La rivolta dei MusPanini. Niente rientro a scuola oggi per un pasto caldo ai giovani studenti

Sulmona (Aq). Niente arredi e attrezzi che l’aggiudicataria dell’appalto avrebbe invece dovuto procurarsi, come indicato nel bando, da qui il ritardo per il servizio di refezione scolastica. A spese dei più deboli che durante la fase più importante della crescita, per una questione di convenienza, devono mangiar panini a scuola tutti i giorni e non si sa per quanto tempo ancora.

Aggiornamento

I genitori dei giovanissimi dell’istituto Masciangioli sono schierati compatti in prima linea perché per i loro figli non c’è altra priorità che tenga. In protesta oggi hanno preferito far mangiare un pasto decente e caldo ai ragazzi, a casa facendo così saltare il rientro pomeridiano nei Musp della ex caserma Cesare Battisti. E la scadenza dei Moduli scolastici provvisori, lo indica la sigla stessa, è un altro dei tanti fattacci che l’amministrazione si lascia proprio all’ultimo momento, come tutto il resto ormai. Ossia il 23 ottobre fanno sapere dall’amministrazione se si potrà  prorogare, ma la procedura corretta sembra essere un’altra. E allora c’è aria di tempesta.

Non è solo questo. Nelle 40 ore settimanali di calvario dei giovanissimi studenti niente attività fisica. Eppure l’educazione fisica è tra le materie di studio e di valutazione. Purtroppo non c’è una palestra e trovarne una disponibile non è nelle corde di un’amministrazione come quella sulmonese alle prese con tantissimi problemi. Non è contemplato nel pensiero amministrativo locale un po’ di moto per gli  studenti. Senza servizio mensa poi i pranzi sono al sacco, i sacchetti restano sul pavimento del corridoio della scuola durante le lezioni nei moduli. “Di questo però la Asl non tiene conto” denuncia un genitore. Problemi che andavano affrontati da giugno e che sono finiti nel calderone delle criticità che soffocano la città ovidiana, ormai lo stallo amministrativo è incancrenito. Ad ottobre inoltrato l’unico a confrontarsi con i genitori è l’assessore comunale Antonio Angelone, genitore a sua volta di una delle studentesse della Masciangioli. Angelone risponde alle mamme ed assicura che dopo il 23 ottobre, quando scadranno i moduli, basterà una proroga per non far sbaraccare gli alunni, ma le nuvole si accavallano all’Orizzonte prima delle ore 14. Venerdì in consiglio comunale si procederà a deliberare per l’acquisto degli arredi della mensa con 50 mila euro recuperati tra le pieghe del bilancio che dovrebbero risolvere il problema bypassando la ditta, l’amministrazione accelera i tempi e acquista le attrezzature necessarie per garantire il servizio. Tutto regolare? Angelone sottolinea che non è stato facile rimettere mano a tutte le procedure perché i dirigenti dei 2 settori forse non si sono interfacciati tra loro. Un appalto di soli 3 mesi (100 mila euro al mese fino al 31 dicembre), non conveniente per l’aggiudicataria se c’è da comprare anche le attrezzature, a carico dell’aggiudicataria anche nel bando di gara.

Foglio bianco per l’uscita anticipata, ovvero, autorizzazione dei genitori per il mancato rientro, così da evitare problemi tecnici alla scuola. Oggi l’adesione è stata davvero alta, oltre il 90% dei giovanissimi non è rientrato, spiega Valentina Venti, portavoce delle famiglie della Masciangioli: “Siamo preoccupati soprattutto per la salute dei nostri figli che non possono andare avanti con panini a oltranza”. Di fatto non si sa ancora per quanto i ragazzi dovranno consumare panini a pranzo. Il condizionale è grosso come un modulo se, a conti fatti, sarà difficile che si avvii il servizio mensa per i primi di novembre. Procedura d’urgenza? A seguire i tempi ordinari per un nuovo appalto  potrebbero trascorrere mesi. Sino ad allora i genitori non staranno con le mani in mano e così non escludono un esposto al ministero della pubblica Istruzione. Recuperare la ditta che ha garantito la refezione scolastica sino a giugno con l e proprie attrezzature?

Chi dovrebbe occuparsi dell’arredo mensa? L’acquisto degli arredi a supporto del servizio mensa, per le scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, a Sulmona spetta alla ditta aggiudicataria dell’appalto, così è specificato  nel capitolato speciale d’appalto che il Comune ha predisposto. Potrebbe dunque essere materia da corte dei Conti il provvedimento (determina dirigenziale) che ne prevede l’acquisto a carico dell’amministrazione comunale che ha optato per questa soluzione tentando di sveltire  la riapertura del servizio. Sono 50 mila euro per essere a norma e garantire igiene e sicurezza. Gli attrezzi dello scorso anno erano di proprietà della ditta che si occupava di garantire il servizio, un’altra, sono stati recuperati a conclusione del lavoro.

mariatrozzi77@gmail.com