Italica scrive a Salvini per chiedere il ripristino della Polizia ferroviaria di Sulmona

Il Movimento Italica ha inviato una lettera al ministro dell’interno, Matteo Salvini, per chiedere il ripristino del presidio di Polizia ferroviaria dello scalo sulmonese, secondo in Abruzzo per traffico passeggeri. L’iniziativa del Movimento d’identità e territorio è stata avviata dall’annuncio del ministro sul riordino e il potenziamento delle 106 questure italiane anche con il blocco della chiusura degli uffici di Polizia ferroviaria, postale e stradale concordato con i sindacati di categoria.

Aggiornamento 

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016
Alberto Di Giandomenico

Al momento il servizio Volanti del Commissariato di Polizia di Sulmona viene impegnato anche per le emergenze in stazione, sottraendo così agenti per controlli e compiti di polizia in aree calde della città dove i quartieri sono sguarniti anche della semplice presenza di una Volante e così le periferie. Spiega il Movimento: “Occorre nuovo personale da impiegare soprattutto su strada e non negli uffici”. L’intero comprensorio viene costantemente ridimensionato e impoverito dai tagli alla spesa che i precedenti governi hanno posto in essere con riforme che,  spiega Italica, hanno fatto altro che ridurre le possibilità di ripresa delle aree interne anche in termini di turismo. La chiusura della Polfer, decretata il 31 marzo 2017, ha ridotto ai minimi termini la stazione ferroviaria che, nonostante tutto, resta comunque seconda, dopo Pescara, per traffico passeggeri. Questo perché lo scalo è passaggio obbligato per i collegamenti del Centro Sud nonostante se ne voglia svilire   l’importanza e l’utilità rispetto al capoluogo di Regione, L’Aquila e anche a Pescara. Qualsiasi tipo di emergenza non può che essere gestita anche da Sulmona, città da cui è possibile raggiungere, più velocemente e facilmente, qualsiasi territorio d’Abruzzo, proprio grazie alle sue linee ferroviarie.

“La Città di Sulmona è sede poi di uno dei più pericolosi carceri italiani” ha chiarito in una nota anche il sindacato Uilpa Polizia penitenziaria chi si è schierato dalla parte dei poliziotti partecipando anche alle manifestazioni di protesta di febbraio 2017 contro la chiusura del presidio di polizia ferroviaria. “È da tenere nel debito conto che nell’istituto di pena sulmonese sono in corso i lavori di costruzione del nuovo padiglione – scrive il portavoce di Italica Alberto Di Giandomenico – L’implementazione della Casa di reclusione porterà ad una aumento della popolazione carceraria di altre 200 unità che si aggiungeranno presto agli oltre 500 detenuti, ad alta sicurezza, già accolti nella struttura. I familiari ed i parenti, spesse volte, in treno raggiungono Sulmona per le visite in carcere e, quando possono permetterselo vivono in città. Così amici e parenti di personaggi di spicco che scontano, nel carcere ad alta sicurezza della valle Peligna, ergastoli o detenzioni piuttosto lunghe.

Perché ripristinare il presidio di Polizia ferroviaria a Sulmona? Il capoluogo Peligno è anche il secondo scalo ferroviario abruzzese per importanza nei collegamenti con Roma, l’Aquila e anche Carpinone. Quest’ultima linea ormai è attiva solo per i viaggi turistici, spiega il coordinatore di Italica: “Aggiungiamo che la nostra è un’area a massimo rischio sismico così la stazione ferroviaria funge, inevitabilmente, da raccordo per gli aiuti e lo ha fatto anche per il terremoto del 2009 e per i tanti terremotati che si sentivano al sicuro proprio spostandosi in treno, conoscendo la storia di questa solida infrastruttura. Per gli aiuti e i collegamenti, altrimenti impossibili, la stazione ferroviaria potrebbe essere fondamentale in caso di maltempo – sottolinea Italica – A gennaio 2017 molti Comuni montani rimasero isolati per giorni a causa delle abbondanti nevicate e nessuno ha pensato che da Sulmona la linea, del braccio ferroviario oggi impiegato solo per i viaggi turistici, può essere utilizzata per i rifornimenti di alimenti e medicine nelle località d’alta quota martoriate contemporaneamente da neve e terremoto. Calamità che, insegna la storia di queste località, possono verificarsi simultaneamente nel cuore d’Abruzzo. Ed è proprio la secolare Transiberiana d’Italia, non è un caso che sia stata rinominata così  la linea ferroviaria Sulmona- Carpinone, che parte da Sulmona ad arrivare ai confini del mondo, in  stazioni e altezze impensabili d’inverno. In quei giorni di gennaio 2017 in centri come Campo di Giove e Pescocostanzo (Aq), seconda stazione ferroviaria più alta d’Italia, avevano esaurito alimenti, scorte e medicine. Un presidio di Polizia garantirebbe vigilanza e controlli su questi passaggi, ma l’intero Abruzzo che viaggia su rotaie ne è stata privato”.

