La manovra che restituisce quanto sottratto ai cittadini, parola di Marcozzi

“Trovo profondamente squalificante che chi ha costretto gli abruzzesi a subire tagli ai servizi primari e manovre volte ad arricchire banche e multinazionali si permetta di parlare di una manovra che finalmente restituisce quanto finora è stato solo sottratto ai cittadini. A parlare sono FI, che ha istituito Equitalia e il Pd che ha abolito l’articolo 18 – dichiara Sara Marcozzi, consigliera regionale candidata  per il Movimento 5 stelle alla presidenza dell’Abruzzo, sulle polemiche che stanno accompagnando la Manovra per la prossima legge di bilancio.

“Chi ha distrutto il Paese ieri, oggi sale in cattedra e ci dice cosa è meglio per gli italiani? Dovrebbero almeno avere la decenza di tacere! – aggiunge la candidata pentastellata – Si stanno trincerando dietro una politica del terrore spiega Marcozzi  – Ci accusano di fare deficit, ma noi abbiamo cominciato a tagliare gli sprechi basati su privilegi e leggi ad personam. Stiamo mettendo fine a questo stato di cose e gli unici a dover avere paura di questo governo sono i signorotti della politica e alcuni giornalisti dalla memoria corta, non certo i cittadini, non le piccole e medie imprese o i disoccupati. Non certo gli abruzzesi.

La manovra 2019 prevede un rapporto deficit-Pil pari al 2,4%: “Non certo il più alto della storia, anzi, alcuni governi precedenti hanno innalzato questo rapporto con punti ben maggiori, il governo Berlusconi arrivò ad un massimo di 5,30% e il governo Letta/ Renzi al 3% e non certo per dare ai cittadini – spiega Marcozzi – Questo minimo innalzamento del decifit è necessario a finanziare tutto quello che vogliamo realizzare con la prossima Legge di Bilancio. Reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, abbassamento delle tasse, risarcimenti ai cittadini truffati dalle banche, e qui in Abruzzo sappiamo bene cosa significhi”.

Un piccolo aumento del deficit e i mercati? “Se ci sono risorse inutilizzate ed è difficile pensare che non ci siano con una disoccupazione sopra l’11%, un aumento della spesa in deficit produce un aumento più che proporzionale del Pil. Più tecnicamente si dice che il moltiplicatore è molto maggiore di 1 e questo lo sostengono anche il Fondo monetario ed economisti di rilievo – conclude Marcozzi – La manovra del popolo non fa paura agli abruzzesi. Fa paura alla vecchia politica terrorizzata dal restituire dignità ai cittadini spezzando definitivamente le catene del ricatto clientelare di decenni di politiche di centro destra e centro sinistra”.