Tragedia ponte Morandi, l’ingegnere realizzò anche in Abruzzo dei capolavori

Le manutenzioni vanno programmate, eseguite, poi ancora verificate, ogni anno e tutto l’anno, per le infrastrutture soprattutto se realizzate in aree a massimo rischio sismico, con faglie attive, in alta quota o a rischio idrogeologico e sulla costa. I cantieri dovrebbero essere sempre aperti come accade per le grandi opere americane.

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Non è colpa di Riccardo Morandi che costruì dappertutto in Italia, anche in Abruzzo oltre che in Liguria e all’estero. Il compianto e minuto ingegnere fu garante del buon nome dell’Italia e dei suoi figli, costruttori del futuro.

Progetto di collegamento tra Sulmona e Piana dea Potenza ovvero Ponte Capograssi

Immagine Vigili del fuoco Genova

A Genova tra il 1960/64 Morandi progettò e realizzò il viadotto sul torrente Polcevera, per l’autostrada Genova-Savona (A10) che oggi a Mezzogiorno per 200 metri ha ceduto con un bilancio gravissimo: oltre 39 vittime e tra queste 3 bambini e 16 feriti, di cui 9 in codice rosso, i dispersi sarebbero circa 8 (dati delle ore 14.33 del 15 agosto) e oltre 634 sono gli sfollati, in 604 hanno trovato accoglienza da amici, parenti e fuori città e 30 ospitati in albergo. Le case sotto il trocone saranno abbattute e il governo ha già annunciato che saranno assegnate nuove abitazioni agli sfollati. “Stiamo estraendo ancora vittime – dichiara il comandante dei vigili del fuoco Gioacchino Giomi – si procede su più fronti, si stanno rimuovendo le macerie dall’alveo del fiume e sono state evacuate le aree a rischio”. Dalla Protezione civile la previsione che il tempo possa peggiorare e che i detriti sul torrente possano ingrossarlo impongono di rimuoverli il prima possibile e anche su questo l’esecutivo si sta muovendo. I vigili del fuoco parlano di problemi di stabilitá ad un pilone e così gli sfollati hanno avuto 15 minuti per sgomberare dalla zona rossa, ma le ricerche non sono state sospese.

S’indaga per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. In sopralluogo il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi: “Non è stata sicuramenre una fatalità”. Si procede all’acquisizione di atti sul progetto e sulla manutenzione. A causare il crollo potrebbe essere stato il cedimento di uno strallo (braccio d’acciaio e cemento) della pila 9 che é il piano crollato. Dei testimoni hanno visto spezzarsi 2 altri stralli.

Non sono in discussione le capacità dell’ingegnere Morandi, il più grande progettista al mondo di grandi strutture e ponti in cemento armato e precompresso, profondo conoscitore e studioso di fisica, ingegneria e materiali di cui sperimentava caratteristiche, vulnerabilità e qualità. In dubbio sono gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza, le verifiche di staticità e vulnerabilità, insomma i controlli ordinari e straordinari che si devono garantire alle comunità per queste vere opere strategiche. Eppure il ponte era monitorato trimestralmente, fa sapere la Società autostrade, spunta il bando per un intervento sulle pile, di maggio e ad ottobre sarebbero dovuti partire i lavori. Oltre 1 miliardo di euro speso ogni anno (dal 2012 al 2017) anche per la sicurezza, scrive la Spa che gestisce l’autostrada con il titolo in borsa crollato. Nel bilancio le spese di manutenzione però risultano ridotte rispetto al passato.

Stiamo pagando anche in termini di vite umane per queste imponenti infrastrutture, trascurate, e per il patto di stabilità che tiene in pugno centinaia di persone soprattutto se si costruisce in aree a massimo rischio sismico e a rischio idrogeologico. E la burocrazia fa morire le persone? Senza allarmismi si procederà ad un completo controllo, viadotto per viadotto, delle infrastrutture, annuncia il ministro Matteo Salvini.

In Liguria da ore piove abbondantemente, la Protezione civile ha dichiarato l’allerta arancione e una parte del chilometro del ponte Morandi era sottoposto anche ad un intervento di sistemazione, a provarlo è una gru, dicono, presente da qualche giorno. Lo stato precedente della struttura dicono fosse pietoso. Si parla di cedimento strutturale all’altezza di via Walter Fillak (Sampierdarena) dove le carreggiate del viadotto sono piombate con un volo da 90 metri d’altezza, quasi contemporaneamente ad una specie di scarica elettrica tra un banco di nubi che ha illuminato l’area del crollo per qualche centesimo di secondo. Un testimone ha dichiarato di aver notato un fulmine sul ponte, appena prima del crollo.

