Caporalato, veleni Bussi e Terra dei fuochi al Seminario di criminologia su Ecomafia ed Agromafia

Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil sarà tra i relatori che il 9 novembre, al teatro comunale Caniglia di Sulmona (Aq), interverrà al VII seminario di Criminologia Ecomafia ed agromafia: analisi, riflessioni e proposte organizzato dall’Associazione nazionale vittime del Dovere e dalla Uil Abruzzo.

“Dopo la positiva esperienza dello scorso anno Barbagallo farà sentire la sua voce e quella del sindacato da lui rappresentato su tematiche di estrema attualità come il caporalato (16 morti a Foggia e la recentissima sentenza per la discarica dei veleni di Bussi, in provincia di Pescara) che caratterizzano lo scenario lavorativo ed ambientale della società – dichiarano Mauro Nardella ed Emanuela Piantadosi, rispettivamente segretario della camera sindacale adriatica Gran Sasso e presidente nazionale delle vittime del Dovere Barbagallo raccoglierà le analisi, le riflessioni e le proposte che saranno fornite dagli esimii relatori che interverranno nella 2 giorni seminaristica. L’8 novembre, il pomeriggio che precede il convegno, dalle ore 16 nella sala polivalente del liceo scientifico Enrico Fermi, si terrà un interessante dibattito: The lands of fires. All’incontro parteciperanno 5 tra i migliori conoscitori della materia oggetto del progetto di quest’anno – conclude Nardella che è tra gli organizzatori del seminario – Il convegno è aperto a tutti e abbiamo coinvolto 5 ordini professionali tra i quali quello degli avvocati, psicologi, giornalisti, assistenti sociali ed infermieri oltre che gli studenti del territorio. Ad essi è stata chiesta la concessione di crediti formativi”.

Barbagallo sul caporalato: Ciò che è accaduto in Capitanata è una tragedia umana e sociale che scuote le coscienze di tutti. Il cordoglio per quelle vittime innocenti non basta. Siamo chiamati, ognuno per la propria parte, ad assumere impegni e responsabilità più incisive e risolutive. Sono anni che la Uil opera in quella realtà con determinazione e coraggio: basti pensare al compianto Potito Cornacchio un nostro dirigente che, proprio a causa della sua azione sindacale sul campo, subì gravissime e ripetute minacce. Questa battaglia può essere vinta solo con un presidio del territorio sinergico e concertato tra Istituzioni, imprese, Sindacati e associazioni. Bisogna applicare compiutamente la legge sul caporalato e incentivare le imprese a partecipare alla rete del lavoro agricolo. Soprattutto, sin da subito, occorre che lo Stato aumenti in modo significativo le azioni di controllo e contrasto all’illegalità. Il caporalato può essere sconfitto, le persone e il lavoro devono recuperare la loro dignità. Bisogna agire, adesso, insieme“.

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