Stoccaggi rifiuti nel Piano controllo del territorio, i siti: obiettivi sensibili da monitorare

Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, è d’accordo e su richiesta del ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha incluso i siti di stoccaggio dei rifiuti tra gli obiettivi sensibili che impongono vigilanza e attenzione da parte delle forze dell’ordine. La strada adottata è quella della prevenzione, forma di controllo che dovrebbe garantire cittadini e imprenditori che subiscono gravissimi danni dai roghi.

Copertina Maria Trozzi

Deposito Adria Gomme 25.07.2014 Foto Trozzi

La circolare del ministero dell’interno che include i siti di stoccaggio rifiuti nel Piano coordinato di controllo del territorio italiano ha raggiunto tutte le Prefetture, i controlli saranno coordinati dai prefetti e gestiti dalle forze di polizia. Questo consentirà controlli maggiori e costanti.Negli ultimi 2 anni sono stati oltre circa 300 i roghi nei siti di stoccaggio rifiuti in Italia. Luglio e agosto sono i mesi ideali per chi deve smaltire, purtroppo per gli onesti cittadini. In quel mese nel 2014 in valle Peligna per 2 volte e nel giro di una settimana presero fuoco i rifiuti speciali, pneumatici per l’esattezza, dell’Adria Gomme, un’azienda di Pratola Peligna (Aq), proprio a confine con Sulmona, che li triturava per recuperarne parte del materiale.

Il 27 giugno 2015 a Chieti bruciano, è un sabato notte, circa 5 mila m³di rifiuti speciali e pericolosi stoccati a colle Sant’Antonio. Sito simile ad una vecchia piattaforma della valle Peligna, definita muro di pattume, nata per riciclare rifiuti nel 2002 che sarà sequestrata per diverse irregolarità e finirà sotto inchiesta con condanne per i responsabili  della ditta che la gestiva.

Tornando ai nostri giorni, a San Vitaliano, in provincia di Napoli, il 2 luglio di quest’anno è scoppiato un incendio di vaste dimensioni in un sito per la gestione delle ecoballe di rifiuti. Sul posto per un sopralluogo, il ministro dell’Ambiente Costa ha annunciato la richiesta rivolta al ministro dell’interno Matteo Salvini di considerare i siti di stoccaggio dei rifiuti in Italia come sensibili così per includerli nel Piano coordinato di controllo del territorio, gestito da ogni prefettura e monitorato dalle forze di polizia.

Nelle Marche, un’altro singolare episodio, un incendio alla Orim nel maceratese, il 6 luglio. La ditta ha appena ricevuto l’autorizzazione regionale  all’esportazione di 1.000 tonnellate di rifiuti pericolosi (per vari codici Cer) verso la Germania, previa autorizzazione dello stato tedesco e di quello austriaco e stipula di adeguata fidejussione a favore del ministero dell’ambiente, definita in 13 mila 586,42 euro.

A segnalare l’ennesimo incidente i parlamentari M5S delle Marche: “Nell’ultimo incendio alla Orim di Piediripa di Macerata è andata in fumo parte dei capannoni industriali dove si svolgono attività di trattamento di rifiuti speciali anche pericolosi”. Immaginare quanto costano questi eventi in termini di salute,danno ambientale e monitoraggi della qualità dell’aria non è facile. “L’incendio alla Ori ha causato esplosioni e alte colonne di fumi rilasciate nell’atmosfera – spiegano i parlamentari pentastellati delle Marche – Sono state evacuate aziende limitrofe, un vicino centro commerciale ed è seguito l’invito da parte delle autorità a non consumare verdure in attesa dei riscontri da parte delle autorità preposte.  “Purtroppo la Orim non è nuova a questo tipo di eventi. In meno di 20 anni l’azienda è stata oggetto di almeno 4 diversi incendi”. Il primo nel 2000 a 3 mesi dal sopralluogo della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività connesse nel quale erano emerse gravissime violazioni tanto da comportarne il sequestro immediato dell’azienda.

Archivio 2014/2015

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