Stupro Pescara. Pettinari: situazione di degrado che fa sentire autorizzato chi delinque a compiere abusi

Pescara va dotata di impianti di video sorveglianza pubblici capillari e funzionanti, d’illuminazione adeguata e ronde di polizia costanti, soprattutto nel quadrilatero della stazione, di questo c’è bisogno nel capoluogo adriatico e a chiederlo sono in molti.

Lo stupro consumato ieri da un 61enne senegalese nel primo pomeriggio, nei pressi della stazione, ripropone la questione sicurezza in città già sollevata nelle ultime settimane con il ferimento di un giovane 33enne nigeriano, ricoverato in rianimazione all’ospedale civile per una rissa accaduta nel quartiere Rancitelli e ancor più urgente dopo la morte Alessandro Neri, da un idoneo impianto di videosorveglianza si sarebbe potuto venire a capo do alcune intricate vicende legate all’omicidio del giovane.

“Il Comune si deve sentire complice dei reati contro la sicurezza dei cittadini perché non assicura quello che altre città e altre regioni, con la videosorveglianza, garantiscono a tutela delle persone” ha dichiarato Laura Lameletto, madre del 29enne trovato morto l’8 marzo a fosso Vallelunga nella frazione San Silvestro. La signora, ricevuta dall’assessore di Pescara Gianni Teodoro, chiese di munire il capoluogo di un impianto funzionante ed efficiente di telecamere che, sull’omicidio del figlio, avrebbero potuto fare la differenza ed essere determinanti per le indagini. Purtroppo quelle installate, puntate ad altezza delle targhe dei veicoli, non hanno potuto rilevare dettagli importanti per fare chiarezza sul caso.

“Noi da tempo siamo al lavoro per un posto fisso della polizia municipale nelle aree di risulta”, ha spiegato l’assessore Teodoro. “Sulla videosorveglianza stiamo partecipando a un bando del ministero con il potenziamento generale di un controllo in tutta la città e in particolare nelle aree di risulta, con un impegno di spesa che potrebbe arrivare con i fondi nazionali a 1,5 milioni di euro” interviene in queste ore Teodoro.

E torna sulla questione sicurezza anche il consigliere regionale, Domenico Pettinari (M5s), presidente della commissione regionale sicurezza sociale: “Quello che è successo ieri a Pescara in pieno giorno è intollerabile. La città deve rispondere immediatamente con interventi concreti per contrastare gli illeciti che nella zona antistante la stazione stanno diventando sempre più preoccupanti. Una vetrina ignobile, una zona d’ombra per i residenti che devono aver paura di passare nello snodo centrale dei mezzi pubblici anche in pieno giorno. L’area è una colata di cemento che in alcuni luoghi si trasforma in una terra di nessuno. Lo stupro di ieri, fermato grazie ai cittadini che sono intervenuti e alle forze di polizia accorse sul luogo, è l’ultimo gravissimo atto in termini temporali, ma in quelle zone c’è costantemente spaccio, bivacco di alcolizzati e drogati. Un angolo di degrado che fa sentire autorizzato chi delinque a prendere una donna in pieno giorno buttarla per terra con violenza e abusarne. Non è tollerabile ed è assurdo che l’amministrazione comunale non muova un dito davanti al proliferare della criminalità a 2 passi dal cuore della città – prosegue Pettinari – Il terminal bus è un luogo frequentato da cittadini anziani e da minorenni che si muovono con i mezzi pubblici. Tra qualche giorno riapriranno le scuole e il terminal sarà invaso dai ragazzi che fruiscono del servizio di trasporto pubblico per raggiungere gli istituti. Ci aspettiamo una risposta ferma ed immediata da parte del sindaco. Inoltre è ora che si lavori sulla riqualificazione delle aree. Il decoro urbano è un deterrente per chi delinque anche per restituire alla parte sana della città i  luoghi che per ora sono inaccessibili a causa del degrado- conclude il consigliere regionale – Mi auguro che chi ieri ha commesso un atto così brutale sia punito dalla giustizia senza nessuna attenuante. Allo stesso modo mi auguro che Pescara non abbia più zone d’ombra in cui l’illegalità fa da padrona”.

I fatti di sabato. Ieri pomeriggio, intorno alle ore 14 nel giardino attiguo alla vecchia stazione ferroviaria, nei pressi del terminal bus, le urla di una donna hanno richiamato l’attenzione di alcuni passanti tra Corso Vittorio Emanuele ed il parcheggio dei pullman. Fortunatamente alla richiesta di aiuto de donna, 39enne residente a Pescara, sono intervenuti diversi viaggiatori che, uniti, sono riusciti a bloccare il  suo aggressore che la stava violentando. Il maniaco è stato fermato in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. L’uomo, senegalese di 61 anni, è stato arrestato dagli agenti delle squadre Mobile e Volante e dovrà rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata. La donna, soccorsa e trasportata in ospedale con l’ambulanza del 118 è stata medica e resta sotto osservazione. Dagli accertamenti eseguiti dalla Polizia risulta che l’uomo, ad aprile, ha finito di scontare una pena per diversi reati, ha infatti precedenti penali per violenza in famiglia e si sta separando dalla moglie, italiana. Su disposizione del pubblico ministero di turno, Rosangela Di Stefano, il 61enne è stato trasferito nel carcere San Donato. Domani sarà ascoltato dai magistrati.

Storico e dintorni. A dir poco insufficienti le misure adottate per la città che da tempo chiede maggior sicurezza da soprattutto in particolari aree della città frequentate da studenti, anziani e turisti come la stazione delle corriere.

  • maggio 2018 In periferia la proposta di legge del Movimento 5 stelle La legalità è di casa, non ha spazio mentre l’amministrazione comunale insiste sui 18 milioni di euro da destinare alle periferie, ma senza che alcuna voce del corposo investimento sia destinata davvero a migliorare la qualità della vita dei residenti del quartiere Rancitelli, precisano i pentastellati: “Si parla solo di manto stradale e risanamento di qualche parco – scrivono in una nota Pettinari e il sottosegretario alla cultura Gianluca Vacca (M5s) in prima linea per difendere i cittadini onesti, per ottenere lo sfratto immediato degli occupanti, senza diritto, che delinquono all’interno delle case popolari, per l’installazione di telecamere di video sorveglianza e per un posto fisso di polizia nei quartieri più difficili e meno vivibili di Pescara – Una mala gestio politica in ogni grado istituzionale che rende vani anche gli interventi delle forze dell’ordine,  che fin ora si sono limitati a blitz isolati, ma da cui non è scaturito nessuno sfratto effettivo”. Rimane inascoltato l’appello a tutela delle periferie.
  • maggio 2016 sgomberato il mercatino abusivo dei senegalesi nella stazione ferroviaria di Pescara, a qualche centinaio di metri di distanza dallo snodo in cui ieriè stata stuprata la 39enne. Nell’ordinanza sindacale contingibile e urgente di 2 anni fa il sindaco Marco Alessandrini per eliminare i gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana, (seguono articoli) contrasto ai fenomeni di alterazione del decoro urbano ed in particolare dell’abusivismo commerciale e dell’illecita occupazione di suolo pubblico. “Ora guardiamo al futuro – dichiarò quel giorno il primo cittadino – Abbiamo individuato la nuova area del mercatino che sorgerà nel terzo sottopasso della stazione”.