Il ricatto: viadotti o badia? Casini teme: ‘Non distogliere fondi per l’abbazia’

Sulmona (Aq). Preoccupa a palazzo San Francesco l’intenzione del governo di chiudere i tratti autostradali abruzzesi e l’accesso ai viadotti Peligni. Sembra un ricatto per come interviene il sindaco Annamaria Casini se la scelta, da quel che fa capire, sarebbe l’alternativa tra gli interventi sui viadotti e la ristrutturazione della badia morronese.

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Gres porcellanato abbazia celestina foto Pdt Report-age.com 2018

Casini non vuole sacrificare un attrattore culturale e turistico, ma dopo l’ennesimo stanziamento al complesso dei celestini, per come vengono fatti certi lavori (paviemento dell’antica chiesa in gres porcellanato), fanno venir proprio voglia di cedere al ricatto e finalmente lasciare a digiuno ciò che ruota attorno all’abbazia realizzata dal papa del Morrone, Celestino V, Fra’ Pietro Angelerio. “Ho chiesto già da diversi giorni, attraverso una lettera a nome dei sindaci del territorio, inviata al ministro Danilo Toninelli e alla società Strada dei Parchi spa di conoscere lo stato reale riguardante la vulnerabilità e la stabilità dei viadotti autostradali ricadenti nel nostro territorio, affinché sia chiaro una volta per tutte quale sia il reale livello di sicurezza di un’arteria di mobilità primaria per l’intero centro Abruzzo – interviene la sindaca Annamaria Casini – Sono molto preoccupata per l’ipotesi di chiusura dei tratti autostradali che darebbe un duro colpo alla valle Peligna con il rischio d’isolamento e conseguenze pesantissime da un punto di vista economico e sociale. Stiamo parlando inoltre di un’ autostrada dichiarata per legge infrastruttura strategica a livello nazionale di protezione civile sin dal 2012, vista la vulnerabilità dell’intera area regionale. Non si può oggi barattare la sicurezza con lo sviluppo di un intero territorio – aggiunge Casini – Non possono essere i cittadini a pagare un prezzo troppo salato. Occorre trovare soluzioni tecniche e finanziarie che non tolgano nulla alle politiche già in atto per il futuro delle nostre aree montane. Le risorse a copertura del Decreto Genova devono essere reperite altrove, non bisogna distogliere finanziamenti destinati allo sviluppo del territorio e alla realizzazione di importanti opere. Non possiamo, infatti, rischiare che venga penalizzato il progetto di ristrutturazione e valorizzazione dell’abbazia di Santo Spirito al Morrone, che sarà un attrattore culturale e turistico di valenza nazionale – conclude Casini – Chiedo alla senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo di assumere una forte posizione in tal senso e favorire il dialogo tra il governo e i sindaci del territorio, che sono le istituzioni più vicine ai cittadini, per scongiurare scelte miopi e pericolosissime”.

