Salvate 100 mila lepri, sulla caccia il Tar accoglie parzialmente la sospensiva del Wwf

“Abbiamo salvato dal massacro quasi 100 mila lepri” è il commento a caldo del coordinatore regionale delle Guardie Wwf Claudio Allegrino, all’ordinanza emessa oggi dal Tribunale amministrativo regionale che ha escluso la caccia alla lepre per questo mese. Al Wwf sono soddisfatti del risultato raggiunto anche grazie alle modifiche già ratificate dalla Regione, i danni saranno giustamente limitati.L’associazione ambientalista ha chiesto, ricorrendo al Tar, la sospensiva per impedire la caccia a settembre alle specie fagiano, quaglia e lepre. I giudici hanno sospeso la caccia alla lepre per settembre mentre per quaglia e fagiano hanno ritenuto che non ci siano più esigenze cautelari. Il calendario venatorio, nella sua seconda versione, era  stato  già parzialmente adeguato prevedendo il posticipo al 1 ottobre per queste ultime 2 specie nelle aree Natura 2000 ossia, Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps).

Report-age.com 2018
Fagiano Foto PDT

Il divieto di caccia alla lepre, esteso a tutto il mese di settembre, salverà potenzialmente 98 mia 952 animali. Sono stati così cancellati 7 giorni di caccia in ciascuno dei quali le doppiette, in Abruzzo secondo i dati Istat 2007 sono 14 mila 136 i cacciatori,  avrebbe potuto ucciderne almeno una. “Un risultato importante che si aggiunge agli altri già ottenuti in questi mesi grazie alle puntuali osservazioni presentate dalla nostra associazione e alle osservazioni dell’Istituto superiore per la protezione e la tutela ambientale (Ispra), in parte recepite dalla Regione dopo la presentazione del ricorso del Wwf redatto dall’avvocato Michele Pezone – sottolinea il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio – Bisogna per questo dare atto all’assessore Dino Pepe di essersi comportato da assessore alla caccia e non da assessore ai cacciatori, come taluni suoi predecessori, sforzandosi di varare un calendario almeno rispettoso delle norme di legge e del buon senso”

La Regione ha modificato, di recente, il calendario venatorio riducendo il prelievo, nei tempi e nei modi, di molte specie cacciabili e accogliendo le prescrizioni dell’Ufficio valutazione impatto ambientale (Vinca). A queste vanno aggiunte alcune richieste del Wwf, accolte proprio attraverso la modifica del calendario venatorio come la restrizione del periodo di caccia alla beccaccia portata al 31 dicembre.

Vincere i ricorsi al Tar Abruzzo è oramai una prassi consolidata per il Wwf non solo per la tenacia della nostra associazione nel voler far rispettare le norme e i principi di tutela della fauna selvatica, ma per la nota e ormai cronica carenza di pianificazione faunistica della Regione – dichiara Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia – Cambiano i colori politici al governo ma purtroppo nella gestione venatoria i problemi restano immutati: mancanza del Piano Faunistico Regionale, Osservatorio Faunistico Regionale mai istituito, carenza di dati e di studi scientifici in grado di dimostrare la sostenibilità del prelievo, Comitati di Gestione degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) che spendono solo per ripopolamenti pronta-caccia. È ora di cambiare, anche per non far spendere inutilmente soldi ai contribuenti. La fauna, lo ricordiamo sempre, è un patrimonio indisponibile dello Stato, cioè di tutti i cittadini, non un trastullo per la piccola minoranza rappresentata dai cacciatori”.

Immancabile l’appello del Wwf alla politica regionale: “La manifestazione dei cacciatori abruzzesi dello scorso 6 settembre avvenuta a Pescara e che ha visto la partecipazione di meno di 50 cacciatori dovrebbe indurre i nostri amministratori pubblici ad avere meno timore di un mondo venatorio ormai in crisi generazionale e disgregato nelle sue diverse componenti associative“.

Archivio

Un flop la protesta dei cacciatori contro il calendario venatorio, solo una cinquantina a Pescara

Gestione cinghiali. Wwf: L’Abruzzo cambi approccio: escludere selecontrollo e filiera trasformazione carni

Rocca di Mezzo, niente lottizzazione di prato della Madonna, in area protetta

Cinghiali, Legambiente: siano gli Atc a pagare i danni