Casini si dimette da sindaco, è la seconda volta

Cadon giù le stelle a San Lorenzo, così è per il quasi ex presidente e senatore Luciano D’Alfonso e ancora per il sindaco di Sulmona (Aq), Annamaria Casini, appena dimessa. In aula consiliare oggi è andata in scena la farsa del documento sulla sanità, un dramma da campagna elettorale e si tenta di riprendere le redini dei giochi persi anche sull’ospedale di via Mazzini che poteva essere di primo livello e che solo ora il primo cittadino pensa di riunire ai presidi ospedalieri di Popoli (Pe) e Castel di Sangro (Aq). Proprio durante l’intervento del consigliere di maggioranza, Fabio Pingue, Annamaria Casini lascia l’aula, non vuole più ascoltare, eppure il discorso è rivolto a le che è il sindaco di Sulmona.

Aggiornamento

Casini

In una nota, ora arriva lo sfogo del primo cittadino che per la seconda volta si dimette dall’incarico. La prima dimissione è stata protocollata il 27 dicembre e allora il motivo ufficiale era un altro. Il 22 dicembre la presidenza del consiglio dei ministri ha chiuso, sfavorevolmente per la valle Peligna, la procedura per l’autorizzazione della centrale di spinta della Snam. I perfidi sono pronti a replicare che non c’è 2 senza 3 perché così dice il saggio, ma leggendo la nota del sindaco, la situazione sembra davvero irrecuperabile per l’amministrazione comunale e Casini appare esasperata. Non è detto che si faccia in tempo poi per l’appuntamento delle elezioni regionale di febbraio per tornare al voto a Sulmona, per e amministrative.

“Ho sempre lavorato, senza risparmiarmi, al servizio di Sulmona e ad esclusivo interesse della cittadinanza.  Ho sempre pensato che il principale obiettivo di questa Amministrazione fosse quello di dare alla città la stabilità necessaria, unica condizione per consentire la risoluzione di numerosi e grandi problematiche che si trascinano da anni. Ho sempre ritenuto importante riportare questa città alla normalità politica e amministrativa, ecco perché viaggiavo con caparbietà tra mille difficoltà in questa direzione, nonostante la consapevolezza che i risultati si sarebbero visti nel tempo.Mi sono sempre messa a disposizione con grande spirito di servizio e lealtà ad un progetto politico che non era solo il mio. Ho sostenuto e portato avanti con tutte le mie forze un impegno preso con i cittadini di Sulmona, che diedero un consenso altissimo alla nostra proposta, dando fiducia ad una squadra giovane che avrebbe dovuto portare non solo una ventata di novità, ma soprattutto una innovativa progettualità per il bene della città”.

Il sindaco ha 20 giorni di tempo per ripensare alle dimissioni che diventeranno efficaci ed irrevocabili trascorso il termine dalla loro presentazione al consiglio e, in tal caso, si procederà allo scioglimento del consesso ed alla nomina di un commissario (art. 53 III comma del decreto legislativo 267 del18 agosto del 2000). Per la presentazione dell’atto con cui si manifesta la volontà abdicativa, secondo un costante orientamento, il dies a quo per il computo del termine di cui all’art. 53 è il giorno in cui le dimissioni vengono assunte al protocollo dell’ente.  “Nella situazione complessa verificatasi negli ultimi mesi, sia politicamente che amministrativamente, ho combattuto con tenacia e determinazione al fine di evitare un’interruzione del mandato ed un’ulteriore commissariamento che Sulmona non merita – continua Casini – Ho continuato a lottare contro tutto e tutti anche quando sono stata lasciata da sola perfino dalle forze che mi avevano sostenuto fin dall’inizio. Ho portato avanti con forza e determinazione battaglie a salvaguardia della nostra città e del territorio pensando al futuro dei nostri figli, quelle contro il progetto Snam e la chiusura del Tribunale, quelle per una  sanità migliore, i trasporti, quelle per ottenere maggiore sicurezza nel nostro territorio, anche con un nuovo modello di Protezione Civile ottenendo risorse finanziarie a questo scopo e quelle per realizzare uno sportello unico di progettazione europea, per lo sviluppo della nostra città. E poi la riorganizzazione degli uffici comunali, anche questa fin ora ostaggio di tensioni e veti di cui se ne sono fatti protagonisti proprio quei consiglieri che stanno operando per indebolire la maggioranza, facendo venir meno anche in aula presenza e dibattito. Ed ancora la ricostruzione, con il potenziamento dell’ufficio sisma, la gestione associata dei servizi sociali, l’edilizia scolastica, un percorso di rilancio culturale. Ma tante altre cose sono state seminate, perché è il tempo che può dare soddisfazione a tante energie progettuali di un Amministrazione che vuole incidere veramente.

