Dimissione del sindaco a Sulmona, Carugno (Psi) sull’analisi delle conseguenze

“Le sponde del Rubicone sono vicinissime – scrive in una nota Massimo Carugno, della segreteria nazionale del Psi – Tra poche ore le dimissioni del sindaco Annamaria Casini saranno irrevocabili”.

“Mi ero permesso di suggerire un percorso. – interviene l’esponente del Psi –  Non so cosa succede nelle segrete stanze del palazzo, ma da quel che leggo, il sindaco aspetta segnali e la città aspetta il sindaco. Proviamo, allora, a raccontare a Sulmona cosa potrebbe succedere se, come è probabile, ci ritrovassimo senza sindaco. Non si voterà subito. Le prossime elezioni si celebreranno, come previsto dalla legge, in tarda primavera e l’80% degli attuali consiglieri non sarà rieletto. Palazzo San Francesco sarà guidato, per molti mesi, da un commissario che farà l’ordinario dell’ordinaria amministrazione in un momento delicato di questa città, in cui servirebbero gli straordinari nella straordinaria amministrazione. Non aspettiamoci che il commissario corra a Roma per bussare alla porta di qualche ministro per fermare il tubo dell’Eni o per salvare il tribunale; non aspettiamoci che corra all’Aquila per riqualificare l’ospedale; non aspettiamoci che metta in atto le procedure per accelerare le pratiche del terremoto e per far arrivare nuovi fondi, né che spronerà gli uffici urbanisti e tecnici per dare attuazione ai Piani complessi, lavoro e respiro al settore delle imprese edili; non farà scelte per il centro storico, non farà insomma sentire, alla  nuova politica che governa il paese ed alla nuova che governerà la regione, la voce forte e chiara di questa città. Perderemo 2 consiglieri, Fabio Ranalli e Mauro Tirabassi, che recitano un ruolo apprezzato ed autorevole nel consiglio provinciale. Sarà un disastro – per Carungo – A qualcuno, dovremo dire grazie. Questa crisi non nasce per divergenze su profondi temi dell’amministrazione. Per espresse dichiarazioni alla stampa e su Facebook, nasce per le ambizioni di qualcuno, non si sa se da sindaco o consigliere regionale, ma sicuramente, a candidarsi. Vorrei però, con affetto, ricordargli che, a meno che non smentisca se stesso e abbandoni il centrosinistra, di cui si dichiara anima, non andrà da nessuna parte neanche se facesse le magie di abbinarsi, come alle elezioni comunali, con una potente candidata femminile che gli porti, in dote, una valanga di voti portandolo a risultati inaspettati. Alle prossime regionali lo schieramento riformista arriverà terzo, se non quarto e, nella migliore delle ipotesi, prenderà 4/5 seggi, poco più di uno a provincia. Non c’è trippa per gatti. Mi sarei invece aspettato che il nuovo protagonista della politica sulmonese, visto che è stato eletto in una lista su cui avevano fatto convergenza diverse componenti della politica, del mondo civico e del mondo culturale, (che hanno portato moltissimi voti), prima di fare scelte importanti, come quella di indicare un assessore o mettere in crisi l’amministrazione comunale, convocasse i suoi azionisti, tra cui il Psi di cui sono autorevole ed ufficiale esponente, per concordare, come democrazia insegna, scelte e linee politiche – conclude  Carugno – Invece abbiamo avuto un self made-men al quale non ci resta che dire grazie per questi brillanti risultati“.