Un flop la protesta dei cacciatori contro il calendario venatorio, solo una cinquantina a Pescara

Pescara. Meno di una cinquantina i manifestanti che stamane, nel capoluogo adriatico, sono scesi in piazza per protestare contro le scelte della Regione Abruzzo per un calendario venatorio classificato dai partecipanti: “Tra i più restrittivi d’Italia”.

Aggiornamento

Nei siti tematici per i cacciatori abruzzesi e molisani non è mancata la chiamata alle armi, annunciando una manifestazione di protesta organizzata per questa mattina, per contestare l’avvio della stagione venatoria 2018-2019, fissato esattamente al 16 settembre e che potrebbe però slittare al primo ottobre se il Tribunale amministrativo regionale darà ragione al Wwf. Il 12 settembre il Tar Abruzzo si esprimerà sulla sospensiva richiesta dall’associazione ambientalista. Parte del mondo venatorio però è un po’ confuso visto che in alcuni siti ufficiali, gestiti dalle associazioni di categoria, la caccia risulta già procrastinata: “I cacciatori abruzzesi sono letteralmente furiosi per la mancata concessione dell’apertura della stagione venatoria 2018-2019 alla data del 16 settembre. Il no della Regione ha indispettito il mondo venatorio..“.

Il mini corteo di cacciatori e familiari è partito oggi dal piazzale della stazione ferroviaria, poco dopo le ore 10. A tanta solitudine di corso Umberto I si è aggiunto il vuoto cosmico di piazza Salotto, tralasciando il massiccio schieramento di forze dell’ordine che ha fatto da contorno all’iniziativa. Alcuni rappresentanti dei cacciatori abruzzesi sono intervenuti criticando, in breve, le scelte della Regione Abruzzo. Forfait per alcune associazioni venatorie, altre hanno proprio declinato l’invito a partecipare alla protesta di stamane, in sostanza, un flop smisurato e le ragioni potrebbero essere legate anche alla inadeguata capacità organizzativa, alla crisi che attraversa la categoria e le associazioni che non sembrano riuscire più a fare presa sugli iscritti, il numero si starebbe assottigliando, probabilmente i cacciatori non si sentono rappresentati, non mancano poi le divisioni. L’insuccesso di questa manifestazione rischiara aspetti del mondo venatorio poco dibattuti e dati per scontato che parlano di grandi numeri e di una vera e propria lobby che a guardare quanto è accaduto oggi sembra un tantino in crisi. Eppure al vertice c’è chi ancora accondiscende alle richieste delle doppiette. E se è solo il numero a fare la differenza, che influenza l’attività del legislatore e delle amministrazioni, allora andrebbe fatta una opportuna verifica anche delle vocazioni. In questa lobby sono piuttosto frequenti le crisi di coscienza se nel mirino finiscono animali innocui e riesce difficile spesso premere il grilletto. Di rado accade tra i produttori di armi che navigano però su altri lidi. Che nei cacciatori sia maturata una coscienza ecologista sono loro stessi a dirlo, ma questa volta non mancano indizi significativi. Di questo passaggio epocale le istituzioni dovrebbero tener conto. La Regione Abruzzo ci sta provando, grazie ad associazioni ambientaliste attente all’argomento. Proprio in questi giorni l’Abruzzo ha emanato un secondo calendario venatorio, a rettifica del precedente, che prevede ulteriori restrizioni per i cacciatori recependo così le prescrizioni del comitato regionale di Valutazione d’incidenza ambientale (Vinca), molte delle quali condivise dal Wwf, l’associazione che ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale d’Abruzzo sottolineando diverse irregolarità nel calendario appena approntato. L’associazione del Panda ha anche annunciato, il 10 agosto, di voler segnalare alla Corte dei Conti le scelte, già bocciate da precedenti sentenze del Tar, di politici e funzionari che continuano a sostenerle determinando uno sperpero di denaro a carico della comunità. L’elenco è lungo, di seguito, la cronistoria dei ricorsi al Tribunale amministrativo regionale per il calendario venatorio d’Abruzzo.

mariatrozzi77@gmail.com


GIUNTA CHIODI-FEBBO

1) Settembre 2009 – Il Tar Abruzzo con ordinanza depositata il 3 settembre 2009 accoglie pienamente il ricorso del’ Associazione Wwf ricorrente avverso il calendario venatorio 2009/2010 annullando le scelte della Giunta Regionale sulla preapertura alla Quaglia e sul posticipo della caccia alla Beccaccia.

2) Ottobre 2009 – Il Tar Abruzzo con ordinanza del 14 ottobre 2009 accoglie il ricorso delle associazioni Animalisti Italiani e della Lac avverso il Calendario venatorio regionale 2009/2010. Il TAR ha “Considerato che pare fondata la censura di difetto di motivazione della DGR impugnata, nella parte in cui quest’ultima non ha dato adeguata contezza delle ragioni di dissenso rispetto alle concludenze consultive dell’Ispra“. 

