Incendio di domenica sul Morrone: forse un tentativo maldestro, Casini non sottovaluta

Una bravata, o forse un tentativo maldestro di appiccare il fuoco e fare danno. É questa l’impressione per l’incendio divampato domenica scorsa dietro la scuola di formazione della Polizia penitenziaria, in località Il pozzo. Il focolaio di 2 giorni fa, bonificato e spento in un’ora d’intervento alle falde del monte Morrone, non risponderebbe a certe dinamiche che hanno caratterizzato i roghi dello scorso anno, diretti probabilmente da mano esperta.

Aggiornamento

Domenica 5 agosto 2018

É sempre più evidente che la montagna ha tanti nemici e va difesa da noti e nuovi piromani e da presunti incendiari. Tutti da tener d’occhio come fossero ragazzini che, se ci distrae solo un attimo, fanno danno. L’anno scorso il monte potrebbe essere finito nel  mirino di calcolatori senza scrupoli e probabilmente di qualche inviperito anti riformista. A riflettere bene sull’ultimo tentativo d’infiammare la montagna Peligna, nulla fa pensare alle modalità di accensione e propagazione degli incendi che da metà agosto 2017 hanno reso un inferno la conca Peligna: inneschi tradizionali compresi. Incendi che hanno tenuto banco interi comprensori. Focolai, sentieri, vento e temperature infernali sono state prese sicuramente in grande considerazione da chi ha danneggiato la montagna sacra di papa Celestino V lo scorso anno. Quest’ultimo tentativo maldestro, in assenza totale di vento, non ha resistito all’umidità e allo scroscio d’acqua del giorno prima, sabato. L’area era sotto il controllo dei Carabinieri di Sulmona, qualche settimana fa, forse perché qualche giovanotto è sensibile al fuoco. “Teniamo alta l’attenzione – interviene il sindaco di Sulmona Annamaria Casini che ha richiesto al Prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, un tavolo tecnico per affrontare in maniera precisa e coordinata la prevenzione incendi nel territorio, comunque gestita egregiamente domenica dalla Centrale operativa regionale che con i suoi bollettini ha informato costantemente sulla situazione coordinando l’intera operazione di spegnimento. Il primo cittadino potrebbe però aver bisogno di un controllo serrato sull’area Peligna perché quanto c’è forse non basta. Magari si potrebbe cominciare da poco, per prevenire, chiudendo al traffico veicolare gli ingressi al monte, sbarre già  esistenti o da installare, visto che i divieti virtuali non i rispetta nessuno. Domani pomeriggio, nel capoluogo è stata convocata una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, in prefettura arriveranno Casini, l’assessore comunale all’ambiente, Nicola Angelucci, il comandante della Polizia municipale. Il focus specifico dell’incontro sarà l’emergenza incendi, in seguito all’episodio accaduto in località Fonte d’Amore sul Morrone il 5 agosto scorso. Il rogo è stato domato grazie all’intervento immediato ed efficace dei Vigili del Fuoco di Sulmona, delle forze dell’ordine e del personale della Protezione civile comunale. Rapido intervento che ha evitato il propagarsi delle fiamme, dichiara il sindaco: “Non abbassiamo la guardia e continuiamo a lavorare per scongiurare il ripetersi dei gravissimi fatti accaduti lo scorso anno, predisponendo una serie di atti ed interventi mirati, che verranno sviluppati nei prossimi giorni, subito dopo il confronto con il Prefetto nel tavolo tecnico”. Lo afferma il sindaco Annamaria Casini.

Archivio

Principio d’incendio ai piedi del Morrone, torna l’incubo