Siti inquinati ex Montecatini primo sì del ministero alla rimozione dei rifiuti

Per i siti inquinati di Bussi Officine e Piano d’Orta un duplice decreto, primo sì del ministero dell’Ambiente che dà il via libera alle prime rimozioni di rifiuti del Polo chimico ex Montedison, in val Pescara.

Sito Piano d’Orta

Il provvedimento della direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque del dicastero  prevede, per l’area ex Montecatini di Piano d’Orta, chesaranno rimossi i rifiuti di produzione, compresi quelli frammisti a i materiali inerti rivenuti nei punti di indagine R3 e R5. L’intervento è contenuto nel documento Analisi di rischio e progetto operativo di bonifica trasmesso dalla Edison spa il 20 febbraio, con alcune condizioni. Nulla di fatto invece per l’Analisi di rischio e per l’intervento di rimozione dei terreni contaminati per la stessa area. Lo annuncia in una nota il Wwf Abruzzo sottolineando che la rimozione dei rifiuti sarà possibile a condizione che siano rispettate alcune prescrizioni: “A seguito della rimozione si dovrà procedere alla caratterizzazione del fondo e delle pareti degli scavi e alla prosecuzione della bonifica e inoltre tutte le attività dovranno essere preventivamente concordate ed eseguite secondo le modalità operative indicate dall’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) Abruzzo e dall’Ausl Pescara. Per quanto riguarda invece l’Analisi di rischio il ministero dell’Ambiente chiede che il documento sia adeguato alle prescrizioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e alle indicazioni tecniche di Arta Abruzzo. In pratica, Ispra ritiene che la bonifica debba essere portata avanti con l’ottica di garantire la piena fruibilità dell’area enon considerandone una futura cementificazione; che debba essere approfondita l’analisi in relazione alla presenza di arsenico volatile e non volatile; che sia da elaborare un Piano di interventi di bonifica per fasi e per aree in modo da diversificare gli interventi per le aree libere e quelle in cui sono presenti edifici. Come conseguenza della bocciatura dell’analisi di rischio, il ministero considera non approvabile anche l’intervento di rimozione dei terreni contaminati”.

Giugno 2015 Discarica Bussi: Papavero della Tremonti (Foto Trozzi)

Per la Discarica Tre Monti il ministero ha approvato il Piano di interventi di rimozione rifiuti, a condizione che siano rispettate alcune prescrizioni che vanno dalle azioni da coordinare con Strada dei Parchi, (società che gestisce l’ autostrada con i viadotti fissati sulla Tre monti) per le aree di quest’ultima incluse nella discarica, alle modalità del piano di campionamento dei rifiuti e l’attribuzione dei codici Cer da concordare con Arta Abruzzo, dalla caratterizzazione del fondo e delle pareti degli scavi post rimozione dei rifiuti con prosecuzione della bonifica al ripristino dei piezometri sigillati durante i lavori di rimozione. Questa parte dei lavori, relativa all’area Sud della discarica, dovrebbe riguardare da circa 112 mila m³ di materiali, a fronte dei 130 mila complessivi, comprese le parti di competenza di Strada dei Parchi. Il ministero ha anche approvato il progetto pilota che prevede la bonifica nell’area Nord della discarica attraverso il cosiddetto desorbimento termico. Fermo restando che se l’esperimento non dovesse funzionare si dovrà procedere – citiamo testualmente dal decreto – immediatamente alla rimozione dei rifiuti anche nell’area Nord. Se invece la bonifica termica dovesse funzionare, si potrà procedere alla rimozione dei rifiuti al termine del desorbimento termico. la possibilità che quest’ultimo intervento sia applicato ad un più vasto perimetro della discarica dovrà essere invece valutata più in là, dopo aver verificato l’esito della prova-pilota.

Alla luce di quanto emerso nelle varie riunioni della Conferenza dei Servizi sul tema, il Wwf non ha mai mancato un appuntamento, per l’associazione ambientalista “I decreti notificati oggi alle parti sono ineccepibili e sicuramente rappresentano un passo avanti importante. Si tratterà ora di fare in modo che chi è chiamato a operare per rimozione e bonifica, cioè Edison, si attivi immediatamente per concretizzare quanto disposto dalla Conferenza e ora autorizzato dal ministero – osserva il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio – Ma ad 11 anni dall’avvio dell’inchiesta e dopo una lunghissima e non ancora conclusa vicenda giudiziaria, anche a fronte di questi ultimi provvedimenti, essere ottimisti appare francamente difficile”.

Il 28 settembre  è prevista, in Cassazione, la discussione sul ricorso contro la sentenza della Corte d’appello dell’Aquila: “Se i provvedimenti saranno confermati, si potrà mettere la parola fine all’accertamento giudiziario e finalmente poggiare su un terreno sicuro le bonifiche e i risarcimenti” conclude l’avvocato Tommaso Navarra che rappresenta il Wwf dall’avvio dello storico processo di Bussi.