Sentenza Bussi: The Day After. Chi paga la bonifica? Edison: Non ne siamo responsabili

Bussi sul Tirino (Pe). Per la bonifica dei terreni del polo chimico ex Montedison, proprietà di Edison, la società ricorre al Tribunale amministrativo regionale di Pescara per chiedere l’annullamento dell’ordinanza della Provincia di Pescara che le imponeva la bonifica del sito e per sospendere il progetto avviato con l’ex commissario Goio: “Non pagheremo perché non ne siamo responsabili”. Questo naturalmente dopo la sentenza della Cassazione di assoluzione di 4, dei 10 imputati di disastro ambientale, per non aver commesso il fatto e per gli altri la IV sezione penale della suprema corte ha dichiarato prescritto il reato.

Aggiornamento

Chi inquina paga? Non proprio dopo 11 anni dalla scoperta di un disastro ambientale come quello del polo chimico nato nel 1901 a ridosso del fiume Tirino, ai confini della val Pescara. Venerdì è stata detta la parola fine, chiuso il procedimento penale, per i veleni interrati nel sito ex Montedison nessuno risulta giuridicamente responsabile dell’inquinamento dell’area Sin, ovvero Sito d’interesse nazionale per la bonifica di Bussi (Sin). Per le responsabilità legate al pesantissimo inquinamento c’è prescrizione. Non scadono purtroppo i veleni tossici che incideranno ancora sulla salute di un vastissimo territorio. La conferenza dei Servizi al ministero dell’Ambiente, ad agosto, ha dato un via libera all’intervento di bonifica con l’approvazione di un progetto da 50 milioni di euro che impegna la Edison, proprietaria dei terreni inquinati, nelle operazioni di risanamento su circa 23 ettari dell’area industriale e pressapoco 7 ettari delle discariche 2A e 2B. Venerdì però Edison ci ripensa, tutto cambia, tutto è rimesso in discussione con prescrizioni e assoluzioni. Con la pronuncia della Cassazione i risarcimenti in sede civile per Comuni e privati sono spariti, così le provvisionali. L’inquinamento è l’unica cosa che rimane, questo alla luce della sentenza, in attesa di leggerne il dispositivo. Va a finire che sono i cittadini i responsabili del disastro ambientale, reato non commesso per alcuni e prescritto per altri professionisti ex Montedison. Di fatto la comunità è l’unica a pagare, in termini di salute e ambiente. Edison dichiara che interverrà limitatamente alla discarica TreMonti perché riempita dall’azienda in un periodo in cui sotterrare rifiuti tossici era consentito dalla legge, da qui il ricorso al Tar Pescara.

Pettinari (M5s). “Ci sarebbero delle incongruenze nell’atto di acquisto da parte del Comune di Bussi per le aree di proprietà della Solvay.  Il documento, del 24 maggio 2018, è preso in esame dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari, che punta sulle operazioni che hanno determinato i rapporti tra Solvay e amministrazione comunale, sull’acquisto da parte di quest’ultima delle aree all’interno del Sin Bussi” (Sito di interesse nazionale per la bonifica). “Leggendo l’accordo di Programma sottoscritto nel 2017,  tra il ministero dell’Ambiente, la Regione Abruzzo, il Comune di Bussi e la Solvay, relativo alla procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione degli interventi di bonifica delle aree esterne Solvay, in Bussi sul Tirino, notiamo che al comma 4, dell’articolo 2 (Passaggio di proprietà delle Aree Solvay), è riportato che il passaggio di proprietà delle Aree Solvay non potrà in alcun caso avvenire in caso di mancata aggiudicazione della Procedura di gara, nonché in caso di mancata stipula del contratto. In tal caso le parti dichiarano sin d’ora di non aver nulla a pretendere l’un l’altra in ragione del mancato verificarsi di tali presupposti”. Ed il contratto sembrerebbe proprio mancare, non essendo stato ancora firmato, così come dichiarato dallo stesso sindaco del Comune di Bussi sul Tirino nella sua missiva dell’11 luglio 2018, (protocollo n. 4245) inviata al ministro Costa, dove si legge chiaramente, tra le altre cose: “Inoltre non è stato ancora nominato il direttore dei lavori, non è stato ancora sottoscritto il contratto con la società aggiudicataria e non è avvenuto il trasferimento delle risorse disponibili nella contabilità speciale n. 3911 all’uopo istituita”. Un aspetto che violerebbe quanto previsto dall’accordo tra ministero, regione e comune, che di fatto non avrebbe dovuto permettere al Comune di Bussi di poter procedere a sottoscrivere l’atto di compravendita. Esortiamo il Sindaco a fare chiarezza su questo aspetto. A questo dubbio si aggiunge quello relativo ad alcune particelle catastali, che se pur presenti nell’atto di compravendita firmato tra la Solvay e il Comune di Bussi, non risulterebbero comprese nell’allegato “C” dell’Accordo di Programma, dove si elencano gli estremi catastali delle Aree Solvay e delle Aree Privati.  Come è possibile tale discrepanza? Ci chiediamo, inoltre, se l’atto di compravendita sia stato comunicato nei tempi previsti alla Regione e al Ministero, così come disposto dall’Accordo di Programma. É importante sottolineare che il comune di Bussi ha tutto il diritto di riprendersi quanto negli anni è stato levato, anzi, crediamo che un’ulteriore occasione persa si riscontri nell’ultimo atto di concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico del Fiume Tirino nel territorio del Comune di Bussi, emanato da Regione Abruzzo. Infatti, a seguito della concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico, qualcosa non torna: il Comune di Bussi, in data 10.11.2016, con nota prot. n. 90919, ha manifestato il proprio interesse per lo sfruttamento della risorsa idrica presente nel proprio territorio in quanto “bene pubblico al servizio dello sviluppo della comunità” come concordato nel protocollo di intesa, finalizzato al rilancio produttivo e occupazionale nel territorio di bussi. Una richiesta nel pieno delle funzioni in quanto il Comune, in caso di nuova assegnazione, poteva beneficiare di uno speciale diritto di prelazione per interesse pubblico, come stabilito dal Decreto 13 agosto 2007, n. 3/reg. della Regione Abruzzo. Una richiesta, però, apparsa carente sia nei contenuti che nelle modalità di presentazione, tanto che Regione Abruzzo ha invitato il Comune di Bussi a presentare un’integrazione. Integrazione che non è mai arrivata, come si evince dalla stessa Determinazione di assegnazione, lasciando di fatto che la concessione venisse assegnata ad una società privata, estromettendo lo stesso comune di Bussi da qualsivoglia futura possibilità di utilizzo della risorsa acqua per uso idroelettrico ai fini del rilancio del territorio. Come è stato possibile presentare una domanda carente dei principali contenuti e non preoccuparsi poi di effettuare le opportune integrazioni? La gestione della derivazione di acqua per uso idroelettrico sarebbe stata un valore aggiunto per il Comune di Bussi che attraverso il governo diretto degli introiti che ne sarebbero derivati, avrebbe rappresentato un importante incentivo per la riqualificazione del territorio e dei servizi per la comunità”.

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