A Genova, la città delle alluvioni, ponte Morandi della A10 è uno degli snodi principali di collegamento del capoluogo ligure, attraversa mezza città e scavalca 2 quartieri, Cornigliano e Sampierdarena, con decine di abitazioni e negozi alla base. Dell’alternativa a questo tracciato si parla da oltre 3 decenni: Gronda, 70 km di ‘opera strategica’ per l’ex ministro Delrio. Utile per recuperare un capro espiatorio che distragga dalle responsabilità di non aver provveduto a monitorare come si doveva per una struttura tanto particolare. Dai cittadini è definito anche ponte di Brooklyn per la sua lontana somiglianza al ponte d’acciaio che collega l’isola di Manhattan e il quartiere di Brooklyn a New York. In America per il ponte il cantiere é sempre aperto. Il Italia sarebbe impensabileArrivato il premier Costa che in ospedale ha fatto visita al Vigile del fuoco sopravvissuto al crollo.

Perché è crollato il ponte? Quello di 3,8 km realizzato da Morandi ad Agrigento, in Sicilia, è stato chiuso dall’Anas su segnalazione ed esposto alla procura. E quello di Genova? Era a pezzi, ma aperto. Nel ’95 era già sotto intervento. Intervento con cavi esterni e controllo degli stralli, quelli più usurati della pila 11. Poi per 20 anni più nulla, a riaccendere i fari richiamando l’attenzione sul ponte sono state le interrogazioni alla Camera del 2015 e proprio in quell’anno ripartono i progetti di intervento sulla infrastruttura, considerata da molti un’opera d’arte. L’ingegnere Antonio Brencich: “Molti pensavano che fosse un capolavoro d’ingegneria. Secondo me no. La torre di sostegno non deve crollare per il cedimento di uno strallo” parla di collasso, è convinto che la struttura fosse un azzardo sin dall’inizio e che avesse una criticità, anzi diverse. Fa l’esempio del ponte gemello sul mare a Maracaibo in Libia, con una nave che per un guasto elettrico finì su 2 piloni distruggendone un tratto. Si doveva prevedere anche questo per la colonna vertebrale di Genova? “50 anni un ponte é giovane” esclama l’ingegnere che evidenzia l’accelerazione dell’usura per le 2 opere. Il carico immaginabile di traffico per il futuro? No, alibi inutile per il crollo del ponte e l’infrastrutturanel 2015 ha meritato delle interrogazioni alla Camera sullo stato pietoso in cui versava ed era lasciata. In quell’anno, riferiscono dalla società, si procede al controllo di altri stralli.

Altra questione. Se i fondi disponibili stanziati sono disponibili solo dopo anni per a messa in sicurezza urgente, come si fa per le concessionarie anticipare milioni e milioni per i lavori? Società autostrade è quotata in borsa, ha diviso utili importanti e risulta essere anche il controllore di se stesso per le verifiche con autocertificazioni della struttura, ma anche qui c’è da ridiscutere. Dal 2007, era ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, è stato previsto per contratto il controllo dello Stato sui lavori di manutenzione della infrastruttura cedute ad Aspi. Dunque anche lo Stato ha le sue responsabilità per il collasso dell’opera, altro che revoca della concessione, che abbia o meno controllato gli interventi di manutenzione su troncone autostradale. Il dato per gli investimenti in manutenzione più recenti, nel bilancio della società, è comunque in diminuzione in quest’ultimo anno per la società, in ottima salute finanziaria prima del cedimento.

Il governo e l’interruzione della concessione a Autostrade per l’Italia (Aspi), non accennata nel comunicato ufficiale dei vertici dell’esecutivo. Sarà difficile realizzare il proposito perché il crollo di un ponte non giustifica la revoca della concessione e anche perché la società si è messa a disposizione e subito resa disponibile a ricostruire un altro porto e garantire un’alternativa autostradale a quel tratto. Se non lo fosse allora si potrebbe ripensare alla concessione. Sulla bretella alternativa al ponte, la costosissima Gronda, al progetto del 2009 si oppose un comitato di cittadini. Anche questa infrastruttura attraverserebbe dall’alto interi quartieri e costerebbe il quadruplo di quanto investito per costuire il ponte. Per la Lega sta bene, ma il Movimento 5 stelle vorrebbe valutare costi e benefici.

