Monitoraggio su infrastrutture. Una task force vigilerà su quelle a rischio e su interventi necessari

“Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha formalmente avviato, con la massima urgenza, un’azione di monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione delle opere – annuncia il sottosegretario Gianluca Vacca – A stretto giro si invierà a enti e soggetti gestori una comunicazione formale in cui si chiede, entro il 1 settembre, di segnalare al ministero gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di  competenza, corredando le relative segnalazioni di attestazioni tecniche e indicazioni di priorità”.

Aggiornamento 1, 2 e 3

Viadotto Popoli lavori Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
A 24 viadotto Popoi autostrada foto Trozzi

In seguito il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, guidato da Danilo Toninelli invierà una task force di dirigenti del Mit ed esperti indipendenti, sotto il coordinamento della struttura tecnica di missione, che avrà il compito di vigilare sullo stato di salute delle infrastrutture segnalate. “Nello specifico, per le autostrade A24 e A25 il governo ha già predisposto gli atti per mettere in campo le risorse necessarie volte a lavori di urgenza e per contenere le tariffe – continua il sottosegretario alla cultura Vacca – Queste autostrade sono tra le più costose d’Italia e negli ultimi anni hanno subito degli aumenti vertiginosi dei pedaggi. La società che le gestisce, Strada dei Parchi (gruppo Toto) oltre ai pedaggi ha un introito economico dovuto ai lavori di gestione e manutenzione. Infatti, può assegnare in house, cioè a società riconducibili allo stesso gruppo imprenditoriale che gestisce le autostrade, la realizzazione dei lavori sulle autostrade in concessione. Quindi per il concessionario un doppio introito, dai pedaggi e dai lavori svolti sulle autostrade. Anche per questo il governo ha avviato un riesame del sistema di gestione delle autostrade, intenzionato a rivedere la concessione anche per quanto riguarda Strada dei Parchi – conclude il vice ministro abruzzese – sono stati fatti accordi che non hanno avuto come principale fine gli interessi dei cittadini. É ora di cambiare passo! E qualora fosse necessario riportare sotto la gestione pubblica le autostrade il governo potrebbe perseguire anche in questa direzione. Sarà fatta anche un’attenta verifica sulla solidità economico finanziaria del concessionario poiché dopo aver proposto dei piani di investimento di svariati miliardi contestualmente non riesce a garantire la disponibilità finanziaria per effettuare i lavori di manutenzione tanto da aspettare ulteriori fondi dallo Stato”.

“Sono convinto che oggi il compito delle istituzioni sia quello di farsi carico dell’impegno che eventi come quello di Genova non si verifichino più – scrive in una nota (18.8.2018) il coordinatore della Commissione regionale ambiente e territorio. Pierpaolo Pietrucci – Convocherò a breve d’intesa con il collega Riccardo Mercante del Movimento 5 Stelle una seduta della Commissione infrastrutture del Consiglio regionale, di cui sono presidente, per arrivare a tracciare un quadro definito e circostanziato degli interventi di cui necessita il nostro sistema infrastrutturale, a cominciare naturalmente dai ponti, dai viadotti, dagli assi strategici”. Saranno convocati in  commissione  i rappresentanti dei sindacati e il Codacons (da cui sono arrivate precisazioni e denunce), Strada dei Parchi e Anas, i Comuni e le Province,  enti e strutture a cui fanno capo le competenze sulle infrastrutture. Si tratta di gestori di “Strutture che in molti casi sono state sottoposte, negli ultimi anni, a tagli e compressioni di spesa o sono intrappolate in infernali meccanismi burocratici che hanno finito con il rendere più difficoltosi i necessari interventi di manutenzione – aggiunge Pietrucci – Dovrà essere chiaro, a partire dal criterio della sicurezza degli utenti e quindi dei cittadini, dove è più urgente intervenire e, se chi deve farlo si trova impossibilitato, dovrà essere la Regione a farsene carico, direttamente o facendosi portavoce delle istanze nei confronti del governo, per fare in modo che gli interventi si facciano in tempi rapidissimi. Una esigenza che è ancora più urgente in Abruzzo, regione sottoposta a svariati rischi e sollecitazioni, a cominciare da quelli sismici. Le recenti scosse nel vicino Molise non fanno che ricordarcelo. Non è il momento delle zuffe e degli scaricabarile, chiunque abbia un ruolo di rappresentanza istituzionale o di responsabilità tecnica, deve agire – conclude il consigliere regionale – Ci sono le competenze per porre rimedio a una situazione incancrenita per avviare una nuova stagione all’insegna della cura del territorio e delle infrastrutture, capendo dove operare e dando la possibilità, a chi deve, di farlo, rimediando alla scelte sbagliate del passato e senza eliminare quelle giuste”.

Certificato di salute infrastrutture Sulmona(Aq)