Salviamo l’orso. Il volontariato estivo risorsa delle località montane

Da fine maggio i volontari dell’associazione Salviamo l’orso (Slo) hanno ripreso a pieno ritmo le attività. Le recinzioni elettrificate, cedute gratuitamente e spesso anche installate a chi ne fa richiesta, sono state tutte controllate e riparate per la protezione di arnie, piccole stalle, pollai ed orti. 

Salviamo l'Orso volontari per riparazione recinti Report-age.com 2018Salviamo l'Orso volontari per riparazione recinti Report-age.com 2018“I nostri soci accompagnati ed aiutati dagli studenti stranieri che trascorrono 2-3 mesi nelle foresterie delle Riserve regionali del monte Genzana e delle gole del Sagittario hanno eseguito la manutenzione ed in alcuni casi installato nuovi recinti a Luco, Scanno, Villalago, Bisegna, San Sebastiano, Pettorano sul Gizio, Cocullo, Anversa degli Abruzzi, Introdacqua e  Sulmona – scrive in una nota l’associazione che tutela l’Orso bruno amrsicano – Sono 10 i nuovi recinti installati, di cui 3 nell’area della Marsica dove un orso decisamente invadente rischia di mettere in cattiva luce anche la stragrande maggioranza dei suoi consimili che invece continuano a condurre un esistenza da orso, elusiva e lontana da ogni  contatto con l’uomo. E importante quindi impedire a quest’orso e a pochi altri il facile accesso a fonti alimentari di origine umana scoraggiando abitudini pericolose per l’animale stesso ma che creano apprensione tra coloro che vivendo fuori parco non sono abituati alla convivenza con il grande mammifero”. Le attività di Slo sono, come sempre, finanziate dai soci dell’associazione e da sponsor storici Aispa e Patagonia. Da quest’anno, oltre alla convenzione nuovamente stipulata con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’associazione si avvale di fondi regionali stanziati, dalla legge 15, pari a 10 mila euro. “Promuovere la convivenza tra orso e attività rurali in Appennino è un passo fondamentale per vincere questa battaglia, diffondere una cultura di tolleranza, specialmente fuori dalle aree protette, accompagnata da buone pratiche di prevenzione è il metodo migliore per convincere tutti che l’orso può essere una risorsa per il territorio- conclude il coordinatore di Slo, Stefano Orlandini – Lo dimostra la presenza degli studenti e dei tirocinanti stranieri che si iscrivono anno dopo anno sempre più numerosi ai programmi di volontariato di Slo. Nei paesi d’Abruzzo coinvolti nelle nostre attività,da 4 anni si comincia ad apprezzare sinceramente il lavoro concreto e silenzioso in favore della popolazione locale con tanti giovani stranieri che diventeranno i migliori ambasciatori”.