Internati militari nel 1943 erano migliaia. Le verità svelate dalla mostra all’Annunziata per celebrare l’Armistizio

Sulmona (Aq). Non sono in molti a credere alle impressionanti situazioni vissute dagli internati militari italiani ma qualcuno sta recuperando questa fetta di storia tranciata di netto dai libri di scuola in una mostra all’Annunziata per il 75* anniversario dell’armistizio.

Che ne è stato delle migliaia di militari finite nel carnaio dell’Armistizio, tenuto sotto banco anche per garantire la fuga ai vigliacchi (fu reso noto 5 giorni dopo la sottoscrizione, ossia l’8 settembre)? Senza alcun avviso, presi completamente alla sprovvista migliaia di militari italiani si trovarono, di punto in bianco, nemici dei tedeschi ed erano completamente all’oscuro di quanto gli stava accadendo. Celebre a tal proposito il film Tutti a casa di Luigi Comencini. Tra ironie e dramma, il regista fa dire al tenente interpretato da un grandioso Alberto Sordi: “Signor colonnello succede una cosa incredibile i tedeschi si sono alleati con gli americani”. Una tragedia dai numeri spaventosi che poco si ricorda come altre vergogne che macchiano i potenti, quelli che hanno la responsabilità dei massacri. Agli ufficiali italiani prigionieri dei militari tedeschi era riservato un certo trattamento, ma ai soldati semplici toccava fame, dolori, fatiche, malattie e morte. La mostra allestita a palazzo dell’Annunziata (orari visita dalle ore 10 alle 12.30 dalle ore 17 alle 19.30) per celebrare il 75° anniversario dell’Armistizio. Non perdiamo questo percorso di pace, la mostra chiuderà i battenti domenica 16 settembre nel tardo pomeriggio.

Il testo dei pannelli nella cappella del corpo di Cristo è davvero interessante, l’attenzione al tema è massima e vi sono innumerevoli testimonianze anche dei militari delle aree interne abruzzesi. Iniziativa di ricerca ed esposizione ad opera di Mario Di Salvo. Un assaggio amaro, ma necessario sui Prigionieri del silenzio è per i lettori del blog Report-age.com che invitiamo a visitare l’esposizione Il volo della farfalla. Giusto per dare un’infarinatura ragioniamo anzitutto sui numeri perché alla fine, la pace è costata milioni di vite, ma non è bastato questo immane sacrificio per fermare gli operatori e produttori di morte. In breve sono 640 mila gli Internati militari (Imi) nei lager, 50 mila caduti e dispersi di cui 4 mila 600 (1945) monti ammazzati.

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