Calendario venatorio. Il Wwf segnalerà chi insiste su scelte già bocciate impoverendo la Regione

La fauna è patrimonio indisponibile, non un trastullo dei cacciatori. Così il Wwf commenta la novità del calendario venatorio 2018/2019 di anticipare l’apertura della caccia a settembre. L’associazione del Panda annuncia che segnalerà alla Corte dei Conti le scelte, già bocciate con precedenti sentenze, di politici e funzionari che continuano a sostenerle determinando uno sperpero di denaro a carico della comunità.

Aggiornamento

In breve, tutte le sentenze emesse dal 2010 a oggi sono favorevoli alle tesi degli ambientalisti ed è assurdo che la Regione cerchi costantemente di non tenerne conto, spendendo denaro pubblico poi per sostenere queste assurde posizione innanzi al giudice amministrativo che boccia puntualmente questi maldestri tentativi di accontentare le doppiette, ma a spese degli abruzzesi e del patrimonio faunistico regionale.

Il Wwf ha ufficialmente incaricato Michele Pezone, avvocato che con ottimi risultati si prende cura dei ricorsi dell’associazione ambientalista sul tema della caccia, di predisporre un ricorso contro il calendario venatorio 2018-2019 così come approvato dalla Regione Abruzzo. Un calendario che riporta al passato per il via libera alle doppiette già da settembre, spiega il delegato Abruzzo dell’associazione Luciano Di Tizio: “Senza alcuna ragione se non quella di accontentare la parte più retrograda del mondo venatorio. L’anno scorso avevamo elogiato l’assessore all’agricoltura Dino Pepe per aver consentito l’apertura solo dal 1 ottobre. In una regione travolta dagli incendi era anche poco, ma rappresentava comunque un segnale di buona volontà. Quest’anno sono tornati a prevalere gli interessi della minoranza, i cacciatori, rispetto a quelli della collettività e dell’ambiente”. Aggiunge Dante Caserta, vicepresidente Wwf Italia: “Non ci stancheremo mai di ripetere che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato, per legge, dunque non è un trastullo per i cacciatori. Il calendario venatorio deve tenere conto, in primo luogo, dell’esigenza di tutelare questa fauna e non può ignorare le indicazioni dell’Istituto superiore per la tutela e la ricerca ambientale (Ispra) e, peggio, far finta che non siano state emesse sentenze precedenti che hanno sancito precise disposizioni”. Il Wwf Abruzzo si rivolgerà alla corte dei Conti “Forti del precedente  di una condanna al risarcimento di un assessore e di un dirigente, di recente, proprio su tematiche legate alla caccia  – annuncia e conclude Luciano Di Tizio – Ci sembra assurdo che si possa insistere su scelte già bocciate in sentenze passate in giudicato: politici e funzionari non possono sprecare in tal modo denaro pubblico senza risponderne personalmente”.