Caccia preapertura. Accolto dal Tar Umbria il ricorso Wwf sul calendario venatorio

Con l’ordinanza del 24 luglio il Tribunale amministrativo regionale (Tar) Umbria ha comunicato che è stato accolto il ricorso del Wwf Italia, curato dall’avvocato Maurizio Balletta, contro il calendario venatorio dell’Umbria per la stagione di caccia 2018/2019. L’associazione canta vittoria ammettendo che spesso lLa tutela della fauna selvatica ha più attenzione in tribunale che negli enti che se ne occupano. Il caso dell’Abruzzo però resta emblematico: Orso ucciso a Pettorano: impugnata la sentenza di assoluzione. La Regione che ha dato i natali a San Francesco d’Assisi (protettore degli animali e patrono d’Italia) ha approvato l’apertura anticipata della caccia a diverse specie, per i primi di settembre, pur essendo il Piano faunistico venatorio scaduto e non essendoci quindi una preventiva pianificazione basata sui monitoraggi sulle specie. Per fare il solito regalo ai cacciatori l’Umbria voleva anticipare la caccia senza avere alcuna reale informazione sullo stato delle specie, condannando migliaia di capi a morte certa semplicemente perché così chiedeva il mondo venatorio, una piccola minoranza rispetto alla stragrande maggioranza di cittadini che chiedono addirittura l’abolizione della caccia.

La decisione del Tar Umbria è un primo risultato positivo che il Wwf vuole dedicare alla memoria del giudice Maurizio Santoloci, straordinario giurista umbro che fu impegnato nella tutela della fauna e che è considerato a ragione uno dei padri del diritto ambientale in Italia. E questa decisione deve essere un monito, non solo per gli amministratori umbri, ma anche per quelli delle altre Regioni. Se le Regioni continueranno ad emanare atti non conformi alle leggi di tutela della fauna selvatica e non appronteranno provvedimenti che limitano le forme di caccia rendendole sostenibili, il Wwf continuerà ad utilizzare la via giudiziaria per difendere la fauna e il diritto, anche inviando esposti alla Corte dei conti contro i pubblici amministratori che, con le loro scelte non conformi alle normative di settore, provocano notevoli danni non solo agli animai selvatici, ma anche alle tasche dei contribuenti. Intanto anche in altre regioni c’è una forte mobilitazione. In Sardegna Wwf, Italia Nostra e Lipu hanno duramente criticato il calendario venatorio che non prende in considerazione nessuna delle indicazioni dell’Ispra; il Wwf in Abruzzo ha scritto alla Regione delle Osservazioni definendo il calendario venatorio un regalo ai cacciatori, con pre-aperture e prolungamenti dei periodi di caccia.