Discarica Montedison a Bussi, chiesto di confermare le 10 condanne in Cassazione

Roma. Siamo alle battute finali per le responsabilità sulla discarica, tra le più grandi d’Europa, di rifiuti tossici del sito industriale ex Montedison a Bussi sul Tirino (Pe), scoperta 11 anni fa. In tutto sono 85 le udienze svolte sino ad oggi e la Corte di Cassazione sta per decidere in via definitiva. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Simone Perelli, nella requisitoria davanti alla IV sezione penale, chiamata a decidere sui 16 ricorsi degli imputati condannati in appello, chiede di confermare le 10 condanne e di dichiarare tutti i ricorsi inammissibili.

Aggiornamento 1 e 2

In primo grado, il 19 dicembre 2014, la Corte d’assise di Chieti aveva assolto i 19 imputati (legati a Montedison) dall’accusa di avvelenamento doloso di acque per ritenuta insussistenza del fatto. In appello all’Aquila, la sentenza fu comlpetamente ribaltata i giudici ritennero sussistente l’elemento materiare dell’avvelenamento. Le condanne per disastro colposo aggravato vanno dai 2 ai 3 anni, nella maggior parte dei casi a ex manager della Montedison, sono tutte coperte da indulto, ma sono state riconosciute delle provvisionali per i risarcimenti che dovranno essere quantificati in sede civile. Importante la sentenza di secondo grado perché porta la ex Montedison a rispondere economicamente anche per la bonifica del sito, oltre i risarcimenti, e per alcuni interventi eseguiti ai tempi del commissario Goio per contenere l’inquinamento della discarica TremontiA Roma da questa mattina alle 10.30 per l’udienza in Cassazione sono presenti e in attesa della decisione anche gli avvocati delle associazioni ambientaliste e l’avvocato dello Stato, Cristina Gerardis, ex direttore generale della Regione Abruzzo. La Cassazione deciderà se confermare o meno la sentenza della Corte d’Assise d’appello dell’Aquila del 17 febbraio 2017. La sentenza è attesa in serata.

In aula l’avvocato Tommaso Navarra, che rappresenta Wwf e Legambiente sin dall’inizio parti civili di questa lunghissima vicenda giudiziaria, ha dichiarato: «L’udienza di oggi nella sua complessità e nella sua stessa durata testimonia l’oggettiva importanza delle questioni sottoposte alla Corte. Finalmente possiamo però dire che la vicenda giudiziaria troverà una indicazione di certezza finale. Le parole del Procuratore generale sono state nette e autorevoli». L’udienza è stata aperta dal relatore che ha parlato per circa un’ora. Quindi è stata la volta del procuratore generale che ha esordito definendo di Giusta misura e rigore logico la sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila “con la quale questo ufficio concorda pienamente” ha aggiunto il procuratore Perelli. È stato quindi il turno delle parti civili per le quali è intervenuta l’avvocatura dello stato nella persona di Cristina Gerardis, per un breve periodo direttore generale della Regione Abruzzo. In queste ore stanno tenendo le loro arringhe i difensori: l’ultima a prendere la parola sarà l’ex ministro Paola Severino.

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