Pioggia di calcinacci prima del crollo, raccontano i testimoni. L’ingegnere Brencich, ospite di Inonda su La7, vede pochi ferri tra le macerie. Il portavoce di Aspi parla del ponte Morandi come di un unicum.

I ministri Toninelli e Di Maio dichiarano, rivolgendosi ai Benetton (30% di quote societarie AspI), che saranno controllati i contratti e si valuterà la possibilità di una revoca o sospensione del contratto ad Aspi e dell’applicazione di multe da 150 milioni di euro. Sarà approntato un Piano straordinario sul controllo delle infrastrutture, primo passo per garantire sicurezza al Paese. Per 12 mesi Genova sarà in emergenza e sono già stati stanziati 5 milioni di euro per gestirla oggi nella riunione straordinaria del consiglio dei ministri nel capoluogo ligure.

Ponte nuovo Sulmona (Aq) Foto PdT tutti i diritti riservati

L’ingegnere Morandi in Abruzzo. Un accenno a Ponte Nuovo poi battezzato ponte Tisorgimento e ancora Capograssi: “Quel ponte è un’opera d’ingegneria come quello crollato a Genova” dicono nella città dei confetti. Venne costruito tra il 1960 e il ’62 dall’ingegnere Morandi, realizzato dall’impresa Decina sul fiume Vella, a Sulmona, nell’aquilano. Non solo “In Abruzzo l’ingegnere Riccardo Morandi è noto per aver realizzato tante altre opere, tra le quali si ricordano tra il 1953/55 il cementificio a Scafa San Valentino, Pescara, il ponte sulla statale 80 sul fiume Vomano, a Teramo – a ricordarci del padre di queste importanti infrastrutture che hanno traghettato la regione verde d’Europa nel futuro è l’ingegnere Maurilio Di Giangregorio che nel suo libro Il ponte di Salle (Pe) tratta proprio di quest’opera, la più grande in assoluto, progettata nel 1956 proprio da Morandi per consentire di attraversare comodamente il fiume Orta” (qui per vedere gli originali del progetto del Ponte di collegamento tra Sulmona e la Piana della Potenza, ovvero, ponte Giuseppe Capograssi).

Il Ponte di Salle. Caratteristiche dell’opera: «È stata sicuramente l’opera civile infrastrutturale più ardita del novecento. Il ponte fu realizzato in cemento armato ordinario ad elevata resistenza.Per eseguire i getti fu realizzata una imponente “funicolare”, ed un tratto di binario in decauville. Il montaggio della centina fu fatto con ponteggio in tubi di acciaio del tipo “Innocenti”. Il ponte è ad arcata unica le cui estremità poggiano su plinti incastrati nella roccia delle sponde.L’ampiezza dell’arcata, distanza tra l’intradosso in sommità e il livello dell’acqua del fiume Orta nel periodo di piena, è di 104 metri. La forma geometrica è quella di una “catenaria rovescia”. La distanza tra i plinti di fondazione alla base è di metri 202,70. Un vero capolavoro dell’ingegneria». L’impresa di costruzione: Ing. Rodolfo Stoelcker, Roma. Ingegnere nato in Germania, ma cittadino italiano. Nel biglietto da visita si legge Specialista in cemento armato, fondazioni, palificazioni ed opere idrauliche. Senza dubbio è stata l’impresa che ha realizzato in Italia, nel secolo scorso, le opere più ardite di ingegneria. In Abruzzo si ricordano le più importanti:

  1. Il Ponte Littorio sul fiume Pescara, a Pescara nel 1931, su progetto dell’ing. Arch. Cesare Bazzani;
  2. Il ponte sul fiume Aventino, Casoli, nel 1936;
  3. La Cattedrale dei Marsi, costruita in parte ad Avezzano dopo il terremoto del 13 gennaio 1915, su progetto dell’ing. Sebastiano Bultrini di Villa Romana di Carsoli” conclude ne post l’ingegnere Maurilio Di Giangregorio.

Archivio

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