Adeguamenti cartografici nel Parco Maiella, l’ex direttore Cimini scrive al ministro Costa

Si parla di adeguamenti cartografici, proposti da qualche anno e sempre nei periodi estivi, che potrebbero far cambiare volto ad una fetta di Parco nazionale della Maiella, esattamente nel territorio di Caramanico Terme (Pe). In sostanza nell’area protetta si continuerebbe a consumare territorio mentre la popolazione residente si riduce.

Aggiornamento

Adeguamento che si tradurrebbe in una variante al Piano del Parco che, una volta approvata dal vertice dell’ente, dovrà passare al vaglio del consiglio regionale. Sulla correttezza della procedura, al di là dei contenuti della variante, oggi interviene Nicola Cimini, per 17 anni direttore del Parco Maiella, che rivolge un appello al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, affinché intervenga per restituire un presidente all’ente parco e ripristinare la  funzionalità dell’area protetta: “Appare giuridicamente aberrante e solo apparentemente incomprensibile l’intervenuto  adeguamento cartografico delle zone D (sottozona D2) del Piano del Parco nazionale della Majella ricadenti nel Comune di Caramanico Terme (Pe) e conseguenziale variante al Piano Parco regionale – iscrive Cimini sui cambiamenti delle aree (D) di promozione economica e sociale articolate in 3 sottozone D2  – Al di là del mancato rispetto della norma, anche per abissale ignoranza come nel caso della variante al Prp regionale, resta la sostanza, incompatibile con la destinazione a Parco nazionale e con la storia del Parco nazionale della Maiella, 1 milione 742 mila 319 metri quadri. di aree sottratte alla conservazione della biodiversità e destinate all’espansione edilizia con una capacità insediativa prevista di ben 1 milione 386 mila 336 metri cubi, l’equivalente di 4 mila 600 nuove abitazioni- aggiunge l’ex direttore – Un’autentica vergogna che oltre ad inficiare gravemente l’unità ecosistemica del Parco nazionale della Majella, genera discredito sull’intero sistema dei Parchi nazionali e sul ministero dell’Ambiente cui la legge ha affidato la vigilanza – Nicola Cimini chiede al ministro Costa che  – ..intervenga con i poteri che la legge ha affidato al suo ministero e ripristini non solo la legalità violata, ma anche la funzionalità di un parco privo da troppo tempo di un direttore ed, ora, anche di un presidente” conclude Cimini.

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Zona D: Aree di promozione economica e sociale (Fonte Pnalm)

1. Le aree di promozione economica e sociale, sono destinate al mantenimento ed allo sviluppo di attività economiche sostenibili, anche attraverso la riqualificazione del sistema infrastrutturale ed insediativo residenziale e turistico, con particolare riguardo al recupero e rispetto dei connotati architettonici peculiari del territorio. In esse sono consentiti gli interventi previsti dagli strumenti urbanistici comunali, approvati a seguito di intesa con l’Ente Parco, nel rispetto delle previsioni del presente piano.

2. Le aree di promozione economica e sociale sono suddivise nelle sottozone D1, D2, D3. Esse individuano, rispettivamente:

  • a) la sottozona D1: il tessuto edilizio attuale, comprese le aree di recente edificazione, di completamento o di espansione del tessuto urbano, compresi gli insediamenti di carattere artigianale e produttivo in genere;
  • b) la sottozona D2: le aree destinate a insediamenti produttivi di carattere agricolo o zootecnico;
  • c) la sottozona D3: le aree riservate a interventi di riqualificazione ambientale, risanamento o bonifica di siti degradati, al completamento di attrezzature e impianti per l’esercizio dello sport, campeggi o aree attrezzate, impianti e/o attrezzature per servizi di livello urbano.

3. Le aree della zona D del Piano del Parco, con le relative sottozone sono soggette ad intesa ai sensi dell’art. 12 della Legge 394/91. La variazione delle intese relative alla zona, in presenza di interventi che non alterino la perimetrazione della stessa, non implicano l’attivazione delle procedure previste per la modifica del Piano, che viene automaticamente modificato con il recepimento della nuova intesa.

4. Per l’approvazione delle intese di cui al comma precedente si applicano le norme di concertazione negoziata finalizzate a definire tempi e modalità per la conclusione del procedimento, tenuto conto delle previsioni di cui alla legge 241/1990 e s.m.i.


Sottozona D1

1. Nella sottozona D1 gli interventi dovranno perseguire la riqualificazione degli edifici dei centri storici, la riconnessione con gli assetti insediativi delle aree già edificate e una riorganizzazione unitaria del costruito che permetta di restituire i connotati, architettonici, volumetrici e compositivi essenziali del contesto tradizionale.

2. Nella sottozona sono consentiti interventi di urbanizzazione primaria e secondaria, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificato esistente, di nuova edificazione, limitatamente al perseguimento dell’obiettivo descritto al comma precedente, di recupero urbanistico ed edilizio, restauro e risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico con modalità e metodologie compatibili con gli indirizzi contenuti nelle presenti norme per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.

3. Nella localizzazione di aree artigianali, industriali o commerciali, devono essere previsti ingombri ed altezze tali da minimizzare l’impatto visivo dei manufatti, ed in ogni caso adeguate modalità di miglioramento e mascheramento degli edifici.


Sottozona D2

1. La sottozona D2 è riservata alla localizzazione delle strutture, degli edifici e degli impianti necessari all’esercizio delle attività agricole e zootecniche.

2. Nella sottozona gli interventi dovranno perseguire, prioritariamente, il recupero urbanistico e la riqualificazione architettonica e ambientale dei manufatti esistenti, nonché la riconnessione con gli assetti insediativi delle aree già edificate sotto il profilo morfologico, infrastrutturale e paesistico.

3. Sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero edilizio e urbanistico, risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico, nonché nuova edificazione finalizzata all’esercizio delle attività agricole e zootecniche, nei limiti delle normative regionali relative alla edificazione in ambito agricolo.

4. Gli interventi dovranno essere eseguiti nel rispetto della conformazione orografica e delle caratteristiche paesaggistiche dei luoghi, anche in funzione del recupero paesaggistico di eventuali situazioni di degrado; inoltre, devono essere eseguiti impiegando modalità e metodologie realizzative compatibili con gli indirizzi contenuti nelle norme di attuazione per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.


Sottozona D3

1. La sottozona D3 è riservata alla realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale, risanamento o bonifica di siti degradati, al completamento di attrezzature ed impianti per l’esercizio dello sport, campeggi o aree attrezzate, impianti e/o attrezzature per servizi di livello urbano. Sono consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti esistenti, ristrutturazione edilizia, recupero edilizio e urbanistico, risanamento conservativo, consolidamento statico e sismico, realizzazione di nuovi impianti ed attrezzature e nuova edificazione solo se strettamente funzionale all’esercizio delle attrezzature ed impianti consentiti.

2. Gli interventi sono consentiti nel rispetto della conformazione orografica dei luoghi e a condizione che vengano previste idonee opere di inserimento paesaggistico e mitigazione dell’impatto visivo, nonché modalità e metodologie esecutive compatibili con gli indirizzi contenuti nelle norme di attuazione per quanto concerne i caratteri tipologici, morfologici, tecnologici e dei materiali impiegati.