Previsto l’elisoccorso, timori sulla permanenza del Punto nascita a Sulmona

Un’area per l’elisoccorso, ben venga, ma assicurarsi che ciò non escluda la permanenza del presidio neonatale sulmonese, graziato ad aprile? É il minimo e nessuno dei nostri politici locali ha ancora pensato al fatto che la previsione dell’area di elisoccorso, tirata in ballo nell’incontro con l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci è una minaccia per il Punto nascita di Sulmona se davvero non si provvederà a saldarlo in modo permanente e incontestabile all’ospedale Peligno e per il bene dell’intero comprensorio (60 mila abitanti).

Aggiornamento

Un appunto, dato che i politici nostrani lo hanno già dimenticato. Nella nota del Comune di Sulmona, sull’incontro del sindaco Annamaria Casini con l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, tra gli interventi dell’accordo di programma da siglare a settembre con 10 milioni di euro di finanziamento, è annunciata la costruzione di un’area di elisoccorso. E vissero tutti felici e contenti, vero?


Meglio una rinfrescatina in questa torrida Estate che brucia in testa


L’ 11 febbraio 2015, quando il Commissario ad acta Luciano D’Alfonso, presidente d’Abruzzo e oggi contestualmente senatore della Repubblica, ha decretato la chiusura del Punto nascita di Sulmona, il direttore generale della Asl 1 non ha provveduto allo smantellamento del presidio nascite solo perché l’Agenas ha vietato il provvedimento sino a quando non fosse pronto il Servizio di elisoccorso. Dunque? E ancora, il 17 aprile 2018 quando Paolucci ha annunciato che il Punto nascita di Sulmona può dirsi salvo, il mezzo miracolo non è stato mica merito della cicogna, ma delle prescrizioni Agenas. La campagna elettorale si è già insinuata, per le regionali di febbraio, aleggia nelle avio superfici delle aree interne dove però ci si illude e si disquisisce ancora del primo e dell’ultimo livello, quisquilie di ospedali da promuove sussurrate anche per il presidio ospedaliero di Tagliacozzo e fatte immaginare persino a Castel Di Sangro. Da tempo si lavora invece per salvare e mantenere integri i nosocomi di Giulianova e Popoli, quest’ultimo ha ottenuto proroghe che Sulmona non ha.

L’elisoccorso sarebbe fondamentale per la valle, ma di certo non è esaustivo per un comprensorio montano come quello Peligno, Sangrino, Subequano e del Sagittario. Parliamo di comunità morfologicamente svantaggiate per i collegamenti e di condizioni atmosferiche avverse che troppo spesso vieterebbero categoricamente l’utilizzo di un elicottero in condizioni normali figuriamoci per il trasporto di donne in travaglio o comunque in attesa o con gravi rischi di non farcela anche per il nascituro.

“La ricostituzione del nucleo di valutazione degli investimenti da parte del Ministero dalla Salute, attesa per fine agosto, consentirà nel mese di settembre la sottoscrizione dell’accordo di programma e l’avvio delle procedure di spesa per completare gli interventi come l’abbattimento dell’ala vecchia del nosocomio, lo spostamento della centrale elettrica, la realizzazione dell’area di elisoccorso e la riqualificazione funzionale dell’attuale ala nuova dell’ospedale” di Sulmona naturalmente. Così dichiara Paolucci, ma nulla sul punto nascita che può dirsi salvo come annunciava il 17 aprile scorso. Noi siamo però eredi di San Tommaso e sappiamo che la chiusura del presidio neonatale è congelata perché, come dichiarato dallo stesso Paolucci: “A poter far salvo il punto nascite di Sulmona, sono in particolare le prescrizioni Agenas relative alla necessità di attivazione permanente del trasporto aereo, e il ministero non avrebbe obiettato la scelta, ma ha chiesto di presentare la richiesta di deroga che finora è stata regionale e che invece deve essere riconosciuta dal ministero”. Del passaggio da formalizzare a giugno nessuno ha chiesto conferme nell’incontro di ieri con Paolucci. Si è poi provveduto ad inserire il Punto nascita di Sulmona tra quelli in deroga nelle liste ministeriali? E anche se fosse inserito, questa deroga assicura anche in caso di elisoccorso in valle? 

Del resto si può parlare, così all’incontro con l’assessore regionale si accenna alla riorganizzazione della circolazione veicolare in via le Mazzini, ma non si fa cenno al timore di una scatola nuova e vuota o della possibilità di promozione del presidio ospedaliero che la minoranza consigliare dice sia stato declassato. In verità non c’era alcuna definizione dei nosocomi prima della riforma ‘Spunti’ nascita e (dis)servizi sanitari che ha portato nell’Abruzzo, ora non più commissariato, all’attribuzione della qualifica di primo livello solo per alcuni grandi e potenti ospedali. E nel caos degli annunci in blocco e a ripetizione sull’apertura ad ottobre del nuovo ospedale e dei milioni ancora da investire, da sotto il naso si fanno scappare il Punto nascite senza pretendere dalla Regione quei chiarimenti indispensabili per aspetti fondamentali alla nostra sopravvivenza futura.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Niente deroga per la chiusura dei Punti nascita abruzzesi, il Tar rigetta il ricorso anche per Sulmona

Relazione dell’agenzia per indicare le condizioni da rispettare e i servizi alternativi da garantire in caso di chiusura del Punto nascita di Sulmona (Aq)