3) Dicembre 2010 – Con ordinanza del 2 dicembre 2010 il Tar Abruzzo boccia la Regione Abruzzo a seguito del ricorso presentato dagli ambiti territoriali di caccia dell’Aquila, Barisciano, Avezzano e Roveto-Carseolano che contestavano il nomadismo venatorio introdotto con la mobilità dei cacciatori per la fauna migratoria.

Il Tar: “La disposizione impugnata è inoperativa, inefficace, inapplicabile e ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità sollevati col ricorso. Ci si augura che, per il futuro, il legislatore tenga presenti i princìpi generali che regolano la materia, conservazione dell’ambiente e tutela della fauna».

4) Ottobre 2011 – Il Tar Abruzzo sul ricorso presentato dalle associazioni animaliste italiane, Wwf e Lac sospende con ordinanza del 27/10/11 parte del Calendario venatorio 2011-2012 censurando la Regione che ha completamente stravolto i periodi di caccia per le singole specie che erano stati suggeriti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), allungando il periodo di caccia per ben 27 di queste. Il Tar ha ritenuto che la Giunta regionale non ha motivato adeguatamente tutti questi abnormi scostamenti dai periodi indicati dall’Ispra . Inoltre il Tar ha censurato la Regione anche sugli orari di caccia. La Giunta regionale, per adeguarsi parzialmente alle indicazioni dei giudici emana ben quattro versioni diverse di calendario venatorio.

5) Febbraio 2012 – La Corte Costituzionale con sentenza n. 20/2012 dichiara illegittima la legge della Regione Abruzzo 10 agosto 2010, n. 39 (Norme per la definizione del calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2010/2011), a seguito di richieste di impugnativa pervenute al Governo. La Corte sancisce in maniera univoca che i calendari possono essere emanati solo con atto amministrativo e non con legge-provvedimento.

6) Giugno 2012 – Il Tar Abruzzo il 25/06/2012 deposita sentenza di merito sul ricorso presentato dalle associazioni animaliste italiane Wwf e Lac. Vengono bocciati dai giudici diversi punti del Calendario Venatorio 2011-2012 tra i quali la caccia alle specie in declino (Spec); la relazione tecnica dell’Assessorato competente, definita inidonea; l’uso delle munizioni al piombo; le iniziative a tutela dell’orso dalla caccia che non ne garantiscono la salvaguardia. Sollevata e rimandata alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria.

7) Settembre 2012 – Con decreto urgente dell’ 08/09/12 (n. 226/12) “inaudita altera parte” il Tar Abruzzo sospende parti significative del calendario venatorio 2012-2013. Il Tar ha riconosciuto il grave pericolo derivante dalle scelte fatte dalla Giunta Regionale sull’ orso, sulla caccia nei siti della Rete Natura2000 SIC e ZPS e per diverse specie a sfavorevole status di conservazione, come Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella.

8) Ottobre 2012 – Il TAR Abruzzo con ordinanza del 10/10/2012 conferma le censure al calendario venatorio indicate nel decreto cautelare monocratico dell’ 8 settembre (n. 226/12) alle quali si aggiunge anche la bocciatura delle iniziative intraprese dalla Giunta Regionale sull’utilizzo delle munizioni senza piombo, ritenute inadeguate.

9) Novembre 2012 – Il 07 novembre 2012 il Tar Abruzzo accoglie con sentenza n. 589 il ricorso della Lega per l’Abolizione della Caccia (Lac) e dell’Associazione Vittime della Caccia ed emette ordinanza di sospensiva avverso al calendario venatorio 2012-2013 in merito alla caccia al fagiano nel mese di dicembre e ed al tempo chiusura della caccia alla beccaccia.

10) Novembre 2012 – Con ordinanza del Consiglio di Stato del 21 novembre 2012 viene respinto il ricorso di Federcaccia contro la bocciatura del calendario venatorio della Regione Abruzzo operata dal Tar L’Aquila. Si conferma, quindi, la validità della sospensiva del TAR che, su ricorso del Wwf e degli Animalisti Italiani, aveva largamente censurato il calendario venatorio varato dalla Giunta regionale su valutazione di Incidenza, uso di munizioni al piombo, specie in declino e caccia nelle aree importanti per l’Orso bruno marsicano.