Due anni che hanno visto una faticosissima azione per far risalire la china ad una città martoriata da anni di instabilità, mal governo, dissidi e divisioni. Pochi mesi fa era stato finalmente raggiunto un equilibrio politico con il coinvolgimento attivo di tutti i gruppi in una nuova giunta espressione di una maggioranza rinforzata con una riorganizzazione delle deleghe funzionale a valorizzare le singole competenze e affrontare al meglio tutte queste sfide, e si stava portando avanti il lavoro in maniera proficua, in un clima positivo e collaborativo. Il Comune di Sulmona non può essere trattato come  un tavolo di poker, dove si rilancia ad ogni giro  per  accaparrarsi un piatto che rischia di rivelarsi perfino vuoto, visto che i temi concreti e le politiche per la città lasciano il passo a sterili discussioni su posizioni di forza tra i singoli gruppi.

Dopo mesi di tira e molla, di discussioni inutili, caratterizzate da poca sostanza sollevate da singoli consiglieri e dei loro sfoghi sulla stampa, sarebbe stato logico che arrivassero a scelte individuali conseguenziali e responsabilmente coerenti. Ma niente. Ho assistito ad azioni di consiglieri comunali, che, in questi anni, anziché lavorare con progetti per la città, hanno profuso tanta energia solo per indebolire questa Amministrazione, ne è prova la scarsissima attività di Commissione su temi o proposte politiche da presentare in aula, dove invece si assisteva ad assenze strategiche o a interventi inopportuni a difesa del proprio operato politico. La coalizione che ha sostenuto questo progetto oggi ha dimostrato di essere di fatto venuta meno, attraverso azioni ed omissioni indebolendo il progetto politico che doveva essere di reale cambiamento, per ideali e azioni.

Oggi c’è stata l’ultima e più grave dimostrazione di come si stia giocando sulla pelle delle persone e della città. E a questo gioco io non ci sto. Ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità rispetto ad un progetto che non è solo del sindaco, ma è di un intero gruppo, una maggioranza incartata su discussioni sterili che poco hanno a che fare con il bene di Sulmona. Non hanno avuto il coraggio nè la giusta maturità di affrontare in modo deciso i problemi per portarli ad una risoluzione positiva insieme o di rinunciare alla poltrona. Mi assumo, come ho sempre fatto, le mie responsabilità e anche per loro conto, con grande dolore e rammarico per tutto quanto avrei voluto continuare a fare per la mia città, ho deciso di concludere il mandato prematuramente.  Ritengo questa inutile litigiosità, che sa di vecchia politica e che tanto ho cercato di contrastare,  di fatto, la vera causa della mia sofferta decisione.

Il mio è un atto di grande coraggio in quanto ritengo che non sia rispettoso nei confronti della città restare a lottare inutilmente tra le beghe politiche o presunte tali, che nulla hanno a che fare con il mio modo di intendere la politica e di operare per risolvere i problemi di Sulmona. Beghe che hanno di fatto minato e rallentato l’azione Amministrativa. Voglio ringraziare i numerosi cittadini che mi hanno manifestato in questi anni e soprattutto in questi ultimi mesi il loro sostegno e tutti coloro che mi hanno incoraggiato a tenere duro e a non mollare, consapevoli delle numerose difficoltà e della complessa situazione in atto. Sono stati per me la forza che mi ha consentito di guidare un’ Amministrazione concentrata sui problemi della comunità, in una faticosissima azione per far risalire la china ad una città martoriata da anni di instabilità, mal governo, dissidi e divisioni  che hanno minato nel tempo anche il buon andamento della macchina amministrativa”. conclude il sindaco Casini.

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