Risposta Senatrice Di Girolamo al sindaco Casini:“Leggo con stupore che la signora Casini (vorrei dire sindaco, ma non vorrei che mentre scrivo si fosse nuovamente dimessa) mi chiama in causa su 2 questioni, ovvero lo “scippo” dei fondi Masterplan Abruzzo in favore della messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 e la revisione della riforma della geografia giudiziaria che riguarderebbe anche il Tribunale della nostra città. E sottolineo “anche”, in quanto il mio ruolo, quello di senatrice della Repubblica, mi impone un’attenzione generale e non singolarmente riferita al comprensorio di mia personale provenienza. In primo luogo, prendendo spunto dalle note diffuse dal Mit in questi giorni, ma mai riportate dal sistema di informazione regionale, sul tema della messa in sicurezza dell’autostrada A24-A25,il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha rispettato in pieno l’indirizzo della delibera della Regione Abruzzo e, con pragmatico senso di urgenza, ha inteso avviare subito gli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza delle arterie autostradali a rischio tellurico. Prima di parlare di ‘scippo’ e stracciarsi le vesti  in Regione Abruzzo dovrebbero rileggersi la loro delibera di appena tre mesi fa in cui si consentiva al Mit di avvalersi, per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24-A25, in via anticipata, di fondi Fsc assegnati e non trasferiti in favore della Regione Abruzzo e che non possono essere oggetto di copertura di SAL entro il 31.12.2018, perché non riferibili a procedure contrattuali esecutive o in esercizio’. Dunque, viene definito “scippo” l’indirizzo di quella delibera regionale che lo stesso Lolli dovrebbe ben conoscere essendo stata emanata dall’ex governatore D’alfonso, con l’avallo e il bene placet della collega di partito Stefania Pezzopane. Il Mit aveva gia’ precisato, come richiesto dalla stessa delibera regionale, che i fondi sarebbero stati reintegrati entro i termini temporali dell’esercizio di bilancio 2018. La norma contenuta nel dl Genova, ha provveduto autilizzare momentaneamente le risorse laddove c’e’ cassa, ossia i Patti territoriali, e ha stabilito di rimodulare, attraverso il Cipe, il Piano operativo FSC 2014-2020 in modo da rifinanziare con somma analoga il Masterplan Abruzzo. Tuttavia, per dare maggiore chiarezza al dispositivo che possano evitare il terrorismo mediatico attualmente messo in atto dalle opposizioni di questo governo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro per il Sud sono d’accordo nel presentare una modifica in modo da specificare che la copertura sara’ individuata sul FSC 2014-2020 tra le risorse che verranno reperite a valere sulle quote non vincolate del medesimo Fondo. Ribadisco quindi che l’intento di questo governo è  sempre stato quello di agire con risolutezza per affrontare un’emergenza lasciata senza risposte, negli ultimi anni, per colpa di incuria e incompetenza a tutti i livelli di governo. Dunque, signora Casini, le chiedo a chi darà la colpa dell’eventuale chiusura del tratto autostradale che va da Cocullo a Pratola Peligna e che ingolferà inevitabilmente il traffico cittadino? Sarà ancora colpa del governo giallo-verde o, verosimilmente, dei governi che non hanno ottemperato ai dovuti controlli? Passo ora alla seconda grande questione: tribunali minori. Il Ministro Bonafede affronta con equilibrio il problema dei piccoli tribunali, uno dei centomila problemi lasciati in eredità dai governi che ci hanno preceduto. Le dichiarazioni del guardasigilli in sede del XXXIV Congresso nazionale forense avvenuto il 4 ottobre a Catania, hanno fatto eco nei più disparati ambiti forensi ma, siamo sicuri di riuscire a comprendere le parole del Ministro? Siamo sicuri di essere in grado di intendere la differenza tra la parola “revisione”, ampiamente utilizzata sia nel programma per le politiche 2018 del M5S che nel contratto di governo con la Lega, e la parola “abolizione”, che meglio interpreta l’accorato grido del nostro primo cittadino? Al momento posso sbilanciarmi in merito alla parti polare condizione vissuta oggi dai tribunali abruzzesi, condizione ben diversa dalle altre realtà che invece hanno visto chiudere tribunali minori non solo sulla carta ma anche di fatto. Noi non viviamo la medesima condizione e questa può essere intesa come un punto di forza dal quale partire. Che piaccia o no, sto facendo del mio meglio, ovvero sto attenzionando i dicasteri, di concerto con i miei altri 10 colleghi eletti tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, sui grandi temi che attanagliano la regione Abruzzo. Sulla base di ciò, mi permetto di suggerire ad Annamaria Casina di fare altrettanto, si occupi dei problemi che può e deve affrontare direttamente e che stanno riempiendo le cronache dei giornali in questi ultimi mesi. Si occupi di dare servizi ai cittadini, grandi e piccoli, è la smetta di far cadere nel ridicolo la nostra città.

mariatrozzi77@gmail.com

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Badia Morronese. La chiesa restaurata riapre con il pavimento in Gres Porcellanato