11) Dicembre 2012 – Con sentenza n. 310 del 12 dicembre 2012, depositata in cancelleria il 20 dicembre 2012, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 5, commi 1, 2 e 3 della legge della Regione Abruzzo 13 dicembre 2011, n. 43, recante “Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011, n. 28…”. La Corte ha infatti rilevato che il calendario venatorio è stato illegittimamente approvato per legge anziché con atto amministrativo, e che la stagione di caccia al cinghiale è stata illegittimamente prolungata oltre quanto consentito dalla legge nazionale.

12) Giugno 2013 – Il Tar Abruzzo con sentenza n. 606 del 21/06/13 censura il calendario venatorio della Regione Abruzzo 2009/2010 per avere disatteso le indicazioni dell’Ispra (periodi di caccia e sostenibilità della caccia ad alcune specie di fauna stanziale) senza motivazione ed in assenza di dati scientifici da parte dell’ente regionale. La sentenza evidenzia che la grave carenza di dati sulla fauna della Regione Abruzzo che “affievolisce le potestà regolatorie ed autorizzatorie nella soggetta materia” da parte dell’ente regionale.

13) Giugno 2013 – Con sentenza n. 142 del 17 giugno 2013 la Corte Costituzionale accoglie il ricorso di WWF e Animalisti Italiani e sancisce l’illegittimità costituzionale dell’articolo 43, commi 6, 6-bis e 6-ter, della legge della Regione Abruzzo 28 gennaio 2004, n. 10 (Normativa organica per l’esercizio dell’attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell’ambiente) ritenendo il “comparto unico alla migratoria” in evidente contrasto con la normativa nazionale ed i principi “delle peculiarità ambientali, naturalistiche e umane afferenti ai singoli contesti territoriali”.

14) Luglio 2013 – Con sentenza n. 669 dell’11/07/13 il TarAbruzzo riduce il periodo di caccia della specie fagiano sancendo l “illegittimità delle misure di caccia deliberate dalla Regione, in contrasto immotivato con il parere Ispra” a causa “del carente monitoraggio di dati scientifici a disposizione della Regione procedente” accogliendo il ricorso presentato dalla LAC e Associazione Vittime della Caccia.

GIUNTA D’ALFONSO-PEPE 

15) Settembre 2016su ricorso del Wwf Italia, il Tar Abruzzo ha pronunciato in data 9/9/2016 decreto di sospensione n. 200/2016 della delibera di Giunta regionale n. 515 del 2/8/2016 con cui è stato approvato il calendario venatorio 2016-2017.

Il Tar accoglie l’istanza di adozione di misure cautelari monocratiche con riguardo alla apertura della caccia alla Cornacchia grigia, Gazza, Ghiandaia, Quaglia, Fagiano, Lepre e Volpe nelle giornate del 18, 22, 24 e 25 settembre 2016 e al Merlo nelle giornate del 18, 24 e 25 settembre 2016.

17) Settembre 2016 – con ordinanza 221/2016 del 15 settembre 2016 il Tar Abruzzo respinge l’istanza di revoca delle misure cautelari disposta dall’ordinanza 244/2016.  

16) Settembre 2016 – Il Tar Abruzzo con ordinanza n. 244/2016 del 28/09/16 dispone la sospensione della delibera di giunta regionale n. 515/2016 con cui è stato approvato il calendario venatorio 2016/17.

Il Tribunale accoglie la domanda cautelare a seguito del ricorso Wwf e sospende l’efficacia del provvedimento impugnato, nella parte in cui consente la caccia per le specie Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo Sassello dal primo gennaio 2017 al 19 gennaio 2017.

18) Dicembre 2016 – Il Consiglio di Stato ha emesso il 16/12/2016, ordinanza n. 8714/2016 che, nella sostanza, conferma quanto già disposto dai giudici del Tar di Pescara a seguito del ricorso Wwf. Nel dettaglio seppure vengono concessi 10 giorni di caccia in più a gennaio ai turdidi (tordo bottaccio, tordo sassello e cesena), viene confermato che la caccia alla specie beccaccia non può essere consentita oltre il 31 dicembre e che quella ai turdidi non può in ogni caso andare oltre il 10 gennaio.

19) Aprile 2017 – A seguito della denuncia di alcune associazioni tra le quali il Wwf, la Corte costituzionale, con sentenza n. 74/2017 cancella la legge regionale n. 11/2016 di modifica della legge regionale 38/1996 (approvata in Consiglio regionale il 5 aprile e pubblicata sul Bollettino ufficiale il 14 aprile dello scorso anno) che consentiva ovunque l’addestramento dei cani da caccia. Con tale normativa si sarebbe voluto consentire lo svolgimento di attività cinofile e cinotecniche all’interno delle aree protette regionali. In pratica diventava possibile addestrare e allenare cani da caccia e persino organizzare gare cinofile, su tutto il territorio del Parco Regionale Velino Sirente e su quello delle Riserve regionali durante l’intero corso dell’anno.

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