattibile la partita di giro con l’anticipazione da parte della Regione di fondi che resterebbero comunque inutilizzati in attesa che si ultimi l’iter progettuale di varie opere pubbliche finanziate del Masterplan. Un’operazione che è già stata fatta per sbloccare in Abruzzo altri interventi”. L’ipocrisia è bipartisan e alle critiche avanzate dai consiglieri regionali Febbo e Sospiri di Forza Italia basta rispondere con quanto dichiarato dall’On. Antonio Martino a margine dell’incontro dedicato a questa anticipazione di cassa tenuto in regione Abruzzo il 10 luglio scorso cui parteciparono anche Cesare Ramadori e Mauro Fabbris per Strada dei Parchi, Luciano D’Alfonso, Luigi D’Eramo (Lega), Nazario Pagano (FI), Stefania Pezzopane (PD) e Gaetano Quagliariello (UDC), tutti insieme appassionatamente. Dichiarava Martino solo tre mesi fa: “Quando le aziende e la politica interloquiscono su opere strategiche è sempre un dato positivo visto che loro rappresentano i giusti interessi economici, noi rappresentiamo le esigenze dei cittadini”. “É una vergogna la propaganda di falsità, la strumentalizzazione che abbiamo dovuto subire in questi ultimi 5 giorni ha raggiunto livelli inesplorati. E’ imbarazzante la capacità di certi soggetti di mentire spudoratamente ai cittadini abruzzesi sia nel merito delle questioni che nella narrazione dei fatti. Ma non ci stupisce. Da decenni prendono in giro gli italiani e gli abruzzesi e le loro attuali percentuali di gradimento testimoniano che il loro tempo è finito, la loro credibilità è pari a zero. Quello che è maggiormente inaccettabile, invece, è la memoria corta della “stampa di servizio”. A servizio di chi? Non certo degli abruzzesi che hanno dovuto subire 5 giorni di terrorismo mediatico, di bugie e di propaganda di regime” attaccano i 5 stelle. Dov’erano stampa e partiti in questi anni di ammaloramento dei piloni di A24 e A25? Dov’erano stampa e partiti nei bui decenni in cui i contratti di concessione sono stati nascosti ai cittadini? MA ENTRIAMO NEL MERITO: La Giunta regionale abruzzese ha deliberato, in data 9 luglio 2018 (D.G.R. n. 499) di “prendere atto” del contenuto del D.L. 31/2017 convertito con modificazioni in legge 123/2017 (decreto Mezzogiorno). Peraltro, nella parte dispositiva, laddove si cita l’articolo 16 bis (“contributo per interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 eA25”), il testo non è aggiornato alla legge di bilancio per il 2018 (il comma 725 dell’articolo 1 della legge 205/2017, di cui evidentemente la Giunta abruzzese non si è avveduta, tanto per mettere i puntini sulle “i” sull’incompetenza di questi soggetti): in quella sede, il Legislatore aveva infatti incrementato di 58 milioni di euro per l’anno 2018 quella dotazione, a valere sempre sul Fondo Sviluppo e Coesione.  La Giunta deliberava di consentire, nell’imminenza e per intervenire con urgenza sulla rete autostradale abruzzese, l’utilizzo dei fondi FSC assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che “non possono essere oggetto di SAL entro il 31/12/2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio”. Precisava di “rendere disponibili” quelle risorse fino alla nuova legge di bilancio per il 2019. Ora, non sfugge la contraddittorietà nel comportamento dei medesimi rappresentanti dell’esecutivo abruzzese: per la norma contenuta all’articolo 16 del D.L. 28/9/2018, n. 109 (decreto per Genova), che (oltre a prevedere coperture per gli interventi anche per l’anno 2019, nella misura di 142 milioni) fissa correlativi incrementi sul FSC dal 2021 al 2025 e specifica che il CIPE debba provvedere “alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell’ambito dei Patti di sviluppo” sottoscritto con la Regione Abruzzo, la Giunta regionale ha reagito “alzando barricate” e parlando addirittura di scippo del governo a danno del Masterplan abruzzese. Non di meno alcuni arguti giornalisti i quali, in modo totalmente gratuito e infondato, hanno sostituito la parola “rimodulazione” con  “taglio”. É invece evidente che la modalità operativa per la quale la Giunta si era mostrata disponibile appena 90 giorni fa è assolutamente identica a quella stabilita nel decreto per Genova: non si tratta affatto di una sottrazione di finanziamenti, ma dell’uso di una “provvista” finanziaria, sì giuridicamente assegnata