I furbetti del parcheggino sul ponte realizzato da Morandi forse vietato alla sosta dei veicoli

Sulmona (Aq). Divieto di sosta su ponte Capograssi forse, ma anche se fosse, in questa città non mancano i furbetti del parcheggino quando invece andrebbe evitata la sosta prolungata sul ponte soprattutto se il terremoto si fa risentire, puntuale ogni anno. E in Comune non c’è traccia di un’ordinanza annunciata che vieta di lasciare i mezzi sull’infrastruttura che sovrasta il fiume Vella, realizzata dall’architetto Riccardo Morandi.

Aggiornamento

L’opera d’arte sulmonese costruita dall’ingegnere Riccardo Morandi é sorvegliata speciale dal collasso del ponte Morandi di Genova, il 14 agosto, viadotto che lo stesso ingegnere realizzò tra il ’60 e il ’64, arrivato ai nostri giorni malconcio e malandato, quello ligure. La manutenzione potrebbe essere stata una delle cause del crollo sulla scia di quanto accaduto per il ponte gemello di Maracaibo (Libia) e per il ponte morandiano di Agrigento (Sicilia). C’è sempre un ‘ma’ perché il ponte sul mare é stato gravemente danneggiato da una nave e il secondo é stato subito chiuso dopo gli esposti alla procura dei cittadini preoccupati per lo stato di manutenzione dell’infrastruttura. Il viadotto siciliano fu chiuso al traffico, quello di Genova, mal ridotto, è rimasto chiuso per qualche intervento, ma era comunque aperto.

Per il ponte nuovo,oggi ponte Capograssi realizzato sul Vella tra il 1960/61 non è mai mancato un costante monitoraggio dopo i terremoti succeduti nella valle Peligna, area a massimo rischio sismico. E quando non ci ha pensato l’amministrazione comunale se ne sono occupati i cittadini a ricordare di eseguire controlli sull’opera. L’assessore comunale Nicola Angelucci avrebbe disposto verifiche sul ponte Capograssi e sarebbe scattato un divieto di sosta sull’area, ma il provvedimento amministrativo non sembra sia stato emesso. Nessun avviso, alcun segnale di divieto e vigile urbano sul posto, utile per ogni evenienza e nessuna contravvenzione sarebbe stata ancora elevata ai testardi, al momento 5, disposti a sacrificare le loro auto per ore sospese sull’infrastruttura, considerata solida dall’imprenditore edile Pasquale Di Toro che si occupa soprattutto di recupero degli edifici: “Le auto non andrebbero parcheggiate sul ponte, ma l’incasso giornaliero è un forte richiamo a far finta di non sapere della distribuzione anomala dei carichi. Il nostro ponte é stabile, ma è assurdo tenere ferme oltre 30 auto, tutte da un lato. Meglio non rischiare in caso di sisma? Si potrebbero fare parcheggi al centro e sulle vie laterali rendendolo molto più sicuro”.

Intanto la terra continua a tremare, ieri sera un’altra scossa, stesso epicentro e magnitudo della prima, ha fatto tremare con spavento anche la valle Peligna eppure non mancano i Cuor di leone, i furbetti del parcheggino. Saranno imparentati con carrozzieri e sfasciacarrozze? Di certo sono poco interessati ai baricentri.

Nulla di fatto poi per le scuole che sono realizzate in cemento armato e che presto riapriranno. Il caso di ponte Morandi avrebbe potuto ispirare qualche amministratore per intervenire a risolvere altri e più gravi problemi, ma in via Mazara a malapena si ricorda che l’istituto tecnico per geometri della città dei confetti, chiuso dal 2014 come l’istituto commerciale, è proprio intitolato all’ingegnere che costruì il ponte di collegamento tra Sulmona e la piana della Potenza. Non è stato preso alcun provvedimento per gli edifici scolastici e pubblici da riaprire a metà settembre. S’interviene sempre troppo tardi e in modo disorganizzato.