Nella stazione di Sulmona, nonostante il ridimensionamento attuato a beneficio della costa, è documentato il passaggio quotidiano di ben 78 treni (non sono conteggiati i viaggi turistici). Sono garantite linee elettriche e non solo la linea a Nafta unica presente all’Aquila dove sono solo 2 i binari in stazione e la sola linea è quella per Rieti. Eppure nel posto di Polizia ferroviaria del Capoluogo di regione nel 2017 erano impiegati 8 agenti, nella stazione di avezzano almeno 7 poliziotti, mentre la mole di passaggi e di servizi si concentra nello scalo di Sulmona. Prima della chiusura, nella stazione sulmonese i poliziotti erano solo 2 e invece ne sarebbero serviti almeno 10, come era un tempo.

La Polfer Sulmona è il solo presidio colpito in Abruzzo dalla mannaia renziana. A Sulmona si taglia senza sapere cosa si lascia incustodito. In stazione è dislocata l’officina regionale delle ferrovie con 200 dipendenti. “Per capirci, se un treno a metà di qualsiasi percorso in Abruzzo si rompe, da Sulmona parte il locomotore che recupera tutto il convoglio in panne e le riparazioni vengono eseguite in officina, sempre a Sulmona dove non manca un  deposito per le riparazioni, attrezzato – spiega Di Giandomenico – I viaggiatori del treno da riparare vengono accompagnati a Sulmona e proprio da questa città, grazie alla centrale di smistamento, si organizzano coincidenze e autobus per permettere ai passeggeri di giungere a destinazione” accade per ogni guasto ferroviario che interessi l’Abruzzo. Non solo, in stazione a Sulmona, sempre nella ferrovia c’è un importante deposito di carburante e un altro di rame, da tenere custoditi. A Sulmona inoltre è dislocata la Sala regionale operativa di smistano di tutte le telefonate e i contatti per interventi sulle ferrovie abruzzesi in caso di incidenti, grane su tracciati, emergenze e lunghi percorsi difficoltosi. Parliamo di una centrale efficientissima fiore all’occhiello per le emergenze del Centro Sud Italia, collegata ai centralini delle forze dell’ordine e Protezione civile di tutta Europa e in diretto contatto con soccorritori e organizzazioni umanitarie internazionali. “Fare meglio con meno” così il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha commentato la chiusura del presidio di Polizia sulmonese, ma con 2 soli poliziotti la polizia ferroviaria in quest’area ha fatto miracoli.

Il prefetto Roberto Sgalla, nell’esporre i motivi che del Piano di chiusura dei presidi di Polizia, tra cui la Polfer di Sulmona, se non fosse stato per il fermo di Salvini sarebbe a rischio anche la Polstrada di Sulmona, ha riferito che i presidi non si chiudono per mancanza di personale, ma perché non ritenuti più funzionali alle esigenze di sicurezza dei territori visti i numeri esigui di treni e personale degli scali ferroviari. Quanto appena illustrato doveva rendere immune Sulmona dal taglio del presidio di polizia ferroviaria e invece è stato l’unico eseguito. In stazione continuano a transitare 54 treni giornalieri con una frequenza annua di migliaia di passeggeri.

Polizia giudiziaria. Nonostante la riduzione ai minimi termini del personale di polizia ferroviario in stazione dal 1 gennaio 2013 al 30 novembre 2016 sono state presentate 33 denunce, vi sono state 13 persone denunciate ed 1 arresto. Conferma in un comunicato anche il sindacato di Polizia Coisp che ha esibito gli atti e le schede giornaliere dei treni previsti a Sulmona in una giornata qualunque: 78 passaggi, minimi. É dunque carente di motivazioni il decreto che dispone la chiusura della Polfer Sulmona, conferma il sindacato. Dai calcoli effettuati i passeggeri che ogni anno raggiungono la città, anche solo di passaggio, sono 529 mila, senza contare una trentina di treni storici- turistici, utilizzati da circa 400 passeggeri ciascuno. “É proprio la vigilanza dei poliziotti in stazione a garantire prevenzione per la città, un tempo sicura, perché lo scalo peligno ora abbandonato era terra di frontiera. Adesso è terra di nessuno e potrebbe diventare di qualcuno. Ci aiuti ministro a ripristinare il presidio di Polizia ferroviaria” conclude Italica.

mariatrozzi77@gmail.com