alla Regione (con la delibera CIPE 16/2016), sì oggetto di una programmazione accordata con il Governo, ma invero non ancora costituente “cassa” per la Regione medesima. Questo per una ragione molto semplice e testuale: la delibera CIPE prevede il pagamento in via anticipata alla regione “beneficiaria” del 10% di 753,4 milioni assegnati. Va precisato che ad oggi, Regione Abruzzo ha sottoscritto convenzioni per 700 milioni di euro e caricato schede sulla piattaforma dedicata per 559 milioni di euro circa. Dunque l’Abruzzo dispone già di oltre 50 milioni di euro circa di cassa per fare fronte ai primi pagamenti. “Piuttosto ci sarebbe da chiedere alla Giunta: 1. Che cosa ne stanno facendo di questa rilevante quantità di denaro? 2. Quali percentuali di pagamento sugli anticipi è stata effettuata? 3. Qual è lo stato di avanzamento dei progetti? 4. Quanti trasferimenti sono stati effettuati nei confronti dei soggetti attuatori? Ad oggi, non è dato sapere. Non esiste alcun documento in regione Abruzzo che possa evidenziare quante risorse siano già state erogate da Regione Abruzzo ai Soggetti attuatori” dichiarano Marcozzi, Pettinari, Smargiassi, Ranieri e Mercante “Una situazione inaccettabile per la quale ci  aspettiamo che queste domande siano rimbalzate sulla stampa, a doppia pagina, almeno  per i prossimi 5 giorni!” E’ importante notare che, ad oggi, scorrendo i singoli progetti sul sito “Open Coesione”, non risultano effettuati pagamenti da parte dei soggetti attuatori e non è in alcun modo reperibile il dato delle procedure di gara realmente avviate. Inoltre, la delibera CIPE prevede che l’85% dell’importo assegnato a ciascun intervento venga successivamente versato a titolo di rimborso delle spese sostenute. Ciò presuppone non solo l’avvio dei contratti (il cui termine decadenziale è stato spostato dalla delibera CIPE del 28.2.2018 in avanti dal 31/12/2019 al 31/12/2021, proprio a causa dei  ritardi nella firma delle convenzioni e nell’avvio dei lavori da parte degli assegnatari), ma la materiale effettuazione di pagamenti a presentazione di stato avanzamento lavori. A tal proposito,  si precisa che, ad oggi, se non fosse arrivata la proroga da parte del CIPE, Regione Abruzzo avrebbe perso 50 Milioni di euro a causa dell’incompetenza di questa Giunta! Realisticamente, vista la natura complessa di molti degli interventi previsti nel Masterplan, ciò potrà avvenire, per la maggior parte di essi, non prima del 2020-2021 e la stragrande maggioranza degli interventi non sarà consegnata prima del 2024-2025. Ora, tenendo presente che l’operazione contabile posta in essere con il decreto per Genova non sottrae risorse(!), come più volte ribadito, ma semplicemente stabilisce l’utilizzabilità immediata di una parte della cassa (che altrimenti resterebbe momentaneamente inutilizzata da Regione Abruzzo) per la messa in sicurezza delle autostrade ed il pieno reintegro delle disponibilità a partire dal 2021, è evidente il carattere del tutto strumentale delle proteste della giunta abruzzese. Soprattutto in ragione dell’impegno del Ministro Toninellia restituire il prestito – non lo scippo (!) – al più tardi in legge di stabilità, dunque tra un paio di mesi o, in alternativa, a reperire le risorse a valere sulle quote non vincolate nel Fondo FSC per evitare che i progetti del Masterplan abruzzese possano avere dei ritardi, anche in linea astratta, nei rimborsi da parte dello Stato. “Speriamo che questo chiarimento puntuale e documentale metta fine, una volta per tutte, al vergognoso comportamento degli esponenti del PD coinvolti e di quella parte della stampa che ha avallato  mistificazione e terrorismo mediatico nei confronti delle centinaia di imprese coinvolte nel Masterplan.

 


Condanne Strage del bus viadotto 2013. Dieci anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e disastro colposo: questa la condanna richiesta dal procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, per Giovanni Castellucci, attuale  amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e altri 11 dirigenti e dipendenti della società, imputati nel processo per la strage del bus in cui il 28 luglio 2013 persero la vita 40 persone, precipitate dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa.


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