Sciovia Gamberale: il via ai lavori salutato da benaugurante sorriso. Sospeso l’intervento intorno alla sorgente

Gamberale (Ch). Bisognerà attendere il 12 settembre per la decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar), sulla richiesta di Salviamo l’Orso, Wwf e Lipu di sospendere integralmente i lavori per costruire la seggiovia. In via cautelativa però è stato già sospeso l’intervento attorno alla sorgente perché potrebbe essere compromessa dai lavori previsti.

Figura 1
Fig. 2 Macchia su Stazione a terra

Il 1 agosto, l’annuncio dell’avvio dei lavori per la realizzazione dell’impianto viene salutato con tanti sorrisi. La seggiovia da costruire nel cuore del Parco nazionale della Maiella per le associazioni è dannosa per l’ambiente, economicamente inutile a lungo termine e rappresenta uno spreco di risorse pubbliche. Sarebbe un’opera di ammodernamento di un vecchio skilift di una società fallita 15 anni fa. Ad immortalare la felicità, forse di circostanza, delle personalità presenti in sala consiliare sono alcune immagini (Fig. 1). Infondo a destra non manca una divisa e sono riconoscibili nel gruppo il sindaco di Pizzoferrato (Ch), Palmerino Fagnilli e il primo cittadino di Gamberale, Maurizio Bucci. Il 17 agosto un altro scatto (Fig. 2) documenta la stazione di partenza a terra della seggiovia. Gli ecologisti notano una preoccupante macchia, una strana gora scura, sul prato circostante la struttura. Potrebbe trattarsi di olio e grasso assorbiti e sparsi sul terreno dell’area protetta? “Continuare a cementificare aree importanti per l’orso ignorando i cambiamenti climatici è un inutile spreco di soldi” sottolineano le associazioni ambientaliste.

Antefatto. L’intervento è stato approvato dal Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale, nella Via però sono state imposte, per i lavori, varie prescrizioni. Tra queste quella di munirsi di un aggiornato parere del Parco nazionale della Maiella. In primis, il Parco Maiella in passato, è già accaduto, non si è opposto all’opera ma dovrà esprimersi di nuovo, concedendo o negando, il nulla osta. A detta dei legali messi in campo dalle 3 associazioni ambientaliste, Michele Pezone e Herbert Simone, la Via regionale (parere n. 2788 del 30 maggio 2018) presenterebbe profili viziati d’illegittimità, per la decisione del ricorso alla giustizia amministrativa contro il parere del Comitato regionale Via bisognerà comunque attendere ancora 22 giorni.

Intanto è disposto il blocco parziale dei lavori per l’impianto scioviario in località La Forcella, il decreto cautelare è stato emesso dal Tar proprio a  tutela della sorgente. Al giudice amministrativo, Salviamo l’Orso, Wwf e Lipu chiedono però qualcosa di più efficace: l’annullamento dell’intervento complessico, previa sospensione del parere favorevole con prescrizioni del Comitato Via e della deliberazione del Consiglio comunale, il progetto è  quello di ristrutturazione e ammodernamento di un impianto scioviario nel centro turistico Oasi del Cervo di Gamberale, nel Parco Maiella.

“I lavori sono partiti il 1 agosto, consistono in impattanti opere di sbancamento di terreni e addirittura di captazione in sorgente, opera quest’ultima non solo negativa dal punto di vista ambientale, ma con potenziali influssi sul regime di circolazione delle acque sotterranee e sulle sorgenti di acqua potabile e sulla quale la Regione Abruzzo al momento non si è in alcun modo espressa – spiegano le associazioni ecologiste – Il presidente del Tar dell’Aquila, Antonio Amicuzzi, ha emesso in proposito un decreto cautelare con il quale ha sospeso i lavori riguardanti l’adduzione di acqua da detta sorgente ritenendo sussistere per questi lavori i requisiti dell’estrema gravità e urgenza, tali da non consentire neppure di attendere fino all’udienza del 12 settembre, quando verrà valutata, sempre in sede cautelare, la richiesta presentata dalle associazioni di sospensiva integrale dei lavori perché secondo le ricorrenti l’opera è dannosa per l’ambiente, inutile per il territorio e per la sua economia a lungo termine e rappresenta un sostanziale spreco di risorse pubbliche”. Motivi già ampiamente illustrati sia nell’istanza cautelare che nel ricorso introduttivo del giudizio e nel ricorso per motivi aggiunti.

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