Petizione per chiedere Trasparenza sui fondi per la Ricostruzione

La fase post terremoto spesso è anche più devastante dell’evento sismico. L’esperienza insegna che manca trasparenza sui fondi e la loro gestione per non parlare della fine riservata alle donazioni a sostegno dei terremotati. É per questo che è stata lanciata una Petizione che potrebbe essere il punto di partenza per cambiare davvero le cose. Aree terremotate militarizzate, spesso inaccessibili, diventano veri e propri cimiteri che finiscono nelle mani sbagliate di costruttori e imprenditori senza scrupoli e vicini a certi ambienti non solo politici, economici e criminali. 

foto Maria Trozzi report-age.com 2017
Il corso di Amatrice foto Maria Trozzi

Trasparenza, a chiederla al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, sono le popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 in Umbria, Lazio e Abruzzo con una petizione (qui per sottoscriverla) che ha superato le 53  mila firme. Il principio di trasparenza è nato proprio per schiarire la palude che circonda la pubblica amministrazione soprattutto dopo  tragici eventi. Di fatto questo principio è poco applicato, raramente qualcuno se ne accorge. Di solito a denunciare la mancanza di trasparenza nell’operato pubblico sono gli attivisti, schierati in prima linea per contrastare l’impatto ambientale di quelle che vengono definite opere strategiche o i comitati delle vittime di una sciagura. Tutte le comunità insediate in aree a rischi sismico dovrebbero aderire all’iniziativa perché potrebbe capitare a chiunque di trovarsi nelle condizioni in cui oggi vivono i terremotati, ancora in tenda o in roulotte. Chi aderisce domanda al ministro Toninelli chiarezza sui fondi stanziati e donati, con gli sms che sono spariti, a quanto pare, incerti nella loro entità. “Andrebbero dai 33 milioni ai 56 milioni di euro, – stima l’autore della petizione Luca Miniero che accenna alle inchieste della procura di Ancona su appalti e subappalti – Vasco Errani, Commissario delegato per l’emergenza sisma in Emilia nel 2012, ha gettato la spugna. La procura di Ancona ha aperto un’inchiesta su appalti e subappalti con 4 indagati, tra funzionari e dirigenti regionali, dal capo della Protezione civile David Piccinini ai dirigenti Erap Maurizio Urbinati di Ancona e Lucia Taffetani di Macerata oltre al responsabile del procedimento Stefano Stefoni. Tutti accusati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico” indaga la direzione distrettuale antimafia (Dia). Pioggia di inchieste invece nel capoluogo della regione Abruzzo colpito dal sisma del 2009, la scossa delle 3.32 ha atterrato la grandiosa città che si è rimessa in piedi nonostante infiltrazioni criminali e tanto altro. Niente è cambiato da 10 anni e allora qualcosa davvero non funziona, non si risolve e non se ne viene a capo.

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