Mezza montagna da scalare per chiedere informazioni? Ex chalet: info point per turisti

Quando si tratta di accoglienza di semplici turisti la pensata è da tardo Medioevo e Sulmona può chiedere il sacrificio dell’unica risorsa rimasta nella Patria di Ovidio, il turismo, per trasformare una promettente struttura ricettiva in un punto informazioni. Altro sperpero di risorse e non solo per certi impiegati comodi a rispettare rigidamente certi orari d’ufficio poco consoni al luogo dello spirito. Se c’è qualche visitatore disponibile ad attraversare mezzo monte Morrone per chiedere informazioni allora le necessità sono altre, forse un corso intensivo per collegarsi in Rete o  cure mediche del terzo tipo

Il Meeetup amici di Beppe Grillo getta uno sguardo sulla struttura ricettiva cattedrale nel deserto che marcisce nel degrado che ispira passaggi e abitudini singolari ultimamente. Il gruppo locale del Movimento 5 stelle interviene: “Mentre l’Abbazia è oggetto di lunghi e dispendiosi restauri o dove a condurre in visita guidata avventori e turisti sarebbe, sembra, il personale interno della Soprintendenza, spesso anche i funzionari stessi… ebbene nulla è stato fatto per l’eremo di Celestino V e per la zona ricreativa e di accoglienza del visitatore. Dopo la chiusura dello chalet, sempre causa di peripezie burocratiche post sisma, l’area è rimasta abbandonata, vandalizzata per anni, una scena indecorosa per i molti visitatori di questo luogo, fortemente pubblicizzato dalla Regione e dal parco Majella, una vergogna e una totale mancanza di empatia da parte dei vari sindaci ed assessori succedutisi alla guida del Comune. Oggetto di delibere da approvare in giunta comunale, bloccate da anni da problemi legati ad una sdemanializzazione, sembra ora che la questione si stia lentamente risolvendo, ma si vorrebbe cambiarne la destinazione d’uso dello chalet, facendone un info-point: un ennesimo ufficio – il gruppo non è ragionevolmente d’accordo sul fatto di trasformare una struttura ricettiva in un info point -Come? Con le potenzialità di lavoro del sito, lo si vuole gestire sempre in maniera dispendiosa per il Comune? Un Comune che non ha nemmeno i soldi per assumere i giardinieri. E a chi verrebbe in mente di provvedere alla manutenzione e pulizia di un’area vasta e in posizione disagevole senza possibilità di un minimo guadagno? Alla solita cooperativa forse? Sempre foraggiata da pubblico denaro?”. Si salvi chi può.