Trasporto pubblico, Risoluzione su servizi minimi: il mercato non penalizzi le aree interne

Aree interne sempre più distanti con l’attivazione delle linea commerciali saranno quasi irraggiungibili e a correre ai ripari è, per il momento, la commissione regionale Ambiente e infrastrutture che ha approvato una Risoluzione con l’obiettivo di garantire i servizi minimi di trasporto pubblico locale nelle aree interne che, con la riforma, sarebbero ancora più distanziate dal resto del mondo.

Immagine di copertina Maria Trozzi 

Immagine Maria Trozzi

Il primo firmatario è il presidente della commissione Pierpaolo Pietrucci, la Risoluzione è stata approvata contestualmente al provvedimento amministrativo 98/18 Definizione dei servizi minimi e degli ambiti di traffico del trasporto pubblico locale. L’approvazione dei servizi minimi, come predisposti dall’esecutivo regionale, rappresenta l’adempimento fondamentale per la scelta definitiva dell’affidamento in house e l’approdo della riforma costruita dal deputato, Camillo D’Alessandro. L’impegno della giunta è  quello di attivare un tavolo concertativo con i portatori d’interesse per un’approfondita ricognizione dei servizi tesa a ricalibrare la definizione di quelli minimi essenziali anche integrando la riforma che punta a mantenere  nei confronti di Tua spa le tratte già oggetto di contribuzione quali Giulianova-Teramo-Roma e L’Aquila Roma – mancanti di alternative trasportistiche – e quelle relazioni che generano consistente pendolarismo dall’area della Marsica e della valle Peligna verso Roma. L’impegno regionale è anche quello di analizzare l’ipotesi di estensione del biglietto unico ai territori della regione attualmente esclusi. Il primo firmatario della risoluzion, Pietrucci, spiega: “Abbiamo scelto di garantire senza scossoni l’approvazione di una riforma epocale per il trasporto pubblico abruzzese avviando un percorso per assicurare che la competizione di mercato non penalizzi, dal punto di vista dell’offerta, del numero e della qualità dei collegamenti, il servizio di cui fruiscono le aree interne, quelle più vulnerabili – conclude Pietrucci – Non ha senso applicare ovunque le leggi di mercato aumentando le distanze tra territori che già di fatto viaggiano a velocità differenti. Nel trasporto pubblico, come nella sanità, il sostegno pubblico vuol dire equità”.