Il ritorno di Peppina. Pollai nel Mirino: Basta un Recinto Elettrificato per evitare le Incursioni dell’Orso

L’emozione toglie il fiato, ma qualcuno già semina terrore. Il ritorno dell’orsa Peppina agita gli animi a Vallelarga, frazione di Pettorano sul Gizio, dove mamma orsa è stata ieri con i suoi 3 cuccioli. Bilancio della serata: 4 polli e 5 conigli in meno nel ricovero di galline di un insegnante in pensione. Peppina si è recata a case Macilli a mangiare proprio in un pollaio sguarnito di recinto elettrico, questo è il problema.

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Introdacqua, altro pollaio peligno nel mirino dell'orso Report-age.com 2016
Pollai ne mirino basta un recinto elettrificato per evitare le incursioni dell’orso

La soluzione c’è ma di prevenzione non vogliono proprio saperne alcuni che si affidano al caso, alla fortuna o ad eventuali super poteri e alla speranza che non tocchi proprio a loro. Anche dopo quel che è accaduto settembre 2014. Eppure l’orso è una presenza preziosa per il territorio, va protetto e spinto a trovare cibo lontano dai paesi e dalle periferie dove resta ancora facile trovare da masticare per l’animale. La prima cosa da fare è chiedere l’installazione dei recinti elettrici perché a Vallelarga, frazione di Pettorano, non sono in molti ad averlo montato nei ricoveri degli animali e l’orso lo sa. Non credete? L’orso non è stupido, ha memoria e fa molti chilometri per mangiare e torna là dove sa di trovare cibo con facilità e senza prendersi la scossetta. Nell’area al confine tra Sulmona e Pettorano, i volontari delle associazioni Dalla parte dell’orso (pagina Facebook qui) e Salviamo l’orso non hanno installato molti recinti elettrificati, non c’è stata tanta richiesta. Nei luoghi in cui hanno operato però l’orsa da tempo ha rinunciato all’impresa di entrare nei pollai perché le strutture sono attrezzate di tutto punto per respingere il plantigrado senza danni. Prevenzione significa evitare problemi che puntualmente si ripresentano se non provvediamo. Inoltre, contribuire a tutelare questa specie in via d’estinzione, nemmeno 50 esemplari sono rimasti, è un dovere. Prevenzione, cosa a cui evidentemente molti non pensano preoccupandosi a tragedia avvenuta e poi ancora dimenticando. La stalla va chiusa prima.

Calma e ragioniamo, prima dell’irreparabile. In primis, guidare con prudenza sulla statale 17 e la strade limitrofe, soprattutto tra Pettorano e Sulmona. Per i pollai non protetti è opportuno rivolgersi alle associazioni Dalla parte dell’orsoo (pagina Facebook qui) e SLO ( Facebook qui) da anni a disposizione per contenere le incursioni dell’Orso bruno marsicano nelle aree interne d’Abruzzo. Il mammifero sta per entrare nella fase più affamata dell’anno, l’ Iperfagia, e se cominciamo ad agitarci sin da ora non arriverà all’Inverno, vista la cattiveria che c’è in giro. L’orso deve accumulare grassi per il letargo e va spinto lontano dai centri abitati. Come? Togliendogli la possibilità di trovare cibo in paese e in città. Proteggendo i pollai e le arnie con i recinti elettrificati. Di frutta ce n’è abbastanza quest’anno per lui. Proprio ai volontari delle 2 associazioni si può chiedere l’istallazione dei recinti elettrici, i ragazzi provvederanno gratuitamente grazie ad un progetto finanziato dalla Regione.

Non c’è d’avere paura basta ragionare un tantino lasciando ai folli i 15 minuti di notorietà che capitano, a tutti, una volta nella vita. Ai proprietari dei pollai, senza recinto elettrificato, consigliamo di mettersi subito in contatto con le associazioni per evitare, insieme a noi, che i 3 cuccioli di Peppina diventino orsi confidenti come la mamma.

mariatrozzi77@gmail.com

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