Nei fiumi italiani immissioni dannose. La storia del pesce siluro a Pescara

Rischi di preservazione per la fauna autoctona e la biodiversità, dunque danni all’ambiente e norme violate per un pesce siluro prima ospitato in un laghetto privato e poi immesso nelle acque del fiume Pescara, non è proprio il  suo habitat, e ancora ricatturato e trasferito in un non ben precisato sito del Nord Italia.

Aggiornamento

Pesce siluro Report-age.com 2018In breve il siluro (Silurus glanis) è  diventato un mostro, prima del  l ago e poi del fiume Pescara, il pesce gatto gigante può eccezionalmente superare i 2 metri di lunghezza comunque raggiunge taglie impressionanti. Originario dell’Est Europa del Danubio, in Italia è stato introdotto come preda per la pesca sportiva ed è oggi largamente presente nei fiumi Po, Adige e in alcuni del centro Italia dove sta creando danni seri alla fauna ittica locale – spiega in una nota il Wwf – Lo dimostrano tantissimi studi perché da noi non ha competitor ed è da solo al vertice della catena alimentare. L’immissione dell’uomo ha alterato gli equilibri naturali consolidati nei secoli ed è illecita. La legge proibisce la liberazione nelle acque pubbliche di pesci alloctoni, provenienti cioè da altre regioni del mondo”. Un divieto ribadito anche dalla Corte costituzionale (sentenza 30/2009) intervenuta in un caso di conflitto di attribuzione tra lo Stato e una Regione che avrebbe voluto usare specie non nostrane per i ripopolamenti ittici, una pratica che prevede il rilascio, nei fiumi e nei laghi, di pesci d’allevamento destinati alla pesca sportiva. Ripopolamenti che hanno creato e continuano a creare danni immensi alla fauna ittica nostrana in ogni angolo d’Italia.

“È lecito invece immettere e allevare specie esotiche nei laghetti privati, nei quali i popolamenti rappresentano spesso un fritto misto di pesce di varia provenienza – aggiunge l’associazione ambientalista – É il caso del siluro. Nell’invaso privato nel quale era stato a suo tempo immesso, a nostro avviso incautamente, era diventato il mostro del lago per via dei periodici avvistamenti e delle dimensioni crescenti negli anni. Sin qui tutto nella norma. È stato invece commesso un illecito nel momento in cui l’esemplare, catturato nel laghetto, è stato liberato nel fiume Pescara. Operazione vietata e dannosa: il siluro ha un notevole appetito, pienamente giustificato vista la sua mole e si nutre, oltre che di pesci (soprattutto ciprinidi), anche di anfibi e occasionalmente di piccoli mammiferi e uccelli acquatici. Per fortuna l’animale è stato poi ripescato e trasportato verso una ignota destinazione del Nord Italia”.

Il Wwf suggerisce ai carabinieri forestali di verificare la destinazione finale, lecita solo se in acque private. “È comprensibile che la sorte individuale di un animale possa destare commozione , resta tuttavia l’esigenza di far comprendere a tutti, a cominciare da chi per passione frequenta più di altri i fiumi, come i pescatori, l’importanza di preservare la fauna autoctona e la biodiversità, messa seriamente a rischio ogni volta che si immette in natura un animale del tutto estraneo al nostro ambiente. Al di là dei divieti di legge è un comportamento sbagliato che provoca danni alla fauna e alla flora autoctone e anche agli stessi animali liberati, spesso in difficoltà a sopravvivere in un ambiente per loro estraneo” conclude il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio.