Fretta al gusto di cemento per la Riserva Dannunziana. Wwf: ascoltate le associazioni ambientaliste

Il Piano di assetto naturalistico (Pan) della Riserva dannunziana, nella stesura proposta dal Comune di Pescara, non è assolutamente approvabile per il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio che boccia, senza appello, il documento proposto dall’amministrazione municipale e apprezza la posizione di Fai, Italia nostra e Wwf Abruzzo.

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“Il Pan è atteso da molti anni ed è certamente positivo che da palazzo di città si torni finalmente a preoccuparsene, ma si tratta di un documento fondamentale che va approvato dopo una adeguata fase di confronto e non con tempi contingentati e frettolosi – chiarisce Di Tizio – Bene hanno fatto le associazioni nella riunione del 24 agosto a chiedere tempo per presentare le proprie osservazioni e bene hanno fatto le strutture locali di Wwf, Italia nostra e Fai a mettere nero su bianco la richiesta in una lettera al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali” .

Per Luciano Di Tizio la bozza di Pan presentata dal Comune è basata su studi ottimi, ma che vanno aggiornati: “A voler pensar male si potrebbe sospettare che ora la fretta, dopo un decennio di sostanziale disinteresse, sia legata a qualche inconfessato interesse edificatorio, ma voglio essere convinto che non sia così. Non si può considerare, come già osservato nella riunione del 24 agosto, la Riserva dannunziana come un’oasi verde isolata dal resto della città. Servono corridoi ecologici anche nuovi e vanno rispettati quelli esistenti, a cominciare dalle poche aree non edificate contigue a quella protetta. Chiedo dunque all’amministrazione di seguire le indicazioni delle associazioni e di avviare un confronto al termine della quale il Pan non potrà che migliorare – continua Luciano Di Tizio, erpetologo e ittiologo – Anche a una lettura superficiale, al di là delle carenze d’impostazione generale appena sottolineate, l’attuale stesura appare costellata di errori e prevede addirittura azioni vietate dalla legge. Per restare nei soli campi di mia competenza trovo nomi scientifici non aggiornati, normative internazionali e nazionali del tutto ignorate (ad esempio il Regolamento Ue 1143/2014 e il relativo decreto legislativo 230 del 15 dicembre 2017 sulle specie esotiche invasive) e addirittura la previsione d’introduzione nel laghetto artificiale della pineta d’Avalos di alcune specie aliene, pratica in Italia vietata per legge, una scelta semplicemente inconcepibile per una Riserva naturale regionale sostenuta annualmente con fondi pubblici. Tra i pesci indicati per un futuro ripopolamento c’è, ad esempio, persino la Gambusia affinis, considerata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), una delle 100 specie invasive più dannose al mondo. Anche il discorso sulla introduzione della testuggine palustre europea Emys orbicularis è affrontato con preoccupante pressappochismo”. Di Tizio reputa indispensabile uno studio di dettaglio da sottoporre al ministero dell’Ambiente: “Nel Pan invece, dopo avere giustamente osservato che si tratta di una specie particolarmente rara e localizzata quasi esclusivamente in alcuni corsi d’acqua della Provincia di Chieti, si afferma in contraddizione, che gli individui di testuggine palustre europea da liberare nel lago potrebbero essere forniti senza particolari problemi tecnici dalle Riserve lago di Penne (dove in realtà non c’è alcuna popolazione vitale della specie) e lago di Serranella, dove la Emys è presente, ma non con numeri tali da poter consentire prelievi, già del resto negati negli anni scorsi dal ministero in analoghe occasioni”.

La bozza di Piano di assetto naturalistico del Comune è comunque un punto di partenza, ma occorre ascoltare soprattutto le associazioni ambientaliste per aggiornare e affinare il documento là dove è necessario. Conclude il delegato Abruzzo del Wwf Italia: “Sono stati lasciati trascorrere 9 anni dagli studi, senza preoccuparsi affatto del Pan. Non sarà certo un problema concedersi alcuni mesi per correggere, rimodulare il Piano e renderlo realmente utile alla Riserva e all’intera Pescara che di tante cose ha bisogno, ma sicuramente non di altro cemento”.

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Il Piano d’assetto naturalistico della Riserva dannunziana va migliorato