Dimissioni e default, mentre arriva il commissario Uniti per Introdacqua chiarisce ai ‘confusi’

É arrivato il commissario prefettizio, Maria Cristina Di Stefano, e così in paese il movimento Uniti per Introdacqua approfitta per replicare alle dichiarazioni do Angelo Del Monaco, ex vicesindaco, dopo le dimissioni del sindaco Terenzio di Censo.

Manifestiamo solidarietà all’ex Sindaco Terenzio Di Censo, il movimento civico, per la sofferta decisione, riconoscendo all’ecx primo cittadino la volontà in questi 2 anni, di cercare di attuare un costruttivo confronto con la  minoranza, atteggiamento che per Uniti per Introdacqua sarebbe stato ostacolato e censurato  dalla stessa maggioranza. Alcuni componenti dell’ex maggioranza sostengono, è scritto anche nei manifesti affissi in paese, che la responsabilità del default sia da attribuire ad aspetti ragionieristici e che, il piano di rientro approvato dalla maggioranza, sia la soluzione del problema. Uniti per Introdacqua spiega che “Gli atti amministrativi che hanno portato il comune al tracollo finanziario non sono stati adottati dalla ragioniera, ma dai responsabili del servizio finanziario, quindi da un ex assessore, dal 26 marzo 2013 al 2015 e, proprio dall’ex vicesindaco con funzioni di responsabile del servizio finanziario dall’11 giungo 2015. Atti questi, poi approvati dai componenti della maggioranza, inconsiglio comunale. Per quanto attiene il piano di rientro tanto invocato la delibera di Consiglio n. 5 del 12 marzo 2018, che approvava il piano per la vendita immobiliare, stabiliva che si potessero vendere l’appartamento in viale Europa ed il solo primo piano dell’ex edifico scolastico a Cantone. C’è così stata una prima asta andata deserta, poi una seconda, andata deserta, che in palese difformità rispetto a quanto deliberato dal consiglio, aggiungeva il piano terra della ex scuola di Cantone, l’ex mattatoio non accatastato e l’ex scuola di Mastroiacovo. I valori a base d’asta:

ex scuola di Cantone: € 308.700
Appartamento: €110.000
Scuola di Mastroiacovo: €142.500
Ex mattatoio:€ 12.500

Chi conosce i fabbricati sa molto bene che sarà impossibile venderli, sia ai prezzi a base d’asta che con una riduzione del 50%, le fumose dichiarazioni sul piano di rientro da realizzare con la vendita di proprietà comunali rappresenta l’ennesimo ed ultimo gesto d’incompetenza e mancanza di sincerità nei confronti dei cittadini. Per questo destano stupore e meraviglia le inammissibili dichiarazioni dell’ex vicesindaco, anche ex assessore con delega al bilancio, responsabile dell’area finanziaria-contabile e consigliere comunale di maggioranza che invece di fare autocritica continua a vendere fumo e scegliere, da molti anni, la sola strada dei personalismi. Allora giudichino i cittadini, di chi sono le responsabilità, la validità del piano di rientro e, la competenza di chi rilascia affermazioni alla stampa, per usare un eufemismo. farneticanti! Ripetiamo all’ex vicesindaco, longevo traghettatore di più Amministrazioni – come da lui stesso dichiarato – solerte a dichiarazioni alla stampa e maestro in auto-elogi, di mostrarsi meno ostile quando chiamato a specifiche inconfutabili responsabilità per quanto accaduto – Aggiunge  il movimento  –  L’ex vicesindaco spieghi il debito di 422 mila  843,39 euro del Comune, alla data del 23 febbraio 2018 nei confronti del Cogesa, risulta dai dati  della società. Inoltre, spieghi ai cittadini perché ormai da circa 10 anni e, dopo aver contratto un mutuo che pagano i cittadini, non sono neanche partiti i lavori di ristrutturazione della scalinata comunale. Inoltre, perché ormai da oltre 15 anni non viene attivata la casa di riposo per anziani lasciata, sotto gli occhi di tutti, in stato di completo abbandono. Struttura che se utilizzata da anziani bisognosi, avrebbe un’importante azione-sociale, con la creazioni di posti di lavoro, generando in tal modo, anche una entrata extratributaria nelle casse comunali. Spieghi perché il centro sportivo della frazione Cantone versa anch’esso in stato di totale degrado e non affidato, ormai da anni, a gestori esterni in grado di provvedere, almeno alla ordinaria manutenzione e, di conseguenza, alla valorizzazione del bene di proprietà comunale. Perché i lavori di ristrutturazione all’edificio comunale sono fermi, ormai da lungo periodo, senza alcuna motivazione plausibile, perché i lavori di messa in sicurezza dell’edificio scolastico (sede temporanea degli uffici comunali) non hanno ancora avuto avvio e, le ragioni di tale ingiustificabile ritardo – conclude uniti per Introdacqua – L’ex vicesindaco ha affermato che parlerà con il commissario per i provvedimenti necessari ed il piano di rientro pluriennale. In totale delirio amministrativo. Quello che rammarica è appunto la condotta di questi ex amministratori, unici responsabili del disastroso buco di bilancio e maestri nel mistificare la realtà dei fatti, con l’unica inconfutabile certezza di aver condotto il paese nel baratro”. L’esercizio dell’azione amministrativa va utilizzato in maniera oculata ed equilibrata,
nella prospettiva di preservare il bene comune e la sua corretta gestione. É necessario allora prestare particolare attenzione all’esercitare queste funzioni connesse all’investitura ricevuta dagli elettori”. Conclude Uniti per Introdacqua: “In paese, più semplicemente e con ironia, molte persone affermano che, ad Introdacqua bisognerebbe aprire la scuola dell’umiltà e farla frequentare assiduamente a questi saccenti ex amministratori. Purtroppo, i componenti di questa comunità non hanno ancora la percezione dell’accaduto, certamente, a breve si accorgeranno dei disastri creati da questi ex amministratori e a pagarne le spese saranno i cittadini”.