Chi ha ammazzato il Mostro del lago? La verità sui Pesci Siluro avvistati nel Pescara

Pescara. La coincidenza del rinvenimento di 2 pesci Siluro, uno morto e uno ancora in vita, ha fatto cadere nell’equivoco che il ritrovamento riguardasse un solo esemplare adulto reimmesso nel fiume dopo il ritrovamento e poi morto in spiaggia.

Immagini da Nuovo Saline onlus

A chiarire la situazione è l’associazione Nuovo Saline onlus (NSo) che si è occupata del recupero di uno dei Pesci siluro spiegando che il servizio veterinario dell’Asl ha confermato che si tratta di 2  diversi esemplari di Silurus glanis per dimensione e sesso davvero differenti. Uno dei Siluro d’Europa è stato trovato da un bimbo di 8 anni, incuriosito dalla mole del pesce che sembra sia vissuto per oltre 35 anni nell’invaso artificiale, incautamente reimmesso nel fiume Pescara. “Oggi l’invaso artificiale è ricco di specie ittiche. A conferma che il siluro non causa danni irreparabili all’ecosistema lacuale. Anzi, probabilmente fungeva da bioregolatore – ha spiegato al quotidiano Il Centro Giuseppe Simone Milillo, il titolare dello studio Geta (Gestione ecosostenibile e tutela ambientale). Su questa affermazione anche la replica del Wwf: “Laddove l’uomo non interviene, è la Natura stessa a trovare un equilibrio tra diverse specie. È lecito invece immettere e allevare specie esotiche nei laghetti privati, nei quali i popolamenti rappresentano spesso un fritto misto di pesce di varia provenienza”.

Immagini da Nuovo Saline onlus

Torniamo all’equivoco che ha fatto crede che qualcuno abbia ammazzato il mostro del lago. A distanza di pochi giorni, nel fiume Pescara sono stati trovati 2 diversi esemplari adulti di pesce Siluro. Il più grande, misura 2 metri e 50 cm di lunghezza (peso 120 kg) proveniente da un invaso artificiale, a Manoppello scalo (Pe). L’altro pesce Siluro, trovato già morto è lungo poco più di 50 cm, era spiaggiato alla foce del Pescara, individuato da 2 pescatori assieme ad un’altra carcassa di Siluro però affondata. In tutto 3, spiega inoltre il presidente di Nuovo Saline onlus, Gianluca Milillo: “Come verificato e certificato dal servizio veterinario dell’Asl, i 2 esemplari recuperati sono inequivocabilmente diversi, l’esame biometrico ha sancito che trattasi di esemplari aventi dimensioni e sesso diversi. Tutta la documentazione inerente lo stato di salute del pesce recuperato, il trasporto, la ricezione e stabulazione sono stati consegnati all’autorità di vigilanza ambientale del territorio e al Servizio veterinario intervenuto sul posto: gli unici enti preposti a recepire la documentazione e gli unici a cui l’associazione è tenuta a dar conto – continua il portavoce dell’associazione – L’associazione Nuovo Saline Onlus (che non percepisce fondi pubblici, come dichiarato da qualcuno sempre sui social) è sorretta dalla buona volontà degli aderenti, si è attivata con l’obiettivo di salvare l’esemplare di Siluro reimmesso incautamente nel fiume Pescara, il pesce è stato salvato e poi trasferito in un centro privato autorizzato, di didattica ambientale e tutela ecologica situato nel Nord Italia. Dispiace vedere tanti ragazzi che invece di rendersi utili per superare, insieme, le gravi questioni che affliggono i nostri mari e le nostre acque, perdono tempo ed energie ad insultare e diffamare, da una tastiera e uno smartphone, come se questo fosse il modo di risolvere i problemi – continua Milillo – Ai frequentatori del fiume Pescara è nota la presenza di questa specie Silurus glanis (Siluro d’Europa) a partire dal 1994, ma si sa ancora poco della sua distribuzione e di come la colonia si sia strutturata nel tempo. Se pur vero che la diffusione di specie aliene è giustamente da evitare, l’associazione ha fatto tutto il possibile affinché l’esemplare fosse allontanato – dall’ecosistema che caratterizza la val Pescara – ma rimanesse in vita poiché vittima dell’opera scellerata dell’uomo che prima lo libera e poi ne vuole la morte. Responsabilità ambientale significa salvare tutti i pesci, non solo quelli utili alla pesca sportiva o che hanno un interesse commerciale. Ogni vita animale va rispettata e non mancano soluzioni di contenimento non cruento sostitutive alla morte da tanti invocata”.

Comunicato stampa del’associazione Nuovo Saline Onlus

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