Metanodotto e centrale Snam, Pietrucci scrive al Premier Conte

“Torno a rivolgermi al presidente del consiglio dei ministri riguardo sulla realizzazione del gasdotto Snam nei territori colpiti dai terremoti nel 2009, 2012, 2016 e 2017 e della centrale di compressione di Sulmona” è la lettera che il presidente della commissione ambiente, Pierpaolo Pietrucci, ha inviato al premier Giuseppe Conte e per conoscenza ai presidenti di camera e senato e ai parlamentari abruzzesi.

Sondaggi nel sottosuolo per costruire a centrale Snam

Pietrucci, come già con i predecessori di Conte, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni,  invita il premier ad abbandonare i progetti di gasdotto e centrale di compressione, manifestando “l’assoluta contrarietà alle opere in questione, auspicando un risolutivo ripensamento”, e ricorda le iniziative promosse in Consiglio regionale contro le opere (due risoluzioni approvate, una analoga iniziativa l’ha approvata la Commissione Ambiente della Camera dei deputati) oltre al fatto che “la mia parte politica ha espresso più volte parere contrario alla realizzazione dell’opera, così come il Movimento Cinque Stelle, quando oltre a essere forza di opposizione a livello regionale come oggi, lo era anche a livello nazionale”.

Il rischio sismico, scrive Pietrucci,  “a cui sono soggetti i territori che l’infrastruttura attraverserebbe, peraltro, con grave pericolo per le popolazioni che vi risiedono (dall’Abruzzo al Lazio fino all’Umbria, alle Marche e all’Emilia-Romagna)” è la prima ragione per abbandonarne la realizzazione. Scrive il consigliere regionale a Conte: “Della cancellazione della programmata realizzazione del gasdotto e della centrale di Sulmona gliene sarebbero grate le popolazioni, già troppo e duramente provate dalle recenti catastrofi naturali, per essere costrette a sopportare la presenza di una spada di Damocle costituita da una infrastruttura così impattante e potenzialmente distruttiva in caso di evento sismico rilevante. Contrariamente sarà molto elevato il rischio di proteste clamorose da parte delle popolazioni terremotate: anche per questo si è registrata finora l’unità sul tema da parte della politica locale”.
Nel caso in cui, spiega Pietrucci, “la via della cancellazione delle opere dovesse rivelarsi non percorribile, per quanto concerne il percorso del gasdotto, deve essere almeno avviato un rigoroso studio secondo il principio del confronto tra i costi e i benefici, già in fase di applicazione per altre opere sul territorio nazionale. Il principio dovrà contemplare tra i costi la sicurezza della popolazione e  valutare l’alternativa del percorso in mare, in luogo del passaggio nei territori interni abruzzesi, umbri, marchigiani, laziali ed emiliano-romagnoli ad alto rischio sismico, appartenenti ai Crateri 2009, 2012 e 2016/2017”. Nella missiva sono presentate anche ragioni di carattere ambientale e paesaggistico e di approvvigionamento energetico (in primis la necessità di investire sempre di più sulle energie rinnovabili) a sfavore della realizzazione del gasdotto Snam e della centrale di compressione di Sulmona.

“La mia richiesta a Lei non ha i caratteri della strumentalizzazione, visto che ricalca quella rivolta ai Presidenti Renzi e Gentiloni, che sono della mia stessa parte politica  ma che ho avuto modo, con coraggio, di censurare in passato – a conclusione del testo della missiva – Nasce piuttosto dal territorio, da popolazioni prostrate e alle prese con mille problemi, ma che non si rassegnano a vedere ignorati i propri bisogni, inascoltati i propri legittimi timori e che continuano a voler vivere nell’Appennino, una terra straordinariamente fragile, ma troppo bella e carica di storia per essere abbandonata. Attendiamo con urgenza di sapere come questo Governo intenda comportarsi” .