Salento, incendiari in azione: oltre 20 ettari di vegetazione in fumo

Dopo il monte Serra in Toscana e i monti Cornicolani nel Lazio è la volta della Puglia. Nel cuore del Salento un vasto incendio ieri, a poca distanza dall’oasi protetta Le Cesine, ha mandato in fumo circa 20 ettari di vegetazione litoranea tra San Cataldo e le marine di Vernole, anche in piena campagna.

Qualcuno potrebbe aver appiccato il fuoco? Il primo focolaio sarebbe stato individuato nei pressi di 2 stabilimenti balneari: Le Cesine e L’Ultima spiaggia. Ieri mattina, almeno il primo, era aperto al pubblico e frequentato. Più roghi, il fuoco si è diviso in diversi fronti uno dei quali, controvento, ha sfiorato la riserva gestita dal Wwf. 

Perché l’incendio? Niente piogge in questi giorni di fine settembre e temperature sopra la media, se si alza il vento la situazione è ideale per gli incendiari. Un incendio per pulire la campagna dalle sterpaglie di cui si è perso il controllo? É possibile, ma poco probabile perché qualcuno del posto dai social suggerisce un’altra ipotesi, piuttosto credibile vista l’area e l’intenso sviluppo turistico del litorale, segnalando la Strada life delle Cesine. In breve, il problema potrebbe essere proprio là dove oggi nidificano aironi, cicogne e fenicotteri. Si tratta di decine di ettari di terreno non più disponibili per agricoltori e proprietari. E si accenna a località Le Pacchiare, inoltre qualcuno domanda come mai, dopo qualche anno dai roghi, sulle aree un tempo bruciate nascono parcheggi o stabilimenti. La normativa vigente vincola, per diverso tempo, tutte le zone messe a fuoco. La Puglia é davvero in Italia? Acaya, Strudà e Vanze, frazioni di Vernole, sono i centri più vicini ai roghi. La litoranea adriatica, sulla strada provinciale San Cataldo/Otranto è stata chiusa ieri per facilitare le operazioni di spegnimento. 

Maggio 2002 La Strada Life, 4,600 κm realizzati per non attraversare l’Oasi delle Cesine, ricongiunge la provinciale 611 (ex statale) collegando i centri turistici di San Cataldo ed Otranto. Fu realizzata dal Comune di Vernole nel 1997 per by-passare l’oasi delle Cesine e restituirne l’integrità. Venne realizzata grazia a fondi europei, un finanziamento diretto della direzione generale ambiente della Comunità Europea più un cofinanziamento della Provincia di Lecce. Costo: un miliardo e cinquecento milioni di lire.

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