Con mamma orsa si lavora sempre per la convivenza, ora più che mai

Dopo la segnalazione della presenza dell’orsa Peppina accompagnata dai suoi 3 cuccioli a Vallelarga di Pettorano sul Gizio ( Aq) il lavoro dei volontari delle associazioni Salviamo l’Orso, Dalla Parte dell’Orso e Wwf si concentra sul controllo e la manutenzione dei circa 100 recinti elettrificati consegnati ed installati nel territorio dal 2014 ad oggi.

Le misure e le azioni messe in campo in questi ultimi 5 anni vengono ora messe alla prova ed è quindi il momento di rimboccarsi ancora una volta le maniche per lavorare alla costruzione di una Bear smart community, una comunità dove la convivenza tra orso e attività umane sia garantita da tutta una serie di buone pratiche ed accorgimenti tesi a dare sicurezza a tutti. “L’allarme infondato lanciato dal solito scemo del villaggio che in preda a note fobie personali si è auto-nominato portavoce di un fantomatico comitato di residenti, risulta ancor più ridicolo se confrontato con la reazione saggia e pacata di colui che ha subito danni dell’incursione di Peppina e che sa bene che la Riserva e le associazioni sono pronte a rifondere il danno ed a fornirlo di un recinto elettrificato nel caso volesse ricostituire il suo piccolo pollaio – scrive in una nota il presidente di Slo Stefano Orlandini – La malafede di chi diffonde allarmismi ingiustificati è invece evidente e la fonte è talmente squalificata che si fa fatica a capire come certa stampa possa dar credito a personaggi del genere esponendosi poi a figure peregrine”.

La vera notizia è la comparsa di una famiglia ursina fuori dal Parco nazionale d’Abruzxo, Lazio e Molise, tra la Maiella e le montagne della Riserva del Genzana e che questo accada nelle vicinanze di Pettorano uno dei borghi piu belli d’Abruzzo che da molti anni ha scommesso sulla valorizzazione delle sue ricchezze ambientali e che da questo evento è reso ancor più suggestivo e pieno di fascino. “Non resta che continuare a lavorare sodo per tenere Peppina ed i suoi cuccioli lontano da fonti alimentari facili scoraggiandola così dall’avvicinarsi ai centri abitati – conclude Orlandini – É quello che abbiamo fatto negli ultimi 4 anni ed è ciò che faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.