Vietato dar da mangiare ai gatti randagi in centro: infuria la polemica per l’ordinanza sindacale

Cocullo (Aq). Un fiume in piena, di commenti non sempre positivi, sta in coda al post del sindaco di Cocullo, Sandro Chiocchio, che oggi su Facebooκ ha postato un’ordinanza di divieto di somministrazione di alimenti ai gatti randagi nel centro storico della località turistica, conosciuta per il rito dei serpari che si svolge il primo giovedì di maggio

Come quell’ enormi sfingi distese per l’eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi. (Charles Baudelaire)
“Come quell’enormi sfingi distese per l’eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi” Charles Baudelaire.

Multe da 25 a 500 euro, con tanto di riferimenti legislativi, per i trasgressori del divieto appena disposto per le vie del centro storico, via San Domenico, via Porta Ruggeri, Rione San Nicola, piazza Aracella, via Roma e piazza Madonna delle Grazie. E per chi nutre i felini, al di fuori delle aree interdette, è d’obbligo raccogliere i contenitori utilizzati. A giustificare il provvedimento del primo cittadino è il fatto che i gatti randagi sono in progressivo aumento sul territorio comunale ed espletino i  bisogni fisiologici sulle aree del centro storico dando luogo a seri problemi di carattere igienico-sanitari. L’aumento dei felini di strada, sul territorio comunale, a detta di Chiocchio, sarebbe determinato dalla continua e costante attività di somministrazione di alimenti da parte dei cittadini. “Nonostante l’intensificazione del servizio di pulizia delle suddette aree da parte del Comune, nonché i tentativi mirati alla mitigazione del problema, come ad esempio il posizionamento di lettiere per gatti, ancorché antiestetiche e anacronistiche sopratutto per il centro storico, non si è pervenuti a miglioramenti significativi della situazione” spiega nell’atto il sindaco che con questa decisione dà risposta alle continue segnalazioni e rimostranze di cittadini e turisti. Gli animalisti sono già sul piede di guerra per Chiocchio che come massima autorità sanitaria, nel territorio comunale, può prendere iniziative del genere. Tra i commentatori c’è chi teme che i felini di strada moriranno di fame, c’è chi inneggia alla disobbedienza civile e molti dubitano della legittimità dell’ordinanza che può essere impugnata, entro 60 giorni, dinanzi al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila. Addirittura, si può scomodare anche il Capo dello Stato perché è possibile presentare ricorso straordinario, avverso ili provvedimento ed entro 120 giorni dalla pubblicazione, al presidente della Repubblica. “I gatti occupano gli angoli vuoti del mondo umano. Quelli comodi” Marion Garretty.

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