Blitz del ministro sui viadotti Peligni. Verità e pregiudizio di conferma: inchiesta

Sarà un caso, ma l’ispezione a sorpresa del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, dopo mezzogiorno, parte proprio dai viadotti che i lettori conoscono benissimo perché del loro stato ci occupammo il 6 maggio 2017, in tempi non sospetti, quando sotto quei ponti era previsto il parcheggio per i tanti che affollavano Cocullo (Aq) per il tradizionale rito dei serpari che quell’anno si celebrava sabato.

Da cosa nasce cosa e oggi che le azioni da compiere sono chiare già da un pezzo, dopo i provvedimenti adottati e resi pubblici in Gazzetta ufficiale dalla scorsa settimana, a riscuotere i meriti di tante fatiche dei Movimenti e dei pochi che si sono impegnati a risolvere la vicenda, quando gli altri attendevano la solita strage degli innocenti, sul posto è arrivato il prezzemolo abruzzese che, sappiamo tutti, è ottimo da condire con visibilità e un pizzico di successi altrui.

Stamane sotto il viadotto Macchia Maura (A25), nel territorio di Bugnara, Toninelli ha ribadito quanto dichiarato venerdì, con l’annuncio del ripristino delle tariffe autostradali al 2017, quindi molto prima di certi programmi tv. Verranno rinegoziati con Strada dei Parchi gli accordi così come con tutti i concessionari, ha chiarito il ministro. A Casale di Cocullo oggi non mancano anche i tecnici del ministero per verificare lo stato di ammaloramento dei piloni che però si conosce benissimo.

La storia. Report-age.com non è in linea con le attuali metriche di vanità e dunque non s’illude dei picchi di traffico, il blog è nato per trattare questioni, anche con garbo e discrezione, con l’obiettivo di risolverle nel miglior modo possibile per i territori che accolgono storie e tristi vicende che il sito fa proprie con le sue inchieste. Proprio da un nostro report partì il primo dossier sulla sicurezza dei viadotti autostradali poi esteso a tutte le strade e i ponti della regione. Dopo il report e il video ci contattò l’allora direttore de Il centro, Primo Di Nicola, oggi senatore della Repubblica del Movimento 5 stelle, che ci chiese di approfondire la questione, insieme. Naturalmente il quotidiano locale, per errore, dimenticò di citarci a pubblicazioni avvenute e tuttora pubblica ancora delle nostre immagini dei viadotti. Della società che ha in concessione le autostrade abruzzesi possiamo confermare che da più di un anno ha aperto diversi cantieri, sui tronconi autostradali che gestisce, per eseguire lavori di messa in sicurezza e risolvere il problema dello scalinamento dei viadotti (ad esempio a Bussi e Popoli in val Pescara) verificatosi soprattutto durante le scosse dei più recenti terremoti. I lavori sono continuati anche questa Estate, sono state installate, all’altezza della Riserva naturale Sorgenti del Pescara, anche delle vasche per raccogliere gli olii sversati sul manto stradale. La prova degli interventi per coloro che soffrono di pregiudizi di conferma è nel video (Non ci dispiace non essere coerenti con la visione del mondo di quaLcuno).

Video

Dopo il crollo del ponte di Genova ad agosto i riflettori però sono tornati ad illuminare i trampoli delle autostrade abruzzesi e, non a caso, soprattutto quelli peligni dove non sono mancate impalcature ed interventi lo scorso autunno e in questi mesi. Sono stati sostituiti e aggiunti dei rulli e le ditte hanno lavorato sulla parte alta dei viadotti. Più di un anno fa il concessionario voleva persino dismetterli realizzando una bretella che avrebbe tagliato l’autostrada delle aree interne, dalla Marsica alla val Pescara. Un progetto impossibile da realizzare, nella sua versione originaria, visto che l’intera autostrada che gestisce Strada dei parchi è struttura strategica per gestire emergenze di protezione civile così com’è stabilito da un provvedimento di Stato del 2012 con sigillo della Presidenza del consiglio dei ministri. Dunque va risistemata per intero e anche per i tratti in cui la manutenzione straordinaria é impegnativa e costosa e non garantirebbe comunque le condizioni di totale recupero della infrastruttura. Meglio una nuova allora? Il progetto bretella, in una versione che non penalizzerebbe le aree interne, potrebbe essere riproposto e nel Subequano ci sperano.

La scorsa settimana, molto prima del servizio delle Iene (reti Mediaset), è stato proprio il ministro Toninelli ad annunciare l’azzeramento delle tariffe applicate nel 2018 sull’autostrada abruzzese (A24 e A25), affiancando allo stop degli aumenti l’intenzione di cambiare i termini della concessione. Questo già il 1 ottobre quando si é sottolineato un altro passo avanti che da compiere con l’attuazione del decreto Emergenze (Genova), informavano in un comunicato quelli del Movimento 5 stelle. In questo recente atto di governo, oltre alle disposizioni urgenti per Genova, sono menzionati anche interventi di messa in sicurezza delle autostrade A24/A25. Proprio per questi ultimi nel provvedimento si prevede l’anticipo immediato dei 250 milioni di euro dal fondo per lo sviluppo e la coesione, originariamente da stanziare per il quinquennio 2021-2025, a Strada dei parchi. Sarà possibile così intervenire subito sui piloni dell’autostrada gestita dalla società in un’area a massimo rischio sismico come l’Abruzzo appenninico. Il decreto, pubblicato il 1 ottobre 2018 in Gazzetta ufficiale, porta all’introduzione di nuovi sistemi tariffari per evitare il caro-pedaggi. In sostanza, la società che gestisce i tronconi autostradali abruzzesi ha chiesto l’anticipo delle somme necessarie per continuare gli interventi di messa in sicurezza di viadotti e gallerie, non potendo anticipare tutti quei milioni: “Dipende dal governo l’ulteriore messa in sicurezza urgente dei viadotti” e il governo giallo verde, a pochi mesi dal suo insediamento, sta dando risposta per portare avanti i lavori.

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“Lo diciamo da anni e lo ribadiamo oggi: le autostrade non dovevano essere privatizzate – interviene Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista – In particolare la situazione della A24 e A25 impone una scelta netta: revocare la concessione a Strada dei parchi. Le autostrade le ha realizzate lo Stato pagandole con i pedaggi, può benissimo metterle in sicurezza lo Stato con i pedaggi. Risparmieremo la rendita che paghiamo ogni anno a Toto. Invitiamo il Ministero a riesaminare l’intera storia della concessione fin dall’affidamento per verificare tutte le inadempienze. Purtroppo i rapporti della politica, dal centrosinistra al centrodestra, con questo gruppo hanno impedito di tutelare gli interessi collettivi” conclude il segretario nazionale del Pc.

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