Festa del Minatore: cittadinanza onoraria a Tommaso Sgueglia

Castelvecchio Subequo (Aq). Per la Festa del Minatore del 9 agosto sarà conferita la cittadinanza onoraria a Tommaso Sgueglia già sindaco di Caiazzo, in provincia di Caserta. 

Il 9 aprile scorso il piazzale della stazione ferroviaria di Caiazzo, per iniziativa dell’amministratore locale, è stato intitolato ai minatori Pietro Angelone e Pasquale Colangelo. Con una commovente cerimonia ed una messa a suffragio, sono stati ricordati questi 2 padri di famiglia 37enni, originari di Castelvecchio Subequo, che il 21 maggio 1957 sono rimasti vittime di una esplosione di grisù mentre erano a lavoro nella galleria Spoleto, in fase di realizzazione. I 2 Minatori sono ricordati da una lapide, realizzata e disposta nello scalo ferroviario di Caiazzo, diventata spunto di riflessione a sostegno di tutti coloro che rischiano la vita svolgendo lavori umili, pericolosi e davvero faticosi. Sono proprio iniziative come quella del Comune della provincia di Caserta a recuperare una storia che altrimenti sarebbe dimenticata e a restituire visibilità e onore ai veri eroi, grandi lavoratori altrimenti invisibili. Un gesto apprezzato in Abruzzo. La regione forte e gentile, grazie ai suoi figli soprattutto migranti, ha offerto un importante contributo, in tutto il mondo, per realizzare infrastrutture e opere che hanno traghettato verso lo sviluppo economico e la crescita intere comunità. Toccato dalla grande sensibilità dell’ex sindaco di Caiazzo, il consigliere comunale Fidio Bianchi ha proposto il conferimento della cittadinanza onoraria all’amministratore che si è impegnato a ricordare con affetto i 2 minatori abruzzesi. Il consiglio comunale di Castelvecchio, nella seduta del 27 luglio, ha approvato all’unanimità la proposta di Bianchi per il conferimento della cittadinanza all’ex sindaco Sgueglia che sarà attribuita in occasione della Festa del Minatore che si svolgerà tra 8 giorni nella ridente località subequana. La realizzazione della galleria, nel tratto ferroviario Napoli-Piedimonte, garantì alla comunità del casertano un importante collegamento, sicuro e indispensabile per connettere un’area altrimenti isolata. L’intervento richiese numerosa forza lavoro e sacrificio. A rispondere all’appello per realizzare l’opera furono molti, tanti giovani soprattutto dalla valle Subequana che, da bravi minatori, lavoravano e abitavano con le famiglie nel centro campano.

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