Allagato il sottopasso della litoranea Postilli-Riccio: 10 milioni di euro buttati

Gli esperti messi in campo dal Wwf zona Frentana e costa Teatina hanno previsto i grandi disagi che sarebbero sorti dal sottopasso. Puntuale oggi l’allagamento del tunnel e i disagi che, segnalavano i tecnici, avrebbe richiesto una manutenzione impegnativa e dispendiosa, fondi pubblici, per il buon funzionamento delle pompe.

“Per i residenti sarebbe stato di gran lunga più utile implementare la strada esistente a ridosso della ferrovia e portare i servizi essenziali, come la rete fognaria che ancora manca” interviene Fabrizia Arduini, presidente del Wwf zona Frentana e costa Teatina che da tempo ha sollevato perplessità e mosso serie critiche sulla realizzazione di questa ennesima opera a ridosso del mare, la litoranea che dalla frazione di Postilli arriva alla stazione ferroviaria di Tollo ad Ortona.

Senza trascurare la valenza naturalistica dell’area che il Piano regionale paesistico inquadra, in parte, come zona A1- conservazione integrale e per la maggiore estensione in zona A2, conservazione parziale. “Tale valenza era stata ribadita anche dal Parere del Comitato regionale dei beni ambientali n. 94/369 del 18 marzo 1993. “Per ovviare a questi vincoli, la litoranea divenne un asse di potenziamento delle infrastrutture finalizzato al superamento dei nodi infrastrutturali, per potenziare il ruolo dell’Abruzzo quale porta d’accesso per i traffici commerciali nazionali e per quelli provenienti dall’estero (in particolare dall’Est Europeo) – spiega Arduini – Non crediamo che quel troncone di strada, costato alla collettività più di 10 milioni di euro, abbia rafforzato alcunché crediamo invece che abbia ulteriormente penalizzato i residenti che si ritrovano tra un mare in ingressione e una strada insicura – aggiunge la presidente Wwf zona Frentana e costa Teatina – La speranza è che l’attuale amministrazione, che ha già dimostrato una sensibilità in più verso le tematiche ambientali, nel nuovo Piano demaniale marittimo di Ortona, rafforzi ulteriormente le valenze ambientali dell’area che vanno da Postilli al Riccio, nell’interesse della collettività. I sistemi naturali efficienti sono la migliore barriera contro l’inesorabile avanzata del mare, nonché la migliore fotografia per quel turismo crescente che fugge dagli stabilimenti e dal cemento. Il sistema dunale deve essere lasciato alla sua naturale crescita anche davanti ai manufatti esistenti con recinzioni leggere e passerelle di legno. Inoltre, il Fratino uccello simbolo della nostra costa deve essere protetto da ingerenze sia umane che dagli amici a quattro zampe che ne disturbano la nidificazione. Consumo del territorio zero è l’obiettivo. Non fare questo, significa non avere nessun rispetto per alcuno, men che meno una idea di sviluppo vincente.- conclude Arduini – Ortona ha ancora la fortuna di avere gioielli di straordinaria bellezza come questa spiaggia, i Ripari di Giobbe, l’Acqua bella, la spiaggia Cintioni, unicità su cui puntare